Si può commettere violenza sessuale con una manciata di pixel? Evidentemente sì, se in Belgio è stata aperta in questi giorni un’inchiesta vera per uno
stupro virtuale. Le aule belghe sono state aperte dopo che due utenti tedeschi dell’oramai popolarissima community virtuale “second life” sono stati espulsi – sia “violentatore” che “violentato” - per essersi resi protagonisti di “violenza carnale su minore”.
Alla fine, dunque, è successo davvero:
fatti virtuali le cui conseguenze vengono ritenute reali generano conseguenze altrettanto reali. Ad un fatto informatico rispondono con serietà da prima pagina veri autorevoli quotidiani, politici in carne e ossa ne traggono moralistiche arrighe, e - come già detto - veri fantasiosi giudici ne danno giusto risalto pubblico e mediatico.
Questa vicenda che a molti potrà sembrare una scemenza, la classica operetta giudiziaria da rotocalco di prima estate, a mio parere potrebbe essere interpretata come un
segnale epocale. E’ la vittoria definitiva dell’idealismo sul razionalismo, la campana finale che segna come i confini della nostra realtà si stiano espandendo, e non siano più gli stessi.
A lacerare il velo di questi confini è stato, grottesco a dirlo, un
pene composto da pixel, un pisellino fatto di codice binario. E un pene virtuale, con ogni probabilità, appartenente ad uno scemo. Un organo che ha lacerato carnalmente gli indifesi (ma consenzienti: ad ogni operazione interattiva tra utenti su second life bisogna aderire con un “ok”) byte di un giovane, improvvido utente. Ma un organo che ha anche abbattuto, una volta per tutte, il limite fra informatico e reale.
Con buona pace dei fratelli Wakosky (gli ideatori di “Matrix”) e grande giubilo di George Berkeley (primo filosofo idealista), il grande passo è già stato fatto. Allegria!

P.S. L’evento, facendo entrare enti di giustizia reali in un mondo virtuale, ha anche infranto per sempre il sogno di una
democrazia informatica gestita dagli utenti: un tipo di governo che in molti, tra
secondlifer e non, agognavano. Ma questo non ci deve sorprendere più di tanto: a differenza dell’idealismo, sapevamo da tempo che la democrazia pura era un’idea che non avrebbe mai funzionato.