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SONDAGGIO: MA SECONDO TE L’’ALCOLISMO PUÒ INFLUIRE SULLE CAVIGLIE?


ovvero quando ti trovi a tu per tu con una bottiglia di alcolici. cosa le dici?

sto tagliando le unghie dei piedi
carrè di maiale
sto imparando a ballare il negrese da odum
sono pieno di gin, cmq rispondo la cinque
sto limonando con costanza
che anche un formaggio ha dei sentimenti

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Saturday, June 16, 2007 - ore 11:38


E LA PUBBLICO E QUA E LA, E SI LAVORA CAZZO
(categoria: " Lavoro ")


Asettico.
Artificiale e confuso.
Ero all’altare dell’artefatto.
Seduto su piedini di cristallo e canfora.

Nessuno mi versava da bere.
Nessuno mi imboccava frutta.
Nessuno mi notava.

Sotto al neon palesemente freddo c’ero io.
Dietro una scrivania flessibile.
Ottone?
no,pura plastica bianca.
Bianco anche io.
I miei pori erano dilatati e neri,l’unico contrasto col mondo di plastica che mi ero confezionato con minuzia.

Non un cinguettio.
Non un rumore umano.
Non un vento naturale.

Dai bocchettoni glaciale aria mi pungeva le caviglie nude.

Un dottore mi indicava ai suoi colleghi.
Stupefatto?
Per niente.
Un volto di cera e denti. La scatola cranica ben in vista a progettare misure che non dovevo sapere.
Neanche x finta.
La voglia di fumare era duplicata.
Nessuno si sognava un incubo così candido.

L’inferno dei deboli è il rinnegarsi. L’inferno ora erano i miei occhi.
Ma del resto non potevo nemmeno piegarmi.
Troppi occhi vitrei,senza espressione, nemmeno indifferenza.
Volevo bruciare in quell’inferno.
Ma il calore era dato nemmeno dal mio alito.

Ormai mi ero costruito una tomba senza volerlo.


L’INCONTRO COL MITICO GREZZO
tre bei ragazzi






friuei. io con te vorrei essere già sull’autostrada


glenn ross proteggimi


sei sexy


Era lì su quel piatto.
Tutto il fegato che hai avanzato.
Ne ho strappato con le mie mani un altro pezzo.
Ti ho reso sterile.
Con queste dita ho accecato tutta la mia vita.
Ho disintegrato senza volerlo tutto.
Lo specchio è rotto a metà.

Mi guardi dalla tua prospettiva.

Sento una fitta del tuo odio che mi fa vacillare.
Le luci sono troppo forti.
Le tue parole mi fanno cadere.
Col volto a terra,senza problema di dolore.
Giaccio coi denti frantumati,la personalità insanguinata,il mio eco è finito.
Mi sento falso quando non lo sono mai stato.
Le parole erano cera calda.Son ancora lì.

Più vive che mai.
ormai marmo implasmabile.

Coi pugnali ho giocato a dama da solo.
Vorrei averne uno dentro la gola x occludere tutto il dolore che ho provocato.
Sento un cappio che si avvicina a tempo di salsa,vuole me ed il mio collo,e la mia anima e i miei sentimenti.
Vuole tutto ciò che ti ho detto.
In giornate condite da lacrime

Le lacrime non finiscono con una carezza.

L’assassinio è appena cominciato.
E questa volta quello col coltello sulla tua gola,volente o nolente, son stato io.





la morte.il giullare.la fierezza


puttana sovietica


alla corte del tedio


ri-detta






Finalmente potevo graffiare il cielo.
Avevo le ginocchia scavate dall’orrore.
Ero ancora troppo stupido x rigettare un invito come quello.

Mi accesi fulmineo,senza pretesa alcuna,una sigaretta,
seduto sul cemento bollente di mille ciminiere.
voci mi stupravano,fottevano la mia ingenuità con dovizia di particolari.

Al mio fianco c’era solo il pensiero di non avere mai avuto ciò che si pensa di aver avuto.
Anche solo x un singolo minuto illusorio.
Sapevo che la porta si stava chiudendo dietro di me.

Forte.

Ma quel battito improvviso fece sussultare più di una luce al soffitto.
Io ne restai abbacinato e impaurito.

Solo i tuoni che arrivavano da est mi coprivano di una gioia ebete.
Malcelata.
Ero vittima dei miei stessi riflessi,
non avevo più voglia nemmeno di pensarmi uomo

si signora. le stanno facendo na foto. è italia uno


"italia corrotta non c’è spazio e chi rimane ci succhia il cazzo"




i cinesi sanno come divertisri la domenica pomeriggio


il signor nando prix mentre si lava le orecchie il lunedì mattina prima di andare a lavoro.
"non avere il cervello mi aiuta in questa operazione" ha detto il signor nando inalando tomaina


MORIRE ARSI


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