
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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martedì 10 luglio 2007 - ore 21:09
Umbrismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Allora vi saluto.

Una rilassante vacanza all’insegna della pioggia e del maltempo mi aspetta. Domani mattina sveglia alle ore 6.05 (quello 05 mi da una carica e un ottimismo che non potete immaginare). All’incirca 5 ore di autostrada, o qualcosa di più con sosta brioche, e poi finalmente poggeremo le chiappe su suolo umbro. Suolo umbro, pioggia umbra, vento umbro, umidità umbra, temporali umbri.
Mi conviene sperare che l’hotel sia fantastico, e che nei dintorni ci siano attrazioni turistiche da leccarsi i baffi, perché sono meteoropatica e soffro terribilmente quando il tempo è pessimo. E pessimo sarà, come si conviene alle mie ferie.
E poi dai, non buttiamoci giù, in quel periodo nella regione ci sono così tante cose da fare, da vedere, da sentire. Ad esempio
Sonny Rollins.
Ma solo Maury andrà al concerto. Io quella sera la passerò in totale libertà. Abbiamo capito che non abbiamo interessi così comuni come credevamo, e che non siamo disposti a spendere soldi nello stesso modo. E siccome ci amiamo e sappiamo rispettarci, ci dividiamo. Non me la sentivo di pagare una cifra simile per un concerto sì grandioso, ma che non avrei potuto apprezzare fino in fondo. Così ci dividiamo, con amore e serenità, come si conviene alle nostre ferie – abbiamo iniziato ad accettare e in un certo modo amare l’assenza l’uno dell’altra quando siamo in vacanza. Siamo a Perugia dopotutto, non a Hong Kong, io non mi perdo, lui non si perde e possiamo ritrovarci in qualsiasi momento grazie a quella meraviglia tecnologica che è il cellulare.
Mi sono già fatta un programma per sabato sera. Allora, accompagno il mio uomo al concerto, passeggiando mano nella mano alle luci della sera, come due innamorati quali siamo. Poi lui entra a prendere posto, e si gode un concerto che sogna da mesi, da quando ha prenotato quel sedile di vellutino. Io mi allontano con aria sicura, raggiungo una libreria che sicuramente sarà aperta in periodo di UmbriaJazz. Entro ed acquisto il primo libro che attira la mia attenzione (è un periodo in cui credo molto al destino, i segni sono spesso sintomi di un futuro più prossimo che remoto). Dopo di che vado a bere del vino rosso in una cantina, un’osteria che mi ispira fiducia. Qualcosa di economico, rustico e simpatico, con un nome preferibilmente in dialetto, o ancora meglio consigliata da un abitante della zona, al quale chiederò informazioni e magari un suggerimento su cosa ordinare. Mi siedo fuori, sistemo la gonna, pago subito la consumazione, estraggo il mio libro. Scrocco una sigaretta a un gruppo di uomini in giacca e cravatta, parlando in spagnolo. Funziona sempre, perché pochissimi conoscono lo spagnolo e passi per la turista con la quale la razza italiana deve fare bella figura. Fumo la mia sigaretta, bevo il mio vino rosso, leggo il mio nuovo libro. Ogni tanto guardo in giro e assaporo l’aria di Perugia, invento storie sui passanti, creo identità segrete ai camerieri, sorrido a quel vecchietto che mi sta fissando perché gli ricordo la fruttivendola di qualche anno fa.
Poi Maury esce dal concerto, mi raggiunge. Beviamo ancora vino rosso, un sacco di vino rosso. Io non ho ancora finito il mio libro, ma me lo porto a casa, lo finisco con calma a Treviso. A meno che non sia necessario terminarlo subito per una insana curiosità sorta a pagina 124.
Saluti a tutti gente.
Passate un buon week-end. E con chi ha tempo e voglia ci sentiamo per telefono.
Anche se credo che il più delle volte lo lascerò in camera a riposare, così mi riposo io.
PS – visto che ho lanciato lo spoiler, vi racconto sta cosa. Anni fa mi divertivo con un’amica pazza quanto me – e ubriaca quanto me – a farmi fare foto dalla gente in centro a Treviso. Provateci anche voi, dà veramente soddisfazione.
Sceglievamo inglese e spagnolo alternativamente, fermavamo il primo che passava con l’aria un po’ da tordo e gli chiedevamo in un finto italiano scorretto con pronuncia straniera di farci una foto ricordo del nostro fantastico soggiorno a Treviso. Abbiamo scoperto che la gente è molto disponibile con i turisti, che molti confondono una trevigiana con una spagnola e soprattutto che pochissimi si accorgono che quelli che parlano non sono madrelingua spagnoli o inglesi. Ma è sempre bello gabbare la gente per bene. Se lo meritano, per essere appunto gente per bene.
Vamos.
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