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3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

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Tuesday, June 26, 2007 - ore 15:03


’Sulla strada’, 1957
(categoria: " Poesia ")


"Così in America quando il sole va giù e io siedo sul vecchio diroccato molo sul fiume a guardare i lunghi, lunghissimi cieli sopra il New Jersey e avverto tutta quella terra nuda che si svolge in un’unica incredibile enorme massa fino alla Costa Occidentale, e tutta quella strada che va, tutta le gente che sogna nell’immensità di essa, e so che nello Iowa a quell’ora i bambini stanno certo piangendo nella terra in cui lasciano piangere i bambini, e che stanotte usciranno le stelle, e non sapete che Dio è l’Orsa Maggiore?, e la stella della sera deve star tramontando e spargendo il suo fioco scintillìo sulla prateria, il che avviene proprio prima dell’arrivo della notte completa che benedice la terra, oscura tutti i fiumi, avvolge i picchi e rimbocca le ultime spiagge, e nessuno, nessuno sa quel che succederà di nessun altro se non il desolato stillicidio del diventar vecchi, allora penso a Dean Moriarty, penso persino al vecchio Dean Moriarty, il padre che mai trovammo, penso a Dean Moriarty’. "


Per chi avrà letto questo libro, non sarà difficile collocare la parte da cui è stata tratta questa frase (già, la frase è sulo una...!):’Sulla strada’, un libro che adoro e ho adorato, come il suo autore, Jack Kerouac, figura carismatica e geniale dell’America anni ’50. Portavoce di quell’America non ufficiale, non certo quella assuefatta dal benessere materiale e dai principi puritani (alquanto contaddittori), ma anzi, quella fetta di continente posto a margine, messo a tacere ... la parte più vera e bella di questo paese, odiato e amato, un piccolo cuore palpitante e impaziente di cambiare il mondo.
Ora non so se questa cerchia di grandi scrittori abbiano cambiato il mondo così radicalmente, ma di certo sono stati fonte di grande ispirazione per molti. Per cui sì, in un certo senso il mondo l’anno cambiato.
Ciò che si respira fra queste pagine è libertà, aria fra i capelli, cielo di Messico e Stati Uniti, è odore di Marijuana e di vecchi autobus dove si fanno sempre conoscenze interessanti, è musica di squalidi locali di New Orleans, è voglia di viaggiare, di rivalutare tutto e ricominciare daccapo ... e voglia di vivere, in primis ... anche se questa può sembrare una contraddizione, perchè ’La vita è dolore’ , secondo la filosofia buddista abbracciata da Kerouac ... ma io non credo. Non può essere. Chi ha scritto un libro del genere, può pensare tutto, ma non questo. E ,banalmente, ve lo consiglio, sperando che possiate apprezzare la sua prosa spontanea -non proprio semplice da seguire- ma di un intensa musicalità e composta di parole di vita vera, scritte inizialmente su un lungo rotolo di carta per telescriventi sotto l’effetto della benzedrina ... ma il risultato è tutt’altro che allucinato.




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