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Monday, June 25, 2007 - ore 17:23
Un tranquillo weekend di iattura
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sono vivo, ed è già qualcosa.
Di certo son ben lontano da una condizione fisica accettabile ma coi tempi che corrono mi sembra comunque una cosa non da poco essere in piedi sulle mie gambe. C’è gente che va dal medico per farsi controllare le tonsille e si ritrova dopo 1 settimana fresco di varicocelectomia. Non è il mio caso, fortunatamente. Ma dopo 1 settimana passata facendo la spola fra il letto, il divano rosso, il cesso grande, il divano color panna e il cesso piccolo (non chiedetemi perché la permanenza sul divano rosso mi spingesse ad usare il cesso grande mentre lo stravaccamento su quello color panna mi costringesse ad usufruire del cesso piccolo; io ora l’ho capito ma non ho intenzione di spiegarvelo), con un linfonodo in gola gonfio come una palla da bowling, febbroni equine accompagnate da allucinazioni a sfondo sessuale (sempre equine) unite a visioni mistiche in cui l’arcangelo Gabriele mi ha più volte predetto la mia prossima maternità, nausea, vertigini e senso di stanchezza generale che mi ha costretto a rispolverare il mio caro vecchio Girello per poter deambulare allegramente per casa senza correre il rischio di stramazzare al suolo come un caco maturo, improvvise emicranie a intermittenza che mi hanno fatto SERIAMENTE dubitare di avere soltanto una poltiglia grigia nella testa, convincendomi invece della bontà dell’opinione opinabile di un caro amico alcolista da poco uscito dal riformatorio, il quale sostiene che in realtà i neuroni altro non sono che minuscole scimmiette affette da nanismo acuto e amanti delle percussioni: praticamente tanti piccolissimi Tulli de Episcopo, solo un po’ più mattacchioni dell’originale. Beh dicevo, dopo una settimana così, non soffro di varicocele ma ho due balle di fieno al posto dei testicoli. Considerando anche il non trascurabile fatto che avevo il we già bell’e programmato, con tanto di 120 euro già sborsati per assicurarmi uno dei pochi posti a disposizione per torrenteggiare come un’anguilla e arrampicarmi come un’iguana nella splendida Val di Ledro presso il Lago di Garda, ovvero un Wild Adventure Weekend all’insegna del pericolo facendo canyoning lungo un torrente infestato da caimani e arrampicata sportiva con una ferratina di difficoltà 11 (pare che alla vista della parete anche Manolo si sia tirato indietro). E invece no. Divano rosso e cesso grande. Divano piccolo e cesso color panna. Bestemmie e la nonna che ti porta il lattuccio. Testicoli immani e la nonna che ti infila il termometruccio. MMS di amici al mare e la nonna che ti porta l’antibioticuccio. E pare che non sia possibile nemmeno recuperare i soldi. E poi oggi decido che sto bene, faccio finta di non aver più nulla e così sono regolarmente al lavoro, peccato che gli occhi brucino e che mi sembri di avere 100 aghi conficcati in gola. Apro la posta e trovo una di quelle catene di sant’antonio del cazzo, una lettera di buon auspicio che promette cose inenarrabili nel caso io la inoltri ad almeno 327 persone entro 16 secondi dal momento in cui l’ho ricevuta, e ovviamente minaccia pesantemente la mia persona nel caso io decidessi sventuratamente di interrompere la fottuta catena. Con tanto di suggestivi esempi di persone (di cui si riportano minuziosamente nome, cognome, residenza e numero di scarpe) che hanno malauguratamente sottovalutato la potenza della catena e hanno cestinato la mail, esattamente come ho fatto io non appena ho finito di leggerla. Cancella mail. Svuota cestino. Ooohhhhh là. Mi sento meglio. E CHISSENESTRAFREGA se Jim Sutton di Boston è morto di lebbra 5 minuti dopo aver cestinato la mail, e se Carlos Nadal di Valencia è stato investito da uno stormo di piccioni infetti perché non aveva 327 contatti a cui inoltrare la mail, e se Renato Tiozzo di Chioggia è stato sbranato da una nutria di 130 chili mentre felice si accingeva ad addentare un panino con folpi e acciughe fregandosene del severo monito che la lettera gli aveva posto. Io, nonostante tutto, non ci credo. E poco importa se ho appena assistito dalla finestra del mio ufficio al furto della mia auto, e pazienza se mia mamma mi ha appena mandato un sms con scritto “Lo zio ricco a cui volevi tanto bene si è suicidato” e se poi mi ha mandato un altro sms con scritto “e nel testamento ha lasciato tutto a tuo cugino”, e me ne fotto se la mia ragazza mi ha appena lasciato con uno speedy message dicendomi che si è innamorata di mio fratello con cui tra l’altro scopa già da un bel pezzo e che se proprio voglio saperlo ebbene con me ha sempre simulato TUTTI gli orgasmi, e sorvolo pure sull’improvvisa incontinenza di cui sembro chiaramente soffrire da qualche ora, che può essere anche comodo non doversi alzare per andare in bagno. Sorrido perfino sul fatto che i miei capelli stanno improvvisamente PIOVENDO sopra la tastiera rendendomi difficile l’individuazione dei tasti e la conclusione di questo post. Sorrido perché il pelato piace, e poi niente e nessuno potrà convincermi che questi ultimi fatti poco favorevoli siano in qualche modo correlati con l’immediata eliminazione di quella fantomatica mail, eh no. E in ogni caso, cari amici, sono vivo, ed è già qualcosa.
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