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Friday, June 01, 2007 - ore 00:05


Don Luca Boaretto
(categoria: " Pensieri ")


CON I PIEDI PER TERRA
"Se lunedì mattina cambi, ti spacco!"

di don Marco Pozza
da Il Padova, venerdì 1 giugno 2007, pag. 6

Luca Boaretto ha 26 anni. Fisico poco sportivo, simpatia a fior di pelle, uno sguardo che basta per farti assaporare il profumo della furbizia. 26 anni e un sogno: essere prete! Un sogno partito da lontano, la fatica di costruirlo, la gioia nel conquistarlo. Luca non ha il cervello che funziona! Se funzionasse non si consacrerebbe prete. Perché a casa il pane non manca (basta guardarlo), il futuro potrebbe essere roseo lo stesso, le ragazze non tarderebbero ad arrivare. Il cervello non funziona: perché se ascoltasse Michele Santoro e Andrea Rivera, se leggesse “Via col vento in Vaticano” e le scritte contro la Chiesa sulle mura di Padova, se ascoltasse la superficialità dei suoi coetanei e il menefreghismo della città…non andrebbe prete.


A Luca piace giocare: a calcio, con la play-station, col cellulare. Ma essere prete, purtroppo, non è un gioco! Eppure domenica prossima il vescovo di Padova lo consacrerà prete: Don Luca! Ogni volta che scandisco questo nome sembra incredibile. Eppure a Dio urge trovare qualcuno di folle sulle cui spalle sistemare una missione che fa tremare le gambe. Addestramento? Zero! Si esige lo sbaraglio.
Lunedì s’accorgerà d’essere una stonatura nella società. Una sorprendente stonatura che porterà (almeno spero) fantasia nella nostra chiesa. Oggi la condanna è spolverare questa parola dalla potenza inaudita. Fantasia, cioè la capacità di creare, il brivido di scoprire, l’astuzia di pensare, il coraggio di buttarsi su strade nuove. In tanti rideranno sul nostro sorriso. A noi rimangono come scusa le parole di Geremia: “Nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa: mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo” (20,9). Davvero: non possiamo tacere la bellezza di Cristo. Questo è il nostro cantiere Luca: scrivere un segno forte ed autentico di fede dentro le vie di una città che corre impazzita nel suo caos. Non sei solo! Anch’io vado cercando l’uomo nella sua nudità, cerco l’anima, cerco la storia, il nostro essere bambini… mi fa schifo la rassegnazione. Io piango, ho freddo, ho fame, ho tanta paura… ma non voglio uccidere il bambino che sono. Perderò? Non te lo so dire. Ti ripeto solo quello che mi hanno sempre insegnato: “i rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di batterli”(R. Baggio).
Piuttosto rischia, ma non diventare un prete senza sapore!

Con affetto e stima
Un con-fratello prete



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