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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
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SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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giovedì 7 giugno 2007 - ore 12:23
RIVELAZIONE
(categoria: " Riflessioni ")
Cessate dunque , e mai più d’ora in poi
destate il pianto;
ovunque, infatti, l’avvenuto tiene in sé
custodita una decisione di compimento.
[Sofocle, Edipo a Colono]L’
ente, nella sua
totalità e nella sua
negazione, l’
angoscia, il
Niente e l’
essere: stanotte ho scoperto compiutamente
Martin Heidegger... Ne sono stata colpita e rapita: una vera e propria
rivelazione...
Vivo, nel bene e nel male, in
un mio mondo fatto di parole e le parole del filosofo tedesco mi hanno toccato profondamente, hanno risvegliato il mio
spirito analitico e messo in dubbio i miei concetti di
logica e di
etica. Una voce ha cominciato a risuonarmi nella testa e
molte domande potrebbero così trovare
risposta...
Dando ascolto alla voce dell’essere, il pensiero gli cerca la parola da cui la verità dell’essere viene al linguaggio. Il linguaggio dell’uomo storico è a posto solo se scaturisce dalla parola e, solo se è a posto, gli si prospetta la garanzia della silente voce di sorgenti nascoste. Il pensiero dell’essere protegge la parola, e in questa cautela compie la sua missione. Esso è la cura per l’uso del linguaggio. Dal silenzio senza parole a lungo custodito, e dall’accurata chiarificazione dell’ambito in esso diradato, viene il dire del pensatore. Dalla stessa fonte proviene il nominare del poeta. Ma poiché il simile è simile solo in quanto è distinto, e il poetare e il pensare si somigliano nel modo più puro nella cura della parola, essi sono ad un tempo separati nella loro essenza dalla massima distanza. Il pensatore dice l’essere. Il poeta nomina il sacro. Come poi, pensati partendo dall’essenza dell’essere, il poetare, il ringraziare e il pensare si richiamino l’un l’altro e siano insieme divisi, rimane qui una questione aperta. Presumibilmente il ringraziare e il poetare scaturiscono in modo diverso dal pensare iniziale, di cui essi fruiscono, senza poter essere per sé un pensare. [M. Heidegger,
Poscritto a Che cos’è metafisica?]
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