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Friday, June 29, 2007 - ore 11:07
Lettera aperta a Radio24
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gentile direttore,
ha sentito? Anche Veltroni, nel suo discorso di ieri a Torino, si è unito all’ammirevole schiera di illustri opinionisti che sostengono e si augurano il ritorno in auge dei giovani nella società e nella politica italiana. Una causa certamente ammirevole, a cui anche Lei e molti commentatori della sua radio avete coraggiosamente prestato i vostri microfoni in tempi recenti. Dal Lingotto Veltroni ha fatto sapere – e immagino che su questo Lei si trovi d’accordo - che i giovani italiani si sentono <giustamente delusi> e che <non si fidano più dell’esempio degli adulti>. A questo proposito, in qualità di giovane italiano, vorrei portarLe la testimonianza dell’esperienza mia e quella di una mia coetanea che credo possano essere di Suo interesse.
Sia io che la mia amica – che chiamerò Maria - stiamo attualmente svolgendo un corso universitario post-lauream all’interno del quale siamo tenuti a svolgere, in periodo estivo, tre mesi di stage all’interno di un’azienda. Per questa estate, entrambi avevamo preso accordi con un’azienda con sede a Milano. Si trattava di una realtà che stimavamo molto, e a cui saremmo stati molto felici di prestare servizio, seppur gratuitamente. Purtroppo, questa azienda non si è dimostrata altrettanto entusiasta di una nostra possibile collaborazione e, con una telefonata dell’ultimo minuto, ci ha fatto sapere di non avere più bisogno di noi. Può immaginare l’irritazione mia e della mia amica nel ricevere un tale rifiuto ad appena quattro giorni della nostra partenza per Milano, con tanto di appartamento affittato per tre mesi nella città meneghina e necessità di trovarsi un nuovo luogo di lavoro per l’estate.
A fronte di questo inaspettato e ingiustificato rifiuto, la mia amica Maria si è recata presso l’azienda in questione per chiedere le ragioni del loro comportamento. Una volta lì ha chiesto di parlare con il dipendente dell’azienda che avrebbe dovuto farle da tutor. Questi si è inizialmente rifiuto di riceverla o di dare spiegazioni ma, data la comprensibile insistenza di Maria, alla fine ha acconsentito ad incontrarla sul pianerottolo. Qui il “mancato tutor,” visibilmente scocciato e sorpreso dalla protesta della mia amica, le ha fatto sapere che <non aveva il diritto di sapere i dettagli per cui il suo periodo di stage era stato rifiutato, che le grandi aziende non possono perdere tempo a parlare con i singoli dipendenti (figuriamoci con i giovani stagisti), e che se non era in grado di capire questa cosa era solo perchè giovane, inesperta>.
Ecco, gentile Direttore: questa è la storia di due “giovani italiani delusi”. Riprovevole, no? Perché ho detto che dovrebbe interessarLe? Perché questa azienda era proprio quella da Lei diretta: Radio24. Dopo tutti i vostri appelli a dare maggiore credibilità e attenzione alla nostra generazione, credo che dovrebbe, a nome della sua radio – e forse della sua generazione -, cercare almeno di recuperare con un messaggio di pubbliche scuse e spiegazioni un poco di quella stima e credibilità che ha inevitabilmente perso nei confronti di due giovani italiani. Alla sua redazione il coraggio e il talento giornalistico non è mai mancato: spero che ne abbiate abbastanza per rendere pubblica questa segnalazione e per rispondervi.
Distinti saluti,
Riccardo Maggiolo,
23 anni

Radio 24: la passione si senteUpdate 02/07: nell’edizione di oggi, nessuna traccia della lettera. L’ho rispedita, comunque: voglio essere sicuro che la ricevano.
Update 03/07: Niente anche oggi. Aspettiamo ancora l’edizione di domani per dire ufficialmente che sono dei minchioni.
Update 05/07: Sono ufficialmente dei minchioni.
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