Il raffreddore non mi molla... oggi poi ho un colorito molto sano: la mia faccia tende al
verde nespola!

Per non passare il tempo solo a tossire e starnutire, stamattina mi sono messa a leggere
Erich Fromm, puntando l’attenzione soprattutto su
L’arte di amare e sulla sua riflessione sull’
uomo e la
società...
Chi ama davvero ama il mondo intero, non soltanto un individuo particolare.
Gli uomini moderni vivono sotto l’illusione di sapere quello che vogliono, mentre effettivamente vogliono quello che suppongono di volere.
Il compito principale di un uomo è dare origine a se stesso, trasformandosi in tutto ciò che è in grado di essere. Il risultato di tali sforzi sarà la sua personalità.
Amare qualcuno non è solo un forte sentimento, è una scelta, una promessa, un impegno. [L’arte di amare]
Dare è la più alta espressione di potenza. Nello stesso atto di dare, io provo la mia forza, la mia ricchezza, il mio potere. Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia. Mi sento traboccante di vita e di felicità. Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché in quell’atto mi sento vivo. [L’arte di amare]
Tutti noi siamo Uno, eppure ognuno di noi è un’entità unica, separata. Nei nostri rapporti col prossimo si ripete lo stesso paradosso. In quanto Uno, possiamo amare tutti nello stesso modo, nel senso di amore fraterno. Ma in quanto esseri distinti, l’amore erotico esige prerogative strettamente individuali, che esistono tra determinate persone, e non certo tra tutte. [L’arte di amare]
ERICH FROMM (Francoforte sul Meno,1900 – Locarno, 1980) è stato un celebre psicanalista e sociologo.
Il suo contributo alla sociologia viene collocato nell’ambito dell’
Umanesimo Normativo. Nelle intenzioni di Fromm, lo scopo della
scienza dell’uomo sarebbe quello di giungere ad elaborare una
definizione di essere umano.
Fromm, rispetto alla dottrina freudiana, sostiene in
Psicoanalisi della società contemporanea che
un’intera società può essere
malata, ponendo così l’accento sul ruolo che
l’ambiente può giocare all’interno dello sviluppo della malattia psichica individuale. Detta in altri termini, Fromm asserisce che una società malata può condizionare e portare alla malattia individui che nascono sani.
Il culmine della filosofia politica e sociale di Fromm si trovano in
La società sana del 1955. In esso Fromm pone argomenti a favore di un
socialismo democratico, di stampo umanista. Egli vedeva tanto in Occidente, quanto nell’Europa Orientale all’opera delle strutture sociali disumanizzanti, dominate dagli apparati burocratici, con il risultato di un universale fenomeno sociale di alienazione. Per alcuni anni Fromm fu politicamente molto attivo negli Stati Uniti: il suo interesse era rivolto soprattutto al movimento pacifista internazionale, nell’ambito della lotta contro gli armamenti nucleari e del coinvolgimento statunitense nella guerra in Vietnam.

... e adesso vado a prendere il
VivinC, che, anche se non mi fa una mazza, almeno mi da l’
idea di una cura!