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Thursday, March 25, 2004 - ore 08:18
un papiro in poppa
(categoria: " Pensieri ")
tenevo a bada i miei marinai...
uno di loro mi disse....
"tenete"
era un papiro..poche parole..
le lessi d'un fiato...
IL GORGO
(Salvare il padre)
di B.Fenoglio
Nostro padre si decise per il gorgo, e in tutta la nostra famiglia soltanto
io lo capii, che avevo nove anni ed ero l'ultimo.
In quei tempi, stavamo ancora tutti insieme, salvo Eugenio, che era via a far
la guerra d'Abissinia.
Quando nostra sorella penultima si ammala. Mandammo per il medico di Niella e
alla seconda visita disse che non ce ne capiva niente; chiamammo il medico di
Murazzano ed anche lui non le conosceva il male; venne quello di Feisoglio e tutt'e
tre dissero che la malattia era al di sopra della loro scienza......
.....Uno di quei giorni, nostro padre si leva da tavola e dice con la sua voce
ordinaria: - Scendo fino al Belbo, a voltare quelle fascine che mi hanno preso la
pioggia. -
Non so come, ma io capii a volo che andava a finirsi nell'acqua, e mi atterrì,
guardando in giro, vedere che nessun altro aveva avuto la mia ispirazione: nemmeno
nostra madre fece il più piccolo gesto, seguitò a pulire il paiolo, e sì che
conosceva il suo uomo come se fosse il primo dei suoi figli.
Eppure non diedi l'allarme, come se sapessi che lo avrei salvato solo se
facessi tutto da me.....
[...]
.....Ma arrivammo insieme alle nostre fascine. Il gorgo era subito lì, dietro un
fitto di felci, e la sua acqua ferma sembrava la pelle di un serpente. Mio padre,
la sua testa era protesa, i suoi occhi puntati al gorgo ed allora allargai il petto
per urlare. In quell'attimo, lui ficcò il forcone nella prima fascina. e le voltò
tutte, ma con una lentezza infinita, come se sognasse. E quando l'ebbe voltate
tutte, tirò un sospiro che l'alzò di un palmo. Poi si girò. Stavolta lo guardai, e
gli vidi la faccia che aveva tutte le volte che rincasava da in festa con una
sbronza fina.
Tornammo su, con lui che si sforzava di salire adagio, per non perdermi d'un
passo, e mi teneva sulla spalla la mano libera dal forcone ed ogni tanto mi
grattava col pollice, ma leggero come una formica, tra i due nervi che abbiamodietro il collo."
il mare ora era uno sdegno amaro...
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