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Thursday, June 07, 2007 - ore 08:45
IN MY SHOES
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Un lento e inesorabile trasmigrare di emozioni, dall’azzurro tenue al rosso cupo.
Non c’è che dire, non finirò mai di stupirmi e anzi sempre più spesso mi ritroverò a fissarmi i piedi noncurante di ciò che accade nel resto del mondo. Estraniarsi dalla realtà, fuggire davanti al pericolo rifugiandosi nelle acque tranquille che dormono sotto il mare in tempesta? E a cosa servirebbe? Il pensiero che faccio ogni volta è questo: devo andare avanti, procedere nella direzione giusta, senza più soste e soprattutto senza passi indietro, che invertire il percorso è troppo rischioso. Allora mi fisso i piedi e li istruisco per bene, ripetendo più volte a gran voce il seguente monito: il piede che oserà oltraggiare la mia volontà azzardandosi a invertire il senso di marcia verrà subitaneamente amputato. A mali estremi, estremi rimedi. Perché è necessario seguire un sentiero che porti dritto dritto alla felicità, o a quella che credo sia la felicità per me in questo momento, e non ho più tempo né voglia di cadere e scivolare ancora fino a valle. Un passo dietro l’altro, senza indecisioni, solo una sosta ogni tanto giusto per bere un po’ di redbull e leggere il notiziario sportivo. Come se stessi suonando una melodia, con la passione con cui suono il mio pezzo preferito: ogni nota è indissolubilmente legata a quella precedente, sicchè le dita scorrono ritmicamente sulla tastiera seguendo un preciso e armonioso saliscendi in cui non sono concesse frenate e cambi di rotta. Solo così, forse, arriverò da qualche parte.
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