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Tuesday, June 12, 2007 - ore 14:29
La sindrome di Pitagora. Primo giorno.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cavolo arriva un temporale. Con che velocità si sta avvicinando? E perché passa così tanto tempo tra il momento in cui vedo il lampo e il momento in cui sento il tuono? Ovvio, perché la velocità della luce è molto maggiore della velocità del suono. Ma di quanto? Conoscendo questo rapporto potrei capire quanto è ancora lontano il temporale da casa mia, mi basterebbe contare i secondi che passano tra il lampo e il tuono. I fulmini non dovrebbero colpire sempre gli oggetti più alti? E perché allora a volte colpiscono una casa invece di colpire il campanile? Con il temporale non ho voglia di uscire, me ne starò a letto. Però è rischioso, molto rischioso, perché le statistiche dicono che il letto è il luogo dove muore la maggioranza delle persone. Ok mi alzo, ho qualche giro da fare e non voglio rimandare ancora, che già l’ho fatto in giardino ieri notte dopo l’ennesima sbornia. Ho bevuto per dimenticare ma mi son dimenticato le cose sbagliate, tipo pagare la multa entro il termine fissato, così ora dovrò pagare il doppio. La prossima volta che berrò per dimenticare dovrò ricordarmi di dimenticare le cose giuste. Forse dipende da cosa bevo..ad esempio l’ultima volta che mi sono ubriacato con la birra mi son dimenticato le tabelline del 7 e del 9. Ieri sera ho bevuto solo havana-cola, e al momento non riesco assolutamente a ricordare chi ha vinto l’ultima edizione del festival di Sanremo, ma chissà quante altre cose ho scordato. E’ ancora vivo Don Lurio? I pinguini vivono al Polo nord o al Polo sud? Perché lo struzzo infila la testa sotto la sabbia? Perché la mia macchina non è in garage? Scendo dal letto (il fatto che io appoggi a terra prima il piede destro o prima quello sinistro influenzerà la mia giornata?), mi lavo il viso e i denti in modo meccanico, sempre con gli stessi identici movimenti (mi gratto i testicoli in questo modo tutte le mattine??), vado in cucina e metto su il caffè, non potendo fare a meno di chiedermi se non sarebbe stato meglio prima bere il caffè e poi lavarmi i denti. Potrei comunque lavarli di nuovo, e poi mangiare un pocket coffee per avere ancora in bocca il gusto di caffè. Sono pronto per uscire e piove a dirotto. Da cosa dipende la dimensione delle gocce d’acqua? Sono senza ombrello, esito qualche istante sulla porta di casa chiedendomi se prenderò più pioggia correndo o camminando. Perché il k-way è impermeabile e le mutande di lana no? Il coefficiente di impermeabilità di un materiale ha qualche legame col potere mediatico che un calendario della Canalis ha sulla mente di un adolescente alle prese con le prime forme gravi di acne giovanile? C’è un metodo scientifico per misurare il grado di pazzia di una persona? E come fa un ragno a tendere un filo tra due oggetti? Lega un sasso ad un’estremità del filo e poi lo lancia? O si fa aiutare da qualche altro insetto, tipo un cimice o un coleottero? Perché ho i piedi zuppi? Perché il fine giustifica i mezzi e invece il rozzo no? E perché non mi ricordo cos’ho mangiato ieri sera e mi ricordo perfettamente nei minimi dettagli quella volta all’asilo in cui mi son fatto la cacca addosso? E infine, come fa Berlusconi ad essere ancora a piede libero?
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