
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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giovedì 21 giugno 2007 - ore 11:37
Vaschismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Vasco invecchia. Vasco parla di figli, di famiglia. Il rock se lo porta dentro come un ricordo bellissimo, ci prova ma non è più il rock di una volta. Io che Vasco lo portavo su un palmo di mano, che mi sento dire dai ragazzini che Generale è la più bella delle sue canzoni. Io che ci sono cresciuta, e non solo musicalmente, perché è stato la colonna sonora di una gioventù bruciacchiata. Quanto ho cantato: la gola secca, l’acqua finiva sempre troppo presto. La gola arsa, e la voce cominciava a mancare, e invece che gridare si faceva playback con lui. Tre concerti. In cui ognuno cantava come se quella canzone fosse stata scritta per lui, per lei, nel momento giusto e al posto giusto.
Vasco univa. E con quelli a cui non piaceva Vasco si litigava, e si stava insieme lo stesso. Un grande, perché mai è stato indifferente. I miei non volevano che lo ascoltassi, e non ne capivo il perché. Si droga, beve, è uno spostato non vedi? Senti cosa dice, sarà mica musica questa. Lui e Jovanotti erano off limits, come fossero stati sullo stesso piano. Adesso Jovanotti si chiama Lorenzo, è cambiato, non fa più il rap demente, ma scrive rime e farebbe meglio a stare zitto. Vasco è invecchiato e non è più rocker, ma lui non cambia.
Vasco è cresciuto, il tempo passa per tutti. Ed il tempo crea eroi. Vasco è diventato grande e si gode gli anta con serenità. Vasco non arranca mai, Vasco riempie San Siro come nessun altro in Italia può fare. E ciò non grazie ai suoi ultimi opinabili successi, ma perché c’è un sacco di gente che Vasco se lo porta dentro. Vasco non cambia mai. Si adegua. Invecchia. Smette. Ma non cambia.
Mi rendo conto che invecchio anch’io, insieme a lui. Ti rendi conto che il tempo passa quando lo vedi passare su ciò che ti circonda. Un fratello che compie
16 anni, e pare ieri che te lo portavi a spasso in bicicletta sul seggiolino, con le amiche in piazza a prendere il gelato. Un paese, il mio, che quand’ero piccola si chiamava periferia e campagna, e ora si chiama fuori centro e cemento. Non case, ma opere d’asfalto. Rotonde, palazzi, condomini, abbinate a schiere lunghe, verso quei campi in cui correvo. I libri: quanti libri. Libri che non c’erano, tutti datati, e sviluppano il mio sviluppo letterario umanistico. Amici che incontri dopo tanto tempo, che si sposano e non si ricordano più quanto sorridevano un tempo.
Vasco cambia? No. Vasco ride sempre come un bambino dispettoso. Con la sua vena polemica, quell’ironia che solo dalle sue labbra non è saccenza, arroganza, strafottenza. Vasco invecchia e matura, scrive canzoni per tutti, non solo per chi lo ama, come faceva un tempo. Cerca di accontentare tutti, perché è un papà, un uomo che i suoi anni li sente e se ne rende conto. Sta tutto sul rendersi conto. Anche lui vede gli amici invecchiare, i musicisti invecchiare, i suoi fan invecchiare. Erano ragazzi, sono uomini. Erano bambine, sono donne.
Vasco invecchia. Ma quelle canzoni non invecchiano mai. Per la radio prima hanno trasmesso una sua vecchia canzone. Non se ne sentono più di rock italiani così. Non li fanno più, hanno buttato la matrice. Meno male. Così me la porto dentro io, con il Vasco di qualche lustro fa, con il Vasco che piaceva a noi. Quella canzone è un video, non il suo ma il mio. Immagini che scorrono velocissime, a riassumere un’estate intera. Quanto ci ho pianto sopra, quanto ci ho riso sopra. È questo il bello. Tutto con una canzone…
Quei momenti sono passati, sono diventati storia. E basta una canzone per farmi sentire ancora 20 anni sulle spalle, pelle fresca, primi innamoramenti da far girare la testa. Dolori, gioie, amici, tanti amici.
Non ti ascolto più come una volta Vasco. Non metto più a ripetizione Anima Fragile nei momenti neri, non ascolto più sfogando tutti i miei pensieri Dillo Alla Luna. E tutte le altre, ognuna per un particolare momento. Non lo faccio più, sono invecchiata anch’io. Ma quando appari, in coda a un semaforo, con l’aria condizionata che fa le bizze, mentre gli operai trivellano la strada, mentre lo zapping della radio si fa insistente, quando partono quelle prime note: allora io mi riempio di brividi dalla testa alle gambe, e mi scappa un sorriso. Così, all’improvviso.
Ti sei accorta di me
quasi per caso
quasi per caso hai deciso poi
di commettere un piccolo peccato
quando sei riuscita a farmi cadere
con la tua logica di calze nere
ti sei voluta prender gioco di me
ti sei voluta divertire
ed hai voluto vedere
fino a che punto potevi arrivare
fino a che punto mi potevi umiliare
fino a che punto mi avresti potuto anche cambiare
e sei riuscita a farmi credere che
tu fossi pulita
mentre in realtà giocavi solamente
spero che ti sia divertita
Certo è un peccato però sai
allora ero puro
allora forse avrei potuto anche amarti
davvero
e adesso invece non ci credo più
non credo più a niente
e la mia vita non la rischio più
per nessuno e per niente
Certo eri brava però tu sai
a fare l’amore
sembravi nata per farlo
ricordo bene
ricordo bene
ricordo bene
lo ricordo bene
Fine del momento commozione.
Fine del momento come sono invecchiata.

Ma come sono invecchiata...
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