La grandezza dell’uomo si misura in base a quel che cerca e all’insistenza con cui egli resta alla ricerca. [M. Heidegger]
Il colloquio, con la sua unità, sorregge il nostro esserci. [M. Heidegger]
Il linguaggio è la casa dell’essere e nella sua dimora abita l’uomo. [M. Heidegger]
Solo quando pensiamo intensamente a cosa è già stato pensato, comprenderemo il senso corretto di quello che è già stato pensato. [M. Heidegger]
...prima o poi dovevo arrivarci... ieri ho intrapreso la
lettura di Heidegger (partendo da qualcosa di semplice:
Cos’è metafisica?): spero di riuscire a raccapezzarmici e soprattutto spero di trarne un qualche insegnamento o comunque qualche spunto di riflessione... Non sarà comunque impresa facile: però amo le
sfide e adoro
lambiccarmi il cervello...
MARTIN HEIDEGGER (Messkirch, Baden, Germania, 1889 – Friburgo, Brisgovia, Germania, 1976) è stato un filosofo tedesco.
La filosofia di Heidegger ha avuto un
enorme influenza sul pensiero del XX secolo. Sono stati suoi allievi, Karl Lowith, Hannah Arendt, Hans Georg Gadamer, Hans Jonas e si rifanno a lui Emmanuel Levinas, Derrida, Massimo Cacciari, Emanuele Severino e Gianni Vattimo. Importante è stata non solo la ricezione e l’interpretazione che ne è stata fatta da numerosi filosofi, ma anche gli sviluppi che il suo pensiero ha avuto in altri campi, ad esempio in psicologia, dove ha influito sulla psicologia esistenziale di Ludwig Binswanger, e nel campo letterario, dove la prosa particolarissima e criptica di Heidegger ha influenzato notevolmente in particolare la poesia (si pensi al rapporto peculiare fra Heidegger e Celan, o a certi aspetti dell’ermetismo e del surrealismo).
Il pensiero di Heidegger, pur nella sua complessità, ha al suo centro la
ripresa dell’ontologia e la sottolineatura della
radicale trascendenza dell’essere, inteso come concetto-limite, rispetto all’ente. In questo senso Heidegger ritiene che l’intera metafisica tradizionale debba essere criticata e superata in base alla riscoperta dell’essere come irriducibile differenza che si cela, negandosi, in ogni singola cosa o persona. L’uomo stesso, in quanto esserci, ha il compito, nella sua esistenza, di custodire e rivelare il senso dell’essere, che consiste nella
temporalità: l’uomo, scoprendo la sua finitezza di fronte alla possibilità della propria morte, può superare l’
angoscia solo riscoprendo il nesso fondamentale che lo lega all’essere, che Heidegger definisce
la Cura. Nella storia contemporanea, tuttavia, l’uomo esperisce un pericolo fondamentale: il senso dell’essere viene smarrito a causa della manipolazione dell’ente operata dalla
tecnica, e dalla scarsa attenzione che l’uomo di oggi pone al
linguaggio (il filosofo dà un grandissimo valore alla poesia).