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Monday, July 16, 2007 - ore 11:02
Pensieri di una notte di mezza estate.
(categoria: " Pensieri ")
Prendere un tavolo di legno
Scaraventarlo addsosso ad una colonna con tutta la forza che il tuo io ti concede.
Perchè. Diciamolo. É un periodo di merda.
Un giorno ti svegli e vedi tutto rosa e, dieci minuti dopo ti ricordi di essere al mondo e inizi a pensare a tutte quelle cose che continuano ad accumularsi e non finiscono mai.
E ci provi anche, a sistemarne una alla volta, ma invece di sembrarti meno, continuano a crescere smisuaratamente.
Fino a farti esplodere lo stomaco.
Ogni secondo che passa sei li a chiederti come potresti fare per semplificare la tua vita.
Ma più ci pensi e più ti sembra impossibile trovare una via d’uscita indolore.
E ti stupisci di come tu sia stata così stupida da complicarti la vita in sto modo assurdo.
"Come ci sono finita qui, io?"
E il tempo continua a scorrere così in fretta da non renderti neanche conto dei momenti che andrebbero impressi nella tua mente come degni di nota. Oppure te ne accorgi. Ma non ce la fai a viverli come vorresti.
Il fatto è che le voglio tutte, le cose che ho.
Ma voglio anche tutte le cose che non ho, e che continuo a vedere riflesse negli altri. Gli altri che sembrano tutti avere quello che vorrei. E che alla fine ho.
E invece no.
E invece si.
Il problema è. Voglio quello che ho? Si.
Voglio cambiare quello che ho?
Si.
Come si fa?
E poi ti guardi.
E pensandoci bene tu qualcosa la potresti pure fare, per essere più felice.
E sai anche che il tempo passa veloce perchè sei tu, a permetterglielo.
E allora ti senti uno schifo, perchè sai che volendo, con un po’ d’impegno, potresti trasformare questo schifo in qualcosa di perfetto.
Ma il perfetto ti sembra così fottutamente lontano che non hai le palle, non hai la voglia, non hai il coraggio di iniziare a farti il culo per migliorare la tua vita.
E quindi continui a crogiolarti nel limbo che ti sei creato.
Aspettando quel giorno in cui ti redereai conto che forse è il caso di vivere, invece di esistere.
Prima che sia troppo tardi.
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