
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Tuesday, June 05, 2007 - ore 08:08
Trenismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
In treno capita che ad una certa stazione salgano individui poco raccomandabili i quali, raccomandandosi a Dio, ti raccomandano di elargire loro le monete che ti avanzano (e magari qualche foglio da 5) per sfamare una mandria di ipotetici figli. Avanzano lungo i vagoni e depositano bigliettini in calligrafia incerta con richieste di carità.
Mi sono sempre chiesta se questi signori paghino o no il biglietto del treno. Sarebbe un contro senso, pagare un biglietto e investire i pochi soldi rimasti per chiedere l’elemosina, sperando che superi il costo dell’investimento. Bisogna farci dei calcoli, mica puoi salire sul treno così e sperare e basta. A meno che non rubi qualche cellulare. Ma questa è la mia vena polemica che oggi non uscirà.
L’altro giorno sul Venezia - Bologna mi imbatto in due di questi loschi figuri, in questo caso due donne dall’aria tipicamente zingara o giù di lì, che appoggiano sotto il finestrino del mio posto a sedere un bigliettino. Generalmente continuo le mie letture e non do peso all’evento, ma stavolta un particolare ha scatenato in me ilarità e divertimento. La cosa non attirò la mia attenzione tanto perché il bigliettino era scritto a macchina e in stampatello, ma perché la frase introduttiva era un
“datemi dei soldi sono poverO ho fame ho due bambini per l’amor di Dio datemi dei soldi”, nella quale la
O di povero era stata riscritta a penna con una maiuscola
A. Sotto si notavano chiaramente i contorni dell’originale
O. L’adattamento grammaticale alle figure femminili in cerca di spiccioli avrebbe meritato tanto di elogio, se non fosse che quello stesso bigliettino mi aveva colpita esattamente 3 giorni prima, sullo stesso treno ma ad un orario diverso. E me lo ricordo alla perfezione, perché l’uomo dai lineamenti sudasiatici che aveva posato il suo bigliettino accanto a me aveva scritto una grossa
O nera a pennarello sopra una
A a penna che copriva palesemente una
O prestampata.
Mi sono fatta delle domande, mi sono data delle risposte. E poi basta, ho continuato a farmi i cavoli miei. Ma se non è straordinaria e varia la vita, ditemi voi.
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