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Thursday, June 14, 2007 - ore 11:41
-nessun titolo-nessuna immagine-
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Steso sul bianco letto assuefatto da dolori e reciso all’addome
Volto scarno e rovinato piccoli tubi come prolungamenti di vene
Dalle braccia e dai fianchi
Il colore rosso del vestito preferito quando avevo quattro anni
Seduta accanto all’Uomo che era
Mio Padre
Padre di sette figli
Proletario spastico
Ex uomo di fede
Salvato forse risparmiato ad una “vita”migliore che è la morte
Pensieri parole opere omissioni
Da questo “D”io o da un bravo chirurgo forse e semplicemente
Rimangono cicatrici di morte rattoppata
E di vita che ha dato poco resta il solco dello sfregio
Mio padre
Padre di sette figli
Proletariato spastico
Ex uomo di fede
Correvo tra l’erba alta a piedi nudi
Amavo quello che amava lui e che mi insegnava
Quando ancora ero come un angelo dai capelli castano scuro
E gli occhi di cielo
Senza sesso ancora potevo essere maschio
Come a lui sarebbe piaciuto
Avrei voluto essere ma la mia natura è un’altra
Il seno cresciuto seppur poco
E l’uomo è il mio desiderio della notte e non solo
Sono donna delusione padre mio
Ci sono cose che non si possono comandare
Capitano dagli occhi stanchi
Deicida borderliner
Tutto crolla ed è inevitabile
La vita torna ma mai è come la si vuole
Mai come l’avevi…o pensavi di averla
Inevitabile:vinta la morte ( semplicemente rimandata )
La tua malattia ora è
Allergia alla vita
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