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Monday, May 28, 2007 - ore 13:36 L’uomo senza passato (A. Kaurismaki - FIN 2002) ![]() Un uomo arriva ad Helsinki da una località sconosciuta ed è brutalmente assalito e malmenato da un gruppo di naziskin su una panchina del parco. Sopravvive per miracolo, ma perde totalmente la memoria di sé. Verrà amorevolmente accudito da una famiglia di diseredati che abita in una baracca alla periferia della città e cercherà faticosamente di rifarsi una vita. Nonostante la difficoltà del non avere neppure un nome, trova alloggio in una baracca con vista sul fiume, sarà assunto da un ente caritatevole, si innamorerà di una donna apparentemente austera e invece dolcissima, pianterà le patate nell’orto, diventerà produttore di un gruppo rock. Riconquisterà in breve un ruolo sociale e la dignità perduta. Proprio nel momento meno opportuno, la sua identità passata gli sarà bruscamente rivelata. Dovrà così prendere atto di avere anch’egli un passato. Lo sguardo sui protagonisti diseredati è assieme comprensivo e glaciale, partecipato e distaccato. Gli emarginati sono intelligenti, colti, garbati e gentili, ma soprattutto solidali. È proprio la solidarietà a creare una comunità che riesce a difendersi dagli inevitabili attacchi esterni e a favorire lo sviluppo umano di ogni singolo appartenente ad essa. Si assiste alla proiezione con il sorriso sulle labbra: abbondano infatti i dialoghi Beckettiani da teatro dell’assurdo e gli stridenti contrasti con la realtà e la parodia. Il film è a suo modo divertente, efficace nel ritrarre in maniera bizzarra un gruppo di falliti che tra una sfiga e l’altra trova il modo di godersi la vita grazie all’amicizia, all’amore e alla solidarietà. Ma all’uscita dalla sala ci assale un dubbio: “…che la loro situazione non sia poi così diversa dalla nostra?” LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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