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Tuesday, March 23, 2004 - ore 11:22
stanco del viaggio ricordo la terra
(categoria: " Vita Quotidiana ")
mesi fa...
Guardavo le stelle. Le guardavo cercando di carpire un qualsiasi loro segreto, una voce sospirata, una lacrima o un lamento, un sorriso o una risata. Ma la mia mente se ne stava a guardare la luna. La luna era cosė grassa quella notte. Piena di se, orgogliosa nel rinfacciare a tutti i piccoli puntini, la sua supremazia. Ma a me sembrava cosė delicata e dolce. Non poteva sembrarmi diversa da come la vedevo. Non poteva sembrarmi cosė cattiva come appariva ad uno sguardo distratto. La vedevo come una mamma amorevole che accudisce i suoi piccoli, le stelle e il mio sguardo raccolti in unico abbraccio di luce, fine luce soffusa. Mentre l’erba mi faceva da cornice io me ne stavo seduto a guardare l’arco del mondo che scende all’orizzonte. Mi sembrava di ricordare un aneddoto della mia infanzia. Chiesi a mio padre, forse, come si poteva vedere se il mondo era rotondo veramente. Mi rispose che bastava guardare l’orizzonte e concentrarsi su di esso e notare il cielo che ne scendeva al di sopra. Era semplice vedere che faceva un arco. Allora il mondo era tondo, e io lo vedevo. E mi sembrava di essere padrone del mondo. Io cosė piccolo potevo vedere che lui, il mondo cosė immenso, era rotondo. E la stessa sensazione l’avevo mentre ero seduto su quell’erba a vedere il cielo che finiva rotondo nell’orizzonte. Mi dava la sensazione di ritornare nudo e spoglio di tuitti i miei problemi da adulto, e di ritornare ad essere bambino ancora. Č una esperienza libera, un emozione degna di un re. E io mi sentivo un re a tutti gli effetti. Io il re. La luna la mia regina. E possedevamo tutto il cielo e tutta la notte e tutta la terra rotonda e tutta l’erba verde.
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