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Friday, July 13, 2007 - ore 18:59



(categoria: " Vita Quotidiana ")



ITALIA: rischio povertà per 2 milioni e mezzo di famiglie

MILANO (Reuters) - La famiglia italiana soffre le carenze dello stato sociale e in un Paese "a due velocità" due milioni e mezzo di nuclei familiari sono a rischio povertà, l’11% delle famiglie totali, ben 8 milioni di persone.
E’ quanto afferma l’Eurispes che ha presentato oggi la ricerca "Problemi di famiglia. Senza rete: la famiglia italiana di fronte alla crisi del welfare", realizzata in collaborazione con Federcasalinghe, sostenendo che il totale delle persone a rischio povertà e di quelle già comprese tra gli indigenti comprende circa 5 milioni 100.000 nuclei familiari, all’incirca il 23% delle famiglie italiane e più di 15 milioni di individui, dei quali quasi 3 milioni minorenni.
Mancato o insufficiente adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni, impennata del credito al consumo, modesta ripresa dei consumi, aumento dei prezzi "regolamentati", le tariffe di trasporto e altri servizi di pubblica utilità sono le tessere del mosaico composto da Eurispes. Rilevando che oltre il 50% delle famiglie italiane "dispone di un reddito mensile inferiore a 1.900 euro. In particolare, le famiglie monoreddito e quelle con più di due figli hanno probabilità maggiore di impoverirsi".
IN AUMENTO LA POVERTA’ IN GIACCA E CRAVATTA
In Italia, dice l’istituto, vivono in condizioni di povertà relativa 2 milioni e 585mila famiglie (l’11,1% delle famiglie residenti), pari ad un totale di 7 milioni e 577mila persone (il 13,1% della popolazione italiana), con una concentrazione del 69,8% nel Mezzogiorno.
Aumenta la povertà definita dall’Eurispes in "giacca e cravatta", quella che colpisce i ceti medi in difficoltà, in fila alla mense Caritas, lavoratori che, pur percependo uno stipendio, la sera, non avendo la possibilità di una casa nella quale rientrare, usano i dormitori pubblici.
E alla povertà di lungo periodo, dice ancora la ricerca, si affianca sempre più spesso una povertà circoscritta a eventi temporanei (diminuzione del salario e/o del potere di acquisto, fuoriuscita ed espulsione dal mercato del lavoro, variazioni nel reddito da pensione o da sussidio,
In crescita anche l’indebitamento degli italiani, del 9,8% tra il 2005 ed il 2006, fra mutui, prestiti per l’acquisto dei beni durevoli e rate per prodotti di consumo. E l’Eurispes prevede che continuerà a crescere, in questo 2007 ed in futuro, col credito al consumo che rappresenta ormai una forma stabile di integrazione del reddito e che nelle previsioni interesserà un 12% di famiglie in più.
Consistente anche il ricorso al credito per mutui, saIito nel 2006 del 9,7% che si prevede quest’anno arrivi all’11,6%. E come avvenuto negli Stati Uniti e in Spagna, anche in Italia è allarme per l’insolvenza dei mutui per la casa, col 5,1% dei contratti non onorati.
Per risparmiare, dice ancora l’Eurispes, le famiglie italiane sempre più spesso si destreggiano tra saldi ed offerte promozionali, tagliano le spese superflue, riducono i beni non essenziali e privilegiano le spese alimentari.
DIFFICILE PER I GIOVANI LASCIARE LA FAMIGLIA E MOLTI CI TORNANO
Una situazione di precarietà che grava sui giovani occupati con posto a tempo determinato, e che per il 43% è costretto a rientrare nella casa dei genitori dalla quale era usciti per motivi lavorativi.
Precarietà che segna anche la vita di coppia, che coinvolge solo un quarto degli italiani tra i 18 e i 34 anni, a fronte di una media della Ue a 15 del 36,5%.
"Per primi lanciammo un segnale d’allarme nell’agosto del 2002 denunciando un’inflazione galoppante all’8%", commenta Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, ricordando le critiche dal governo di allora. "Ma per noi l’inflazione non è né di centrodestra né di centrosinistra. E i nostri dati si sono rivelati esatti. Oggi, a distanza di cinque anni, segnaliamo nuovamente, sperando in una maggiore capacità di ascolto della politica e delle Istituzioni, che l’inflazione, dopo un periodo di stasi, sta tornando a crescere più di quanto indicato dalle statistiche ufficiali", aggiunge.
"Anche dalla nostra rete sul territorio ci giungono continue segnalazioni del disagio e delle difficoltà economiche vissute dalle nostre associate", ha detto invece Federica Rossi Gasparrini, deputato e presidente di Federcasalinghe.
"Un numero sempre crescente di famiglie è assediato da una comunicazione martellante che spinge verso un sempre maggiore indebitamento. Basti pensare che la pubblicità delle finanziarie è aumentata del 28% negli ultimi anni... sono 8 milioni e mezzo le casalinghe in Italia in età lavorativa 18-65 che non hanno reddito e che nessuno vuole ascoltare", dice ancora la presidente di Federcasalinghe. Indicando come obiettivo "quello di istituire con il Ministro del Lavoro, analogamente a quanto avviene sul tema delle pensioni, un tavolo della concertazione del lavoro familiare, valido non solo per le casalinghe a tempo pieno, ma anche per coloro che lo sono a tempo parziale".


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