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Friday, June 01, 2007 - ore 12:54


Happy Birthay, sgt Pepper’s !!!...
(categoria: " Musica e Canzoni ")




1° Parte.
40’anni fa usciva l’album che “ha cambiato per sempre la musica”… non esiste recensione su sgt. Pepper’s che io abbia letto che non cominci con questa frase da farla diventare un luogo comune riferito a questo album. Probabilmente tutto vero ma questa è storia e io non batterò questo tasto. All’epoca avevo cinque anni e tra le mura dell’asilo che frequentavo, neanche immaginavo lontanamente che un gruppo di Liverpool stesse pubblicando un album dal titolo che per me poteva essere impronunciabile… Ero troppo impegnato a fare “astine” oblique sui quaderni a quadrettoni per accontentare la madre superiora che aveva modi simili a quelli di un ufficiale tedesco della “SS”. Bastava far scivolare la matita di un millimetro fuori dal quadretto che arrivava repentino uno “schiaffazzo” attraverso quelle “manacce” delle quali, chissà perché, ho un ricordo vivo per il puzzo di aceto che emanavano .
Qualche anno dopo mi accorsi che una band di nome Beatles faceva canzoni bellissime da catturare non poco la mia attenzione. Sapevo qualche accordo con la chitarra e sapevo pure di essere intonato con la voce e da lì ho capito quale sarebbe stato il “mio genere”. Cominciai a convincere gli amici a formare le prime band proprio per poter suonare e cantare quelle meravigliose canzoni ma quando ascoltai Pepper per la prima volta mi resi conto che sarebbe stato difficile, anzi impossibile riprodurre quei suoni con due chitarre, un basso e la batteria. Anche se avessimo trovato un buon tastierista, le tastiere dell’epoca erano dei veri e propri “cassoni” e non riproducevano neanche lontanamente i suoni delle tastiere dei giorni nostri. (Ci avrebbe pensato il mitico “Mirage” nei primi anni 80 con un sistema di campionamento del vero strumento). Al di là di questo, i tastieristi e i batteristi erano mosche bianche poichè tastiere e batterie oltre ad avere prezzi proibitivi, non erano facili da trasportare e quindi per i ragazzi della mia età la scelta dello strumento era indirizzato soprattutto alla chitarra o al basso. Chi voleva suonare comunque la batteria, era chi aveva i genitori (ricchi) accondiscendi che acquistavano al proprio figlio la batteria altrimenti si optava per il noleggio. Naturalmente noi facevamo parte di quest’ultima categoria di “noleggianti”.
Ritornando a Pepper, come ho già avuto modo di dire in precedenti post, lo acquistai nel 77, dieci anni dopo la sua pubblicazione. Conoscevo già alcuni pezzi, come la “title track”, o Lucy ad esempio ma non sapevo del discorso della “suite” e cose di questo genere. Infatti, non appena tolsi il vinile dalla confezione, mi colpì la mancanza di spazi tra una canzone e l’altra tra i solchi del disco e ho pensato, mah!…chissà perché… Quel giorno ero a casa di un amico che possedeva uno stereo megagalattico e così ebbi modo di ascoltarlo con grande qualità sonora. La mia attenzione era tutta concentrata ai pezzi che non conoscevo come ad esempio:

“Gettin Better” che ha uno stupendo interseco di chitarre che mi sembrava tanto difficile all’epoca , quanto semplicissimo oggi. Si tratta di tenere l’accordo di Fa maggiore mentre la seconda chitarra fa scantinare due ottave di sol in fondo alla tastiera.

“Fixin’ a Hole”, il brano successivo, mi piacque al primo ascolto per la successione di accordi in fase discendente del clavicembalo e per la performance vocale di Paul. I difficili fraseggi di chitarra distorta (forse suonati dallo stesso Paul) hanno una sonorità particolarissima. La storia dice che in Pepper, i Beatles volevano che tutto doveva suonare diversamente e ci riuscirono. Quello che mi colpì di “Gettin Better” e “Fixin’ A Hole” fu soprattutto il basso suonato “fuori tempo” rispetto alla cassa. Molti anni dopo, capii da dove proveniva quel modo di suonare, esattamente quando ascoltai per la prima volta “Pet Sounds” dei Beach Boys. “Fixin A Hole”, con il clavicembalo martellante e il basso suonato in quel modo, indubbiamente fu ispirata da “God Only Knows” dei Beach Boys.

Anche i due pezzi successivi sono tra i miei preferiti. La stupenda “She’s Leaving Home” e la psichedelica "Being for the Benefit of Mr. Kite!"
“She’s Leaving Home” è una ballata orchstrata e arrangiata stupendamente (ahimè) non da George Martin . Anche questa canzone ha una sua storia: Paul aveva fretta di registrarla e chiese urgentemente a Martin un arrangiamento per orchestra come aveva fatto per Yesterday o Eleanor Rigby ; Martin gli rispose che in quel momento aveva delle priorità da svolgere. Paul, impaziente, senza dire nulla affidò il pezzo ad un altro arrangiatore, portando gli spartiti già fatti a Martin che accettò comunque di dirigere l’orchestra. Evidentemente la diplomazia e la gratitudine non hanno mai contraddistinto il carattere di Paul. Tuttavia il pezzo è magnifico e la linea strumentale dell’arpa sopra l’orchestra, lo raffina ulteriormente. Paul la canta stupendamente e tristemente in linea con il tema del pezzo che parla di una ragazza che scappa di casa abbandonando i genitori disperati.

La festosa "Being for the Benefit of Mr. Kite!" interrompe la triste atmosfera di “Leaving Home”. Il pezzo fu ispirato a John da un manifesto circense della fine del 800 dal quale rubò il titolo. Come linea melodica in termine di accordi, la canzone richiama “Fixin’ A Hole” ma con un ambiente sonoro completamente diverso. Il petulante organetto,il rullo di tamburi, gli scampanellii e il valzer dissonante porta subito la mente al circo o alle giostre rotanti dei cavalli. John voleva che il suono facesse sentire l’odore della segatura … Qualunque cosa avesse in testa John , penso che se avesse voluto offrire un’immagine colorata e festaiola della canzone, ci sia riuscito in pieno o meglio ci riuscirono i bravi tecnici dello studio della EMI, sempre e costantemente sotto pressione dalle incessanti e strampalate richieste di John Lennon.

Con questo si chiude la facciata A dell’album , sempre parlando in termini di vinile. Se si esclude Sgt Pepper’r Reprise e A Day In The Life, la facciata A del disco la preferisco rispetto al lato B che contiene a mio avviso qualche pezzo “riempitivo di troppo”. Uso le virgolette perché il termine “riempitivo di troppo” riferito ad un album dei Beatles potrebbe voler dire, una, o al massimo due canzoni.

Fine 1° Parte.


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