
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, June 27, 2007 - ore 10:24
Giochismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il nuovo gioco che io e alcuni giovani amici stiamo prorogando per tutta l’estate non ha ancora un nome. I giovani amici hanno quasi 30 anni (uno di loro mi è compagno di vita da 2 e mezzo e i 30 li ha già passati), il gioco è una demenza presenile della quale abbiamo per mesi sottovalutato la portata. E’ semplicemente, in poche parole, senza tanti discorsi, un gioco senza senso, fatto di domande tutte diverse e risposte tutte uguali.
Le risposte tutte uguali fanno più o meno così:
sì, molto. devono essere date con aria di sufficienza, quasi con arroganza, presunzione, con altezzosità, come se fosse dietro l’angolo, quell’eventualità.
Le domande, come ho già accennato, sono tutte diverse.
E’ un gioco nato per sondare i reali interessi di ogni membro della nostra piccola setta di lobotomizzati frontali, ma è degenerato in uno studio sociologico delle difficoltà di accettare la realtà. Le domande che si pongono a ogni affiliato rappresentano sogni irrealizzabili di ipotetiche carriere irrealizzabili.
Ad esempio, le domande che pongono a me sono le seguenti:
Ti piacerebbe curare un’installazione al MoMA? Sì, molto.
Ti piacerebbe lavorare alla Rizzoli International di NYC?
Ti piacerebbe pubblicare un libro con la Einaudi?
Ti piacerebbe essere direttrice di Barnes & Noble a NYC?
Ti piacerebbe essere una scrittrice famosa?
Ti piacerebbe vincere lo Strega?
Ti piacerebbe essere la direttrice del Louvre?
Ti piacerebbe essere capo redattore alla Mondadori?
Ti piacerebbe vivere nel Village e avere una galleria moderna a Soho?Poi ci sono le domande a Maury, che cambiando il soggetto sono estremamente diverse dalle mie, ma un punto di contatto emerge chiaramente :
Ti piacerebbe vivere a NYC in un attico che dà su Central Park?
Ti piacerebbe suonare al Blu Note di NYC?
Ti piacerebbe essere primario al Mount Sinai a NYC?
Ti piacerebbe avere uno studio privato sulla 5th?
Ti piacerebbe vincere l’enalotto?
Ti piacerebbe diventare un famoso jazzista e girare il mondo?
Ti piacerebbe duettare con Mike Sterne? E avanti così. è un gioco scemo, lo so. Ma a volte solo pensarci fa stare bene. Poi si cade in un baratro di disperazione che solo la realtà può aprire. Ma intanto ci siamo fatti quella mezz’ora di sogni a occhi aperti.
Ti piacerebbe che almeno una di quelle domande diventasse per un giorno realtà? Sì, molto.

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