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Porketta, 22 anni spritzina di Padova CHE FACCIO? Scienze e tecnologie per i beni culturali Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Non mi piace leggere ma.... ![]() ...ho trovato un libro che mi piace.... ![]() Grazie AMOREEEEEE! HO VISTO Scusa ma ti chiamo amore! E lo rivedrei ancora.... STO ASCOLTANDO Eros Ramazzotti ABBIGLIAMENTO del GIORNO Un paio di jeans e un maglione! ORA VORREI TANTO... Mangiare...... ![]() ![]() STO STUDIANDO... Di tutto e di più! OGGI IL MIO UMORE E'... Dipende...... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) essere tradita dalla persona a cui piu\' tenevi,sentirti usata e poi derisa alle spalle... 2) Dimenticare 3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno MERAVIGLIE 1) svegliarsi accanto alla persona che si ama 2) Sentire che per qualcuno tu conti davvero 3) il sesso 4) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto.. |
Monday, July 23, 2007 - ore 11:16 LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA Passata è la tempesta: Odo augelli far festa, e la gallina, Tornata in su la via, Che ripete il suo verso. Ecco il sereno Rompe là da ponente, alla montagna; Sgombrasi la campagna, E chiaro nella valle il fiume appare. Ogni cor si rallegra, in ogni lato Risorge il romorio Torna il lavoro usato. Lartigiano a mirar lumido cielo, Con lopra in man, cantando, Fassi in su luscio; a prova Vien fuor la femminetta a còr dellacqua Della novella piova; E lerbaiuol rinnova Di sentiero in sentiero Il grido giornaliero. Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride Per li poggi e le ville. Apre i balconi, Apre terrazzi e logge la famiglia: E, dalla via corrente, odi lontano Tintinnio di sonagli; il carro stride Del passeggier che il suo cammin ripiglia. Si rallegra ogni core. Sì dolce, sì gradita Quandè, comor, la vita? Quando con tanto amore Luomo a suoi studi intende? O torna allopre? o cosa nova imprende? Quando de mali suoi men si ricorda? Piacer figlio daffanno; Gioia vana, chè frutto Del passato timore, onde si scosse E paventò la morte Chi la vita abborria; Onde in lungo tormento, Fredde, tacite, smorte, Sudàr le genti e palpitàr, vedendo Mossi alle nostre offese Folgori, nembi e vento. O natura cortese, Son questi i doni tuoi, Questi i diletti sono Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena È diletto fra noi. Pene tu spargi a larga mano; il duolo Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto Che per mostro e miracolo talvolta Nasce daffanno, è gran guadagno. Umana Prole cara agli eterni! assai felice Se respirar ti lice Dalcun dolor: beata Se te dogni dolor morte risana. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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