
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, June 14, 2007 - ore 08:45
Donnnismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Che a piasa, che a tasa, che a stia casa. Quante volte l’ho sentito dire. La trevigianità, la bucolica vena ironica del veneto: questa sarebbe la donna ideale dell’uomo medio. O mediocre, come lo vogliamo chiamare. Sì insomma, valorizzare al massimo la compagna di vita che il maschio si sceglie. Portarla su un palmo di mano e rispettarla nella buona e nella cattiva sorte. Ho tentato allora di immaginarmi nel ruolo di questa donna ideale, per capire se questi termini valgono a descrivere una Silvia in via di sviluppo e che solo recentemente ha scoperto la sua versione femminile.
E ho concluso che non sono e non sarò mai una donna ideale. Per tre solide ragioni.
Che a piasa. Mmmmmmm… Maury l’altro giorno ha detto che il più delle volte mi vesto male. E ciò non perché io non abbia gusto, anzi, ma perché la cosa non mi interessa assolutamente. In effetti il mio interesse per l’apparire, il mostrare e l’ammirazione da suscitare nell’altro rasenta i minimi storici, se mai ho avuto un massimo storico. È vero, non ho passione per la cura del mio corpo, dei miei capelli, del mio abbigliamento. Non provo il desiderio di piacere ai miei concittadini, vicini di casa, conoscenti, né di stimolare appetiti sessuali, né di rappresentare canoni di eleganza, né di diventare un’icona sexy, né di fare tendenza, o incarnare la modaiola media della piazza. No, non mi interessa. Rimango una sciatta ragazza normale che si appropinqua al suo essere donna con sforzi immani, ma spesso soddisfacenti. Un po’ alla volta, sull’orlo della tuta da benzinaio ma ci accontentiamo di quei pochi passi avanti.
Che a tasa. Mmmmmmm… Non è il mio forte. A parte che sono una logorroica cronica, e solo negli ultimi anni ho imparato a controllarmi e mantenere un certo tono in società. Sono uno di quelli a cui parlare piace, e tanto. Parlo, parlo, parlo. Mi vanto di poter costruire un monologo dai 10 minuti in su con a tema qualsiasi argomento. Per sfida una volta l’ho fatto con “ombrelli”, una volta con “copertone”. Ma soprattutto sono una che dice la sua, e a volte pure la scrive. Sono una che di essere zittita si è stancata, e vuole esprimere pensieri, parole, opere e omissioni. Omissioni degli altri, e io dico tutto. E le volte che taso non sono silenzi assensi, ma propositi di vendetta, riflessioni ponderate che esploderanno in discussioni serrate. Io non taso. Ho lottato una vita per parlare, tacere non fa per me. Con diplomazia, senza ferire e senza polemizzare inutilmente: parlo per dire la mia perché non sono una bella statuina.
Che a stia casa. Mmmmmmmm… No, neanche questo. La vita da casalinga non fa per me. E non parlo solamente delle mie aspirazioni, dei miei sogni e delle mie velleità artistico letterarie, della mia ipotetica carriera e di un lavoro che spero mi porti più lontano da casa possibile. Ma sono proprio una a cui piace uscire, e nell’uscire la cosa che mi piace di più è viaggiare. La maggior parte delle litigate con il fuhrer avvengono dopo i miei viaggi. Lui è convinto che viaggiare sia inutile. Di più, che sia distruttivo, deleterio, che a una donna non serva perché perde prezioso tempo in cui a casa imparerebbe a stirare i polsini delle camicie a testa in giù, piuttosto. E io mi ostino a viaggiare, contro i suoi divieti.
Io non sarò una casalinga qualunque, non farò la fine di tante donne che stanno a casa a pulire tutto il giorno, e non rinuncerò alla mia vita. Non passerò le mie giornate con l’aspirapolvere in una mano e il mestolo nell’altra. Ho idee, ho sogni, ho voglia, ho tempo. Ho la forza per non perdere di vista la mia vita.
Il mio uomo dovrà scegliere: o devolvere una percentuale del suo stipendio a una donna di servizio, o aiutarmi nelle faccende domestiche. Mai, dico mai, qualcuno mi dovrà dire che io in quanto femmina dovrò rimanere a casa a cucinare perché qualcuno non vuole surgelati, non sa farsi una pastasciutta, non si ricorda di cambiare il rotolo della carta igienica.

E qui si collegano il fatto che non taso, e che gli dico spudoratamente che se qualcuno non ha mai voluto viaggiare ciò non significa che sia la cosa giusta, e che non piaso, perché spendo tutti i miei soldi in viaggi e in libri, che sono i miei viaggi da ferma, anziché tra lampade e boutique.
Ora sto dando una svolta bon ton al mio armadio, ho dato una pausa alle maglie e gonne a fiori, con grande stupore di amici e parenti. Ma ho deciso di diventare grande, e ho bisogno di rivoluzionare qualcosa. E siccome sto lavorando come una matta e avrò una vacanza di soli 4 giorni quest’anno, mi spendo tutto per cambiare abiti che indosso da 6 anni (ho trovato canotte che di anni ne hanno 7, gonne che ne hanno di più, sfido io che mi dicono che ho roba vecchia…), e che hanno esaurito anche il loro effetto vintage. Non ho più speranze, quindi divento donna. Che non piase, che non tase, che non sta a casa, ma sempre più fiera di se stessa.
Mi sento molto la mia donna ideale, in questo modo. Mi prendo i miei tempi e i miei spazi. Farinelli sarebbe orgoglioso di me. Geograficamente parlando, sono un Ulisse.
E a Maury piaccio anche così. Chi si accontenta gode. E lui ha un bel popo’ di donnino in evoluzione. Che sarei poi io.
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