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Thursday, May 24, 2007 - ore 14:22
Il piacere della conversazione
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Fu in un momento di assoluto abbandono psicofisico che scoprii, non senza un certo stupore, di essere in grado di dialogare amabilmente con svariati esseri inanimati, e con “esseri inanimati” mi riferisco ad oggetti di qualsiasi materiale e forma, animali morti e/o impagliati, residui organici e inorganici. Non sono mai stato un gran chiacchierone, e anzi ho sempre considerato i logorroici degli individui spregevoli degni di essere sottoposti alle più crudeli torture medievali. Spesso i dialoghi con i miei simili si riducono a qualche battuta e a una serie più o meno lunga di espressioni facciali costruite ad hoc per rispondere in modo adeguato alle domande a me poste inopportunamente; la faccia che mi viene meglio è quella che assumo quando fingo di essere un vecchio allevatore abruzzese che ha appena scoperto che sua moglie ama trascorrere interi pomeriggi nella stalla instaurando "rapporti di amicizia" con asini e buoi. Donne e buoi dei paesi tuoi, che i panni sporchi li vogliamo lavare in casa. Non riuscendo a trovare persone davvero capaci di ascoltare ho trovato finalmente diletto nel conversare dapprima con un tubetto di lacca per scarpe e successivamente con un gufo impagliato. Checchè ne dica il mio analista io resto dell’opinione che confidare i miei problemi ad un gufo stecchito e ripieno di paglia sia la cosa migliore da fare ogni qual volta vengo attanagliato dalla malinconia canaglia. Mangiare due chili di gelato al gusto puffo non ha mai funzionato, e nemmeno cospargermi di panna montata e correre nudo per via Montenapoleone il sabato pomeriggio mi ha mai dato lo stesso sollievo. Quando invece sono di buonumore e mi sento in vena di scherzare preferisco intrattenere con la mia proverbiale ironia oggetti di basso valore ma di grande utilità quali il filo interdentale e lo sturalavandino. E su questo punto nemmeno il mio analista ha nulla da ribattere. Ma è inutile restar qui a malmenare il can per l’aia, diciamoci la verità: a chi di voi non è mai capitato almeno una volta nella vita di auto-sorprendersi a dialogare con la sigaretta che stavate fumando, o con il rotolo di carta igienica che tenevate in mano, o con il calzino spaiato che aveva perduto il suo gemello. Io sono convinto che certe scatolette di tonno siano molto più intelligenti di tante persone, e non ho alcun dubbio nell’affermare che una caciotta caprina nella fase di stagionatura sia assai più sveglia al volante di almeno la metà delle donne che conosco.
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