Caldo opprimente: il mio fisico regge poco questo clima e non riesco praticamente a stare in piedi. Vado verso una delle librerie,
prendo un libro e comincio a sfogliarlo, finché non trovo il punto che mi interessa...

Ci sono
testi che continuo imperterrita a
leggere e rileggere all’infinito: e, anche così, non ne riesco a comprenderne pienamente il
significante, il
mistero e qualcosa di
fondamentale, che in essi è celato,
mi sfugge inesorabilmente... questo succede soprattutto con la
poesia, perché, come ha scritto il poeta e pittore libanese
Kahlil Gibran (1883-1931), “
La poesia è la luce di un lampo; quando è solo un accostamento di parole diventa semplice composizione”: essa racchiude un segreto, il
segreto di un’anima. La poesia si avvicina alla
verità attraverso vie oblique, spesso sfuggenti e a volte impenetrabili. L’essere umano tende alla poesia perché, attraverso essa, riesce a vedere
concordanze, contrasti, richiami ed echi fra Cielo e Terra e fra uomo e uomo...
... stamane ho riletto per l’ennesima volta
una delle mie poesie predilette, opera del gallese
Dylan Thomas (1914-1953), interrogandomi, come ormai capita da qualche anno, senza alcuna speranza di comprensione, sul suo
senso più profondo...