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Monday, July 09, 2007 - ore 21:58 come quando fuori pioveva Ultimamente mi è capitato di riflettere sui rapporti di coppia. Anzi, sul concetto stesso di coppia. Coppia…coppia…coppia…mmm…accoppia coppia scoppia. Io ho sempre odiato le coppie. Le uniche coppie che tollero sono quelle del poker. Vanno bene anche doppie, anzi meglio. Non ho mai sopportato sentir parlare di “coppie”. Sapete quella gente che fin dalla tenera età di 15 anni comincia dire cose tipo “eravamo io, il mio ragazzo e un’altra coppia”? Ecco, io già da allora i brividi. Non c’è niente di più deprimente di questa frase per le mie orecchie. Tipo “siamo andati a cena in coppie”, mi da l’idea di gente che mangia a due a due dallo stesso piatto. Il gioco delle coppie poi non ne parliamo. Mi stava troppo sulle palle. E’ questa storia della coppia che proprio non mi va giù, diciamolo. Sono stata la metà di una coppia, ma non mi sono mai realmente vista così. Voglio dire, sentir parlare di un individuo come parte di una coppia, ma fa pensare ad un calzino, che se un giorno si ritrovasse spaiato finirebbe nella spazzatura. Secondo me c’è stato un travaso di significati. Per esempio, prendete le carte… “una coppia di donne” a carte ha senso, ma per esempio…quanti di voi si sognerebbero di dire “sono andata a cena con una coppia di amiche”? Nessuno! Direste “con due” amiche, o al massimo “con un paio di” amiche. Il senso di coppia si è proprio cementato intorno a due che stanno insieme. Sempre. Sempre appiccicati. Così tanto da fondersi entrambi, questi due poveracci, in un’unica, arroccata, indissolubile, cosa: la coppia. Io, da quando ho le dita per contare, ho sempre inseguito la ferma convinzione che, da che mondo e mondo, uno più uno faccia due. Ecco: 1+1=2. Non UNA coppia. Non è lo stesso! Il concetto di UNA coppia mi fa andare di volta il cervello. Lo so che nella parola “coppia” sono incluse due persone distinte, ma…sono relegate all’interno dell’articolo UNA. Riflettere. Cos’è una specie di ossimoro? Una contraddizione in termini? Il famoso esempio di tutti i libri di poesia dei licei “il silenzio assordante”? Non è concepibile il concetto di “una coppia”…capito…perché non ci si capisce…è una o sono due? Il concetto di “paio” va bene…perché la nostra lingua prevede che esista anche il concetto di spaiato, che si…è un po’ incasinato, ma tutto sommato va bene, se la cava. Il poveraccio che non fa parte di una coppia si ritrova “scoppiato”. Questo non va bene. E’ come dire che uno che non fa parte di una coppia ha per forza avuto uno di questi miseri destini: 1. è esploso ed è morto 2. ha avuto uno scatto d’ira violenta dopo un periodo di calma innaturale in cui ha ingoiato svariati rospi 3. è uno che si fa di canne dalla mattina alla sera senza speranza di uscirne 4. è stato scoperto mente faceva qualcosa di male Comunque oggi, miei cari, la coppia sta scomparendo. Non esiste più. Ho la fastidiosa abitudine di osservare e analizzare persone e rapporti intorno e dentro di me. E ho notato una cosa: se l’amore ci rende splendenti e vivi, la coppia ci abbrutisce a tal punto da farci diventare un mero fantasma di noi stessi. La coppia è come il Tranello del Diavolo (vedi Wikipedia.org), l’unico modo per sfuggire ai suoi tentacoli è sconfiggerla con il fuoco e la luce. La coppia. C’è chi ci si aggrappa come su uno specchio molto scivoloso. C’è chi proprio invece non ci si può vedere come la dolce metà di un’unica indissolubile adorabile melina zuccherosa. C’è chi invece riesce a rimanere un individuo a sé stante anche se mescolato in modo indissolubile ad un altro. Ma per quest’ultimo caso ci vuole davvero l’incontro di due personalità fuori dal comune. La prima cosa che mi viene a mente per spiegare questo concetto sono le due case, una blu e una rossa, separate ma unite da un ponte, in cui vivevano Diego Rivera e Frida Kahlo. Ma la maggior parte di noi ha una personalità molto comune. La maggior parte di noi è cresciuta con l’idea di coppia stampata a fuoco nel cervello e quell’idea ha seguito strenuamente. Ma quando si parla di rapporti di coppia solo due cose sono certe: l’abbrutimento e il pugno di mosche con cui uno o l’altro, prima o poi, si ritroverà. Le cose stanno cambiando signore e signori. Abbiamo visto le nostre amiche rinascere a rinnovata bellezza dopo essersi lasciate. Sono tornate splendide e bellissime. Le loro labbra si sono ridipinte di rosso e sono tornate a ballare da sole. L’hanno fatta finita di sorbirsi tornei infiniti di Playstation, partite di pallone ed estenuanti concerti metal. Le abbiamo viste sedute intorno ad un tavolo, con i bicchieri in mano, a parlare come solo le donne sanno fare. Abbiamo guardato i nostri amici ritornare alla vecchia simpatia e libertà dopo essersi liberati di qualche donna isterica. Hanno smesso di sorbirsi sindromi premestruali. L’hanno finalmente piantata di fingersi interessati alla moda. Hanno smesso di fingere di trovare simpatico il fidanzato dell’amica del cuore della propria ragazza. Abbiamo visto coppie, che sembravano essere nate apposta già così, dissolversi nel niente e lasciare due individui che, finita la coppia, a malapena si parlano. E allora ci troviamo di fronte alla falsità di quello che erano. La coppia. Inventata dai nostri antenati per avere le doti delle mogli, un marito che le mantenesse. La coppia per vendere biglietti a san valentino ed anelli di fidanzamento. Il mito vive al cinema. La musica prova a raccontarci la verità di separazioni e disperazione. Le cose son cambiate. Ci siamo stufati dei rapporti a due. Che sono destinati a finire, che sono destinati a dimostrarci che era falso quello che si viveva. Intorno a noi risuonano i ritornelli conosciuti: il classico finto paranoico “per me ora non è il momento” l’originale americano, lapatico “non ho le energie per avere una storia” il veramente maturo “mi voglio divertire” (e la domanda sorge spontanea: io ti annoio per caso?) l’introspettivo “voglio stare da sol@” il vendittiano al contrario "insieme mai per chi è amico come noi" ed infine lui, il sempreverde, il più quotato, quello che come il nero va su tutto, ladies and gentlemen! L’unico è il solo! Linimitabile: “non mi voglio impegnare” Mi chiedo: che questa sia diventata la regola? Cha sia giusto così? E’ ora di ridefinire i nostri rapporti con qualcosa di nuovo. Lo dobbiamo inventare noi. Dobbiamo trovare un nuovo modo che concili il nostro amore, che è rimasto sempre lui, con le nostre nuove vite. Perché la strada di prima oramai non ci appartiene più. Almeno ad alcuni di noi. Sveglia gente! La coppia come ce la siamo sempre immaginata non funziona più. Se siete una donna e un jack a picche, se siete a cuori, o anche a quadri…be’ lasciate perdere, uno di voi vedrà sempre l’altro che gli volta le spalle. Se siete una donna e un jack a fiori, per voi c’è ancora una speranza, voi siete gli unici che si possono guardare sul serio. E il joker giura, che non riderà di voi. LEGGI I COMMENTI (3) PERMALINK |
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