1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) Sicapunk che ascolta i POOH
MERAVIGLIE
1) il gin lemon 2) atmosfera ovattata post-balla 3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato... 4) gli stranimali 5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam 6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig) 7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere? 8) lo stroh-rum di momo!!!!
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Monday, May 28, 2007 - ore 10:55
I came home there was no-one to be found
(categoria: " Riflessioni ")
Venerdì
Una pizza in compagnia ed un regalo per la sorellastra e la sua perenne PMS, una rapida fuga e l’ultima notte di Unwound della stagione. Stagione iniziata con un pezzo di paraurti rotto dal pre-serata al Badia, un pony che funziona ad acqua, una carta da gioco dal valore bassissimo e un paio d’ore in divano dai dreamers. Stagione terminata in modo per fortuna diverso. Un grazie a Checco. Un po’per la fiducia e l’appoggio che mi ha dato (madornale errore) in questa stagione, molto per l’amicizia e le lunghe chiaccherate, parecchio per aver fatto ballare persino me ed aver creato una scena che, precedentemente, latitava nel padovano. Una scena che fa muovere persone da ogni parte della regione, che ti dà la certezza che rivedere i tuoi amici di bassano, treviso, venezia sarà un’occasione settimanale, e non un ’caso’.
Bello il versus, belli i set alternati, bella la gente che si è fatta vedere e che ballava nonostante il caldo tropicale, belli i momenti di delirio fuori della porta e le passeggiate all’aria aperta.
Arrivederci alla prossima stagione, Unwound.
Sabato
Festeggiare questo strano personaggio è doveroso. Anche quando la serata "chiama". Per cui si riesce in quaranta minuti a raggiungere la contea di Curtarolo, fare gli auguri a David, dargli il regalo, bere una birra con lui, fare due chiacchere e tornare a casa. Per poi mettersi una toga. Ebbene sì. Sconsiglio ai deboli di cuore di vedere la prossima foto. Io ve l’avevo detto. E insomma, partire da Padova vestiti così, con al seguito un borsone e una valigia di dischi è già strano. Arrivare a Mestre ricordandosi di aver finito le sigarette, scendere dalla macchina ed andare all’automatico in quelle condizioni è un’esperienza. Ragazzini che urlano "Ciao, Giulio" o "Ave, Cesare". Maître di ristoranti che si sentono in acido. Soprattutto, freddo e risate. E un pacchetto di cicche in mano. Le mie bariste preferite "in divisa" Checco pure E il mio set che mi diverte alquanto. E un Kais che per tutta la sera mi ripete sia stato tecnicamente il mio miglior set da un bel po’. Sono soddisfazioni, nonostante l’alcool. E nonostante la borsa dei vinili lasciata a casa, l’elenco dei pezzi delle compilation a cui è spettata la stessa sorte, questo forte silenzio, le lunghe pause dietro il bancone del bar o in terrazza, il genere a me quasi estraneo dei dischi da me spinnati, la stanchezza post - pomeriggio - da - Essemusic.. è stata una serata memorabile. Giusta per coronare una stagione di Wah Wah meravigliosa. Quando quel piccolo grande club si riempiva di duecento persone almeno, fino a che non c’era più spazio nemmeno per un respiro, di belle facce che riconosci, di facce "da Myspace", di nomi prima sconosciuti, poi apprezzati tra Mestre ed il resto del mondo. E la sfiga toccata al Banale che non può aprire causa maltempo ha un risvolto positivo: posso passare una serata a divertirmi con i miei fratelli. E non solo. Fine nottata (alle sei) da Alfio a tramezzinare con un "Guerry" a caso, una Birmania, un Dido e un Maazimo. Conclusione degna per una notte meravigliosa, aspettando i Wah Wah estivi tra Tessera, Jesolo e festival vari.
Domenica
Il sonno latita. Ci sono pensieri, pensieri belli e pensieri "un po’meno", c’è lo stomaco che vorrebbe vendicarsi per l’eccessiva irrigazione addizionata di CH3CH2OH eccetera. E’una domenica anomala rispetto alle ultime, ma destino vuole che la Melsped sia in campo.. con il Bassano. Vincendo, anche se dopo una partita impegnativa. Indossando i colori sociali ci si sente meglio, si ringrazia vivamente l’ingegner Bosello. E la tua compagna di merende è pronta ad un’altra domenica sera "digestiva". Che inizia da Checco, il famoso "pastaro", tra un litro di Tuborg, spek, panna, funghi e penne. Il Greenwich è la morte sua. E della mente, of course. Parcheggio più digestivo, ed il consueto viaggio di ritorno condito di frasi storiche.
E un lunedì che non comincia poi così bene. Anche se le cose cambieranno, di certo. Che poi qualcuno non si chieda perché si vive per il weekend, eh.
Solidarietà ad un amico, ad un compagno di partito, a un eurodeputato che fa il suo dovere sul serio. Perché certe battaglie, RFID in testa, il mondo politico le sogna. Lui, invece, le fa. A dispetto dei quattro coglioni che gli ridono in faccia senza manco sapere chi sia. Onore a Marco Cappato. Un liberale che vuole la libertà.
I love Wah Wah Club. E mannaggia ai miei gusti musicali che cambiano. E ad altre cose. Se qualcuno me lo avesse detto una decina di giorni fa gli avrei pagato da bere, tra le risate.
I DON’T LOVE YOU - MY CHEMICAL ROMANCE
Well, when you go Don’t ever think I’ll make you try to stay And maybe when you get back I’ll be off to find another way
And after all this time that you still owe You’re still the good-for-nothing I don’t know So take your gloves and get out Better get out While you can
When you go Would you even turn to say "I don’t love you Like I did Yesterday"
Sometimes I cry so hard from pleading So sick and tired of all the needless beating But baby when they knock you Down and out It’s where you oughta stay
And after all the blood that you still owe Another dollar’s just another blow So fix your eyes and get up Better get up While you can Whoa, whooa
When you go Would you even turn to say "I don’t love you Like I did Yesterday"
Well come on, come on
When you go Would you have the guts to say "I don’t love you Like I loved you Yesterday"