Stamattina, mentre me ne tornavo in treno da Padova, dopo un meritato week end con il mio ometto, mi è venuta in mente una frase di Romano Battaglia: “Per essere sereni, bisogna conoscere i confini delle nostre possibilità, e amarci come siamo”... Così ho pensato che comunque, anche se l’ultimo periodo è stato per molti versi difficile -il 2007 si sta rivelando un anno veramente duro e ostico- e sicuramente impegnativo, tanto da mettere a dura prova i miei nervi e le mie risorse fisiche ed interiori, sono serena, sto bene con me stessa e con chi ho accanto -soprattutto grazie a chi ho accanto-... Detto questo, avevano ragione Epitteto ed Epicuro, che oltre 2000 anni fa hanno scritto:
Non cercare che gli avvenimenti accadano come vuoi, ma disponi gli avvenimenti come accadono; e sarai sereno. [Epitteto]
L’uomo sereno procura serenità a sé e agli altri. [Epicuro]
EPICURO (Samo, 341 a.C. - Atene, 270 a.C.), filosofo greco, fondatore di una delle maggiori scuole filosofiche dell’età ellenistica. La sua filosofia si basa sull’
atomismo, discostandosi però da Democrito: egli riprende la teoria degli atomi, traendone
conclusioni di tipo etico capaci di liberare l’uomo da alcune delle sue
paure primordiali, come quella della morte e ritiene che il criterio della verità sia la
conoscenza sensibile, ovvero che solo i sensi sono veri ed infallibili. La filosofia, per Epicuro, è lo strumento, teorico e pratico, per raggiungere la
felicità liberandosi da ogni passione irrequieta.
EPITTETO (Ierapoli, Frigia, circa 50 d.C. - circa 120 d.C), filosofo stoico. Egli, come Socrate, non si curò mai di scrivere dei libri: tuttavia Flavio Arriano, un suo discepolo, che poi divenne un noto scrittore e una personalità politica di notevole rilievo, stenografò le lezioni alle quali assisteva, trascrivendo fedelmente le parole così come uscivano dalla bocca del maestro e componendo così il
Manuale di Epitteto. I due cardini della filosofia di Epitteto sono la
Proairesi, cioè la facoltà razionale il cui possesso differenzia l’essere umano da tutte le altre creature viventi e la
Diairesi, cioè il Giudizio di secondo grado o Supergiudizio che distingue, tra Giudizi ordinari relativi a qualunque situazione, quanto è in esclusivo potere dell’essere umano e quanto non è in esclusivo potere dell’essere umano.