
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Sunday, March 21, 2004 - ore 13:49
..life oh life
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Compleanno di ale gianni e caio insieme ieri sera al bulli, tre feste, tre regali e tre brindisi in uno. E che brindisi! La serata è iniziata con la vale in piena crisi alcolica. Alle 9 e mezza durante la cena, a un certo punto mi afferra un braccio, mi guarda negli occhi e mi dice:
mi sta venendo su tutto. Panico. Fato vuole che fosse seduta vicino a me, se questa svoma il guaio me lo becco io penso. Le parlo, la tranquillizzo e chiedo al suo amore cosa le ha fatto bere. Lo slavo allora alza il bicchiere della vale e con le dita praticamente chiuse mi mostra il livello iniziale e quello attuale del vino. Un centimetro scarso. “Vale che hai bevuto?” mi azzardo a chiedere. E lei: “un goccio di spritz al banco, poi ho assaggiato la tua birra e adesso il vino”. Sono impallidita. Non arrivava a un terzo di quello che avevo bevuto io. Ed ero partita piano per caricare più avanti. Forse in prima media andavo in balla con così poco. No, no credo alle elementari. I miei prodi amici, sentita la vale, si girano a guardarmi commossi e compiaciuti: sono il loro fenomeno da baraccone, il loro scugnizzo, la donna che beve come i omeni. Tra me e la vale corre un abisso di alcol. E se lei beve come una bambina di 11 anni, io bevo come un sessantenne in osteria. Bicchiere cicca bicchiere cicca e sfuma con la nicotina il mio desiderio di lasciarmi alle spalle il vizio della dipendenza da sigarette.
Non hai vinto ritenta sarai più fortunata. Mi guardavano e ridevano. E poi dicevano: dai vien bevar na roba coi fioi. E io di corsa. Arrivo.
Perché è giusto così.
Non sto ad elencare i duemila gradi che mi sono bevuta, non mi stanno. Ma voglio fare onore a robi che, quando mi sono avvicinata al bancone per il mio solito montenegro post-cena e vediamo di digerirla, ha creato per me un drink tutto speciale. Tipo un long island ma senza cola, con vodka, gin, bacardi, piper, lemon e un succo non ho capito di cosa. Buono lo ammetto. Pesante e decisamente micidiale ma buono. Una gran botta ma
è giusto così. Era tanto che non mi facevo una balla come si deve, in salita, fatta bene, allegra e non smorta, una balla felice, di quelle che ti ricordi. Senza rendersi eccessivamente ridicoli, senza che la gente si rotoli per terra sghignazzando e prendendoti per i fondelli. Una balla felice, normale. Una bella balla.
Ho animato la serata con le mie cretinate e le mie figuracce, nonché con la mia prontezza di riflessi nel rispondere alle battute degli amici. La signorina che c’è in me se ne è altamente fottuta –se si può dire- dell’abbigliamento elegante (l’abito non fa il monaco) e dei capelli lisci tirati con tanta fatica da me stessa medesima, e si è divertita a girare il locale salutando tutti quelli che non vedeva da una vita ormai e bevendo con tutti. Ogni cinque minuti un brindisi cordiale, dai no te ga mai fatto cusì, mi offri una cicca sono senza, mamma che tette che hai, grazie devo andare e via dicendo. Mi ha fatto un enorme piacere quando gigi e la carmela mi hanno detto di aver chiesto di me alla mari, e che senza di me il bulli non è più la stessa cosa, perché adesso le ragazze nuove non sono simpatiche e lavorano solo per i soldi. “Tu eri diversa, con te si parlava e si rideva tanto” mi ha detto la carmela. Davvero, non potevano dirmi nulla di così bello. È bello lasciare un piacevole ricordo nelle persone no? Ho dato tanto a quel locale e tanto mi è stato dato.
Concludo con un inno..
è giusto così.. me piaxe el vin de pergoea
xe bon, xe come el balsamo
se poi se maridassimo
oi che felicità
oililì! Oililì! Oilalà! Oilalà!
Oi che felicità!!!
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