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Friday, July 20, 2007 - ore 11:14
La coerenza dei comportamenti
(categoria: " Riflessioni ")
“Uno dei principali bisogni dell’uomo è quello di sentirsi dire che il proprio comportamento è coerente e razionale. Ogni comportamento che ci appare irrazionale minaccia il nostro senso di salute e integrità mentale. Quando ci comportiamo in modo inesplicabile, ci sentiamo costretti a trovare una spiegazione logica per rendere sensato ciò che pensiamo o facciamo” (White e Gilliland 1975).
La tendenza più sentita dalla gente è quella che spinge ad inserire un atteggiamento in un sistema ampio, dotato di stabilità e di coerenza. E’ molto difficile misurare la coerenza tra atteggiamenti e comportamenti (che dipende dalla volontà e dall’integrità della singola persona ed è influenzabile dal contesto in cui si trova). In ogni caso, dalle ricerche finora condotte, non si sono trovate evidenze di una stretta correlazione tra essi nella media della popolazione adulta.
Secondo Argyris, esponente dell’”Action Science”, negli individui possono coesistere due tipi di teoria alla base dei progetti di azione: la “teoria dichiarata”, che esprime i loro valori, credenze e atteggiamenti, e la “teoria in uso”, quella che essi seguono nella realtà di tutti i giorni. Spesso si verificano delle divergenze significative tra le due teorie, di cui talvolta non si è pienamente consapevoli. Anzi, si vengono a creare allo scopo delle vere e proprie “routine difensive” (Argirys 1995). Aggiunge lo studioso: “Fu piuttosto sconcertante trovare che gli individui sviluppano progetti atti a mantenerli inconsapevoli dell’incongruenza; e lo fanno quando le questioni sono tali da creare imbarazzo o minaccia” (Argirys 1990). Questo si nota anche in situazioni di lavoro nelle quali rimozioni e omissioni inconsapevoli convergono nel rafforzare interessi di gruppo o individuali.
Un comportamento incoerente tende (ma non sempre) a verificarsi più facilmente:
· quando manca il controllo: quanto più una persona ritiene che un comportamento sia controllabile tanto più forte sarà l’intenzione ad agire coerentemente (Ajzen e Madden 1986) (la saggezza popolare dice: “l’occasione fa l’uomo ladro”).
· quando non c’è esperienza diretta: se gli atteggiamenti non si sono formati per esperienza diretta e/o non sono stati confermati più volte sarà più facile che diminuisca la possibilità di coerenza.
· quando c’è molta tensione: in casi di grande tensione e limitatamente nel tempo può verificarsi anche nelle persone normali una mancanza di coerenza. La persona, inconsciamente, agisce senza coerenza di fronte a situazioni diverse.
· quando le situazioni sono troppo confuse: in ambiti lavorativi nei quali è difficile prevedere le decisioni, che si generano dall’incrociarsi fortuito e confuso di linee di razionalità diverse, si verificano talvolta scelte/comportamenti non causati dagli atteggiamenti mostrati. In genere, di queste scelte e comportamenti si tende a dare una giustificazione retroattiva (il meccanismo è quello della “razionalizzazione”) .
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