... mi manchi Maga, mi manchi dal primo giorno che ci hai lasciati, che mi hai lasciata sola sul sentiero della vita.
ti ricordi quando mi dicesti "dammi del tu, sarebbe anche ora, non sono più la tua insegnante"...quella lettera, come la ricordo, e come ricordo ogni parola che avevi per me, e quanto forte era il nostro legame.
tra le lacrime nasce un sorriso, io non ti ho mai chiamato Paola, non ti ho mai chiamata così, daltronde chi lo faceva? per noi eri Maga, magarobot... quanto mi manca salire su un palco, salirci con te. in quei momenti dimenticavamo di esser noi due, entravamo nel mondo che a noi piaceva tanto.
è li, sopra quel palco, che ho visto germogliare il mio amore per la recitazione, per il teatro. sei stata tu a trasmetterlo a me, e non finirò mai di ringraziarti.
vorrei tanto poterti incontrare ancora, come è successo dopo il mio incidente. attendo il momento in cui deciderai che potrò rivederti ancora in sogno, attendo di poterti riabbracciare come la prima volta che sei apparsa di nuovo a me, come spirito..forse tanti diranno, "è successo solo nella tua testa" ma noi lo sappiamo che non è così, che non può esser una coincidenza lesserci "reincontrate" dopo il mio incidente.
Maga, ho letto che il gruppo di teatro ha deciso di chiamarsi come te. lho letto cercando in internet informazioni riguardo allaccademia dello spettacolo di Montebelluna.
Maga, mi manca tanto recitare, ora sarebbe la mia unica valvola di sfogo...
ogni volta che passo per quella strada maledico quella colonna assassina che ti ha portata via da me, impreco contro qualcosa che non so definire.
sono passati anni ormai da quel maledetto 21 agosto 2004. e ancora lo sto cercando, sto cercando il pendaglio per portarti sempre con me. tu e beatrice, voglio voi vicino a me.
maga, mi manchi, piove dentro e fuori di me.
forse tu ne sai qualcosa di più sul mio destino.
Così i ragazzi dell’ITC “Einaudi” di Montebelluna presentano il loro spettacolo: “Paola non ci ha mai lasciato e soprattutto durante le fatiche l’abbiamo sentita vicina nel sostenerci. Ci ha regalato tanto e tra tutto anche questa idea sulle personalità fiabesche.
Il gruppo teatrale dell’Einaudi, che dal 24 ottobre 2004 si chiama MAGAROBOT (il suo nome in codice), intende proseguire nel sentiero tracciato da Paola per tentare di ringraziarla per l’energia, l’entusiasmo, la simpatia, l’amore con i quali ha sempre accolto e rilanciato ogni ricchezza di cui ciascuno è portatore.”