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Saturday, May 26, 2007 - ore 16:33
Lavorismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri ho avuto un incontro con la responsabile delle assunzioni di un negozio di intimo e maglieria in centro. Una mia amica mi aveva presentata ed ho ottenuto un "chiamiamolo colloquio" e forse una prova, per vedere se faccio al caso loro. Le commesse con cui avevo parlato i giorni prima mi avevano con grande cortesia e disponibilità detto che cercavano una ragazza per l’estate, qualche giorno alla settimana. Il che per me significa unicamente soldi. Interessante, io ci provo.
Peccato che il "chiamiamolo colloquio" sia stato improntato sulla degradante constatazione che sono troppo vecchia e che forse non sono abbastanza qualificata e figa per fare la commessa in centro. Riporto ciò che mi ricordo (o meglio, ciò che non ho rimosso malgrado sia la cosa che desidero di più al mondo) della
mezzora di colloquio per fare la commessa in centro. Commessa eh.
-Ciao!
-Ciao, piacere Silvia…
-Ciao, piacere XXX…
[mi fa una rapida radiografia] Così tu sei l’amica di YYY, mi ricordo di te…
-Si, vengo spesso con lei, ma sono cliente del negozio, quindi ci siamo viste spesso…
-Sì, mi ricordo… Hai un curriculum?
-L’ho portato ancora la settimana scorsa perché mi avevano detto che lo dovevi valutare.
-Non lo trovo, allora ti faccio delle domande per segnarmi alcuni tuoi dati, ok? Facciamo prima così, e poi lo cerco con calma. Ci mettiamo di là. Intanto dimmi, quanti anni hai?
-26.
-Ah.
[seguono 30 secondi di imbarazzante silenzio] Speravo fossi più giovane.
-Eh no, ho 26 anni.
-Sai, io di solito prendo ragazze giovani, magari che hanno appena finito scuola, così posso formarle e prepararle per lavorare qui, credo che tu capisca.
-Certo, per carità, capisco. E comprendo che sia una vostra necessità…
-Se no è tempo perso, se la ragazza mi va via dopo un anno.
-Legittimo, certo.
-E le prendo giovani per portarle avanti, insomma…
-Sì, ho capito il discorso
[insomma, sono vecchia, complimenti per la diplomazia però…]-Va beh
[aria stizzita] cosa fai nella vita?
-Mi mancano 3 esami, studio lettere.
-E che sbocchi professionali avete? Nelle scuole?
-Si, i bidelli
[sorridiamo al mio facile umorismo] in realtà vorrei…
[e parto con digressioni simpatiche e sensibili sui miei sogni].
-Faresti un erasmus?
-No…
-Vuoi fare uno stage all’estero?
-No, sono già troppo indietro con gli esami per fare anche un soggiorno all’estero, ci penserò dopo la laurea.
-Quindi ti vuoi laureare…
-
[no, arrivo alla tesi e vado a fare il muratore con mio padre]. Sì…
-Ah. E quando vorresti laurearti? Quanto credi di metterci?
-Non so, credo un annetto, forse qualcosa di più.
-Quindi mi dici un anno e mezzo magari…
-Sì forse, dai…
[credo si stia continuando con l’ironia]-Anche due?
-
[allibita, strabuzzo gli occhi] Beh, due spero di no.
-Ah.
-
[rimango in silenzio, attonita]-Si stanno laureando anche le altre, lavorare qui porta bene. Ma poi vanno via. Se mi dici che ci metti almeno due anni ne possiamo parlare, ma per solo un anno io non so cosa posso fare.
-Beh non so cosa dirti, io spererei di laurearmi prima possibile.
-Ah. Quindi tu mi dici che rimarresti qui solo un anno.
-
[voglia di bestemmiare] Non lo so, non faccio programmi così a lungo termine.
-Va beh. Ferie?
[così, di brutto, davvero, senza introduzioni, sempre con la stessa faccia]-Sono onesta con te, te lo dico subito: vado via 4 giorni a luglio.
-Ah.
-Solo 4, poi tutto giugno e agosto sono qui. E sono solo 4 giorni.
-E sentiamo, quando?
-Dall’11 al 15.
-Ah. Il 15 cominciano i saldi.
-Ma è domenica…
-Sì, ma Treviso è città d’arte…
[ma va, non lo sapevo] Non puoi disdire?
-
[prego???] No, vado all’Umbria Jazz, mio moroso è musicista, ci tiene molto, non posso mandarlo da solo.
-E non puoi spostare?
-
[ancora???] Abbiamo prenotato i concerti, dura solo una settimana…
-Va beh, non stiamo parlando di quello che pensavo io.
[mi chiede qualcosa su altri lavori che ho fatto, soprattutto se ho già fatto la commessa, le spiego di Tezenis, del BilloStore, varie ed eventuali, della mia flessibilità per ore e giorni di lavoro, delle mie capacità comunicative e doti di dialogo]-Sì, capisco. Certo. Va bene.
[con l’aria di una che non gliene frega un cazzo e potrei essere cianotica e non se ne renderebbe conto perché non mi guarda da qualche minuto, continua a puntare la penna sul 26 scritto sul foglio]-Sono una buona lavoratrice, …
[parlo per farmi conoscere visto che mi ha fatto solo domandine]-Sei disposta a fare anche turni? O venire a chiamata?
-Certo, ho orari flessibili, e non ho problemi a venire quando serve a voi…
-Sei disposta anche a metterti una divisa?
-
[sorrido, mi viene spontaneo] In che senso divisa?
-Pantalone o gonna nera.
-Certo, vengo spesso qui, so come si vestono le ragazze…
-Sì.
[mi squadra dalla testa ai piedi un paio di volte, con il naso storto e la bocca bieca, guarda le mie scarpe da ginnastica, si sofferma sulla mia maglia nera non più perfettamente nera] vedi, le ragazze sono tutte carine, ci teniamo molto a queste cose. Insomma, le vedi no…
[aria schifata nel confronto...]-Sono vestita così oggi perché ero a studiare, e sai, per studiare…
[come se dovessi scusarmi per una t-shirt]-Sì certo, capisco.
-Non verrei a lavorare vestita così, sono cliente abituale, so che…
-No, no, lascia stare, va beh.
-
[ammutolita, non so davvero cosa ribattere, e non mi interessa nemmeno]-Insomma, tagliamo la testa al toro,
[con la faccia di chi lo fa come un’opera pia] facciamo la prova.
-Certo, quando vuoi.
-Dimmi tu quando preferisci.
-Mi basterebbe non fosse giorno X e giorno Y perché forse ho l’esame, poi sono libera sempre.
-Ah. La prossima settimana no.
-Solo quei giorni, poi posso.
-Quindi non la prossima settimana.
-Ma solo due giorni…
-Sì, sì. Va beh, ti chiamo, grazie sai.
-No, anzi, grazie a te.
Mancava la parolina conclusiva, ma sono sempre e comunque una ragazza ben educata. Quanto volentieri l’avrei detta, con che gioia mi sarei sfogata di mezz’ora di colloquio per appaiare canotte e perizomi nei week end estivi e se va bene saltuariamente durante l’anno e sotto i saldi.
Bastava dire:
non corrispondi a ciò che cerchiamo.
In finale: non sono abbastanza qualificata per vendere mutande, sono un cesso, sono troppo vecchia e se mi laureo troppo presto non mi prende. Con tutto il rispetto per la sua professionalità e il suo successo nel lavoro, credo di aver deciso io per lei a riguardo della mia assunzione.
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