Sono
agitata e crucciata oggi: non che ci sia un particolare motivo a generare questa mia inquietudine... sarà l’
afa che inesorabilmente ricopre ogni cosa da un paio di giorni a questa parte; saranno i
temporali che puntualmente scrosciano ogni sera e che rendono l’aria ancora più pesante e limacciosa; sarà che sono
sotto stress per colpa della sessione d’esami; sarà che comunque l’ultimo mese è stato impegnativo sotto molti punti di vista ed ha messo a dura prova la mia tenuta psicologica... sarà tutto questo e probabilmente anche molto altro, fatto sta che
solo una persona mi mette serenità e la
sua assenza mi pesa, anche se il distacco è sempre e comunque un
distacco di breve durata...
Non avevo mai sentito prima in maniera così acuta la mancanza di qualcuno... Dopo anni di
solitudine per scelta, di
misantropia per necessità e di
isolamento autoimposto, adesso mi identifico, per la prima volta, in quanto ha scritto il grande filosofo e drammaturgo francese
Albert Camus (1913–1960): “
Il gran desiderio d’un cuore inquieto è di possedere interminabilmente la creatura che ama o di poterla immergere, quando sia venuto il tempo dell’assenza, in un sonno senza sogni che non possa aver termine che col giorno del ricongiungimento“...
... ho un
animo inquieto e provo un
amore fuori misura...