1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) Sicapunk che ascolta i POOH
MERAVIGLIE
1) il gin lemon 2) atmosfera ovattata post-balla 3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato... 4) gli stranimali 5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam 6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig) 7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere? 8) lo stroh-rum di momo!!!!
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Friday, June 08, 2007 - ore 11:22
But whenever I approach you, you make me look a fool
(categoria: " Pensieri ")
Melsped è ancora in C1. Le speranze dei tifosi vedono solo rimandato il momento in cui diventeranno realtà. Grazie per una ottima stagione e per dei bellissimi, sofferti, vissuti play off ad uno squadrone, al grande Bosello e a chi sudava, urlava e perdeva la voce anche dalle gradinate dei palazzetti. Sperando che il resto della gente inizi a capire che tifare per una squadra non significa andare a sedersi su un gradino ed alzarsi per andare a fumare o per andare a casa, ma caricare le cinque persone in campo e coloro che, su una panca, aspettano di dare il loro contributo.
Sono passati più di quattro anni da quando ho aperto questo blog, e ci penso "solo" ora. Non è mai stata una sfida con Nostra Signora dei post, ormai destituita dai cazzi suoi (peccato, era una bella pagina da leggere) e dalle banalità del gossip da due lire, non è mai stato nemmeno il posto dove scrivere cosa mangio, cosa bevo, chi mi fa soffrire, chi mi fa godere, chi mi fa. E’una paginetta da aprire in un browser, con o senza un’idea, giusto per percuotere il Mac con un po’ di voglia in più rispetto alle analisi per i clienti, ai form da compilare o alle mail a cui non sai che rispondere.
Una pagina qui, una su Myspace. Non ho ancora pensato né di unire né di spostare tutto, anche se ammetto che, pur scrivendo per me e per me soltanto, due motivi premono. Il primo è un naturale innalzamento, minimo, dell’autostima. Perché sapere che ogni giorno questi byte vengono letti un paio di centinaia di volte da ogni parte del mondo non può, per forza, non fare piacere.
E perché, nei miei limiti, mi sento fortunato, nonostante i tanti coglioni che mi circondano. Perché a leggere forum di discussione ed altri blog, vedendo a nudo quelli che rischio di incontrare fuori dalle mura di casa, mi sento fortunato ad avere un cervello, un cervello che continua a funzionare, nonostante le dure prove a cui viene sottoposto.
Tra il censore, che pensa più alla sua facciotta buffa sui media che al Dio di cui tanto si farcisce la bocca, l’amico di tutti, pronto con i suoi giudizi (universali?) sulle realtà che ha solo sentito nominare tra un panino e l’altro, ed il suo cadere in continuazione dagli specchi, gli omofobi - dopo - i - 20 - anni, che non hanno capito che un giorno saranno loro i neri a cui proveranno a dare fuoco, quelli che si lamentano in continuazione di tutto e di tutti, ripetendo gli stessi cliché ciclicamente, con le stesse parole, perché non hanno mai saputo cosa sia un vero dramma.
La ragazza che deve inventarsi addirittura un curriculum di lavori inesistenti fatti in località lontane, tanto per creare il "mio-cuggginiano velo di Maya" di Eliiana memoria, quella stessa che legge un monologo (della vagina? o del buco del culo, forse?) da un foglio durante le telefonate, quella che usa gli stessi termini verso tutte le sue storie, quella che le storie le inventa di sana pianta. E, last but not least, taglia le selle degli scooter di quelli che la mollano.
Sono fiero di stare sul cazzo a tali persone. Perché è la zona pubica quella che a loro si addice. E per le persone che stimo a cui non vado, beh, sarà per un’altra volta, o per un’altra vita. Per il resto me ne fotto, e vado avanti a testa alta. Quando non sono in imbarazzo, ovviamente.
Assonnato da un Agriparty che ha sempre il potere di farmi sorridere, con le belle facce, la buona birra e l’aria di natura in mezzo alla festa, so di perdermi tanto, questo weekend. La festa di compleanno di Andrea a Rimini, le aperture dei "due" Wah Wah estivi, e molto altro.
Una buona metà delle persone le cui vite si sono intrecciate in qualche modo con la mia nell’ultimo anno, però, è parte dell’arredamento abituale del MiAmi. E, nonostante la pochissima voglia di guidare fino a Milano ed il fatto che non so ancora se tornerò a Padova per quattro salti dai SoundPark sabato al Banale o direttamente domenica mattina, è quasi ora di mettersi in marcia.
Grazie per questa settimana ai tanti protagonisti dei miei sorrisi. Dagli Awesome Mixtape, agli Allegri Ragazzi Morti, ai fratelli più vivi che mai, alle nuove conoscenze, alle non-ancora conoscenze. E a chi non ha verità assolute sulla mia vita da sbattermi in faccia (ho già abbastanza carta igienica, per riciclare le vostre parole per pulirmi il culo, grazie).
Ci si vede a Milano. O a Padova. O al Greenwich domenica, dove lavorerò dalle 15 a notte fonda (sperando di godermi un pezzo di concerto "fasolesco" dei Jennifer Gentle al Curtarock). Facendo ciò che mi riesce meglio, ovverosia sparando musica. Perché parlare con le parole altrui è molto, molto più semplice, se c’è chi in due minuti parla più che un libro intero.
IN THE CITY - THE JAM
In the city there’s a thousand things I want to say to you But whenever I approach you, you make me look a fool I wanna say, I wanna tell you About the young ideas But you turn them into fears In the city there’s a thousand faces all shining bright And those golden faces are under 25 They wanna say, they gonna tell ya About the young idea You better listen now you’ve said your bit-a
And I know what you’re thinking You still think I am crap But you’d better listen man Because the kids know where it’s at
In the city there’s a thousand men in uniforms And I hope the never have the right to kill a man We wanna say, we gonna tell ya About the young idea And if it don’t work, at least we said we’ve tried
In the city, in the city In the city there’s a thousand things I want to say to you