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Tuesday, July 31, 2007 - ore 09:20
IN RITARDO DI 2 ANNI...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LA MALA EDUCACION
Regia e sceneggiatura: Pedro Almodovar
Con: Gael Garcìa Bernal, Javier Càmara, Francisco
Boira, Fele Martinez
Spagna 2004, drammatico, dur. 105’
Un film senza donne. Un dato incontestabile per affrontare l’ennesimo, estremo, stravagante labirinto di passioni che Almodovar mette in scena ancora una volta, senza mai rinunciare alla sua cifra provocatoria e sanguigna. La storia ruota attorno ad un collegio dove il padre-direttore esercita le sue attenzioni morbose nei confronti di un fanciullo, Ignazio, a sua volta innamorato di un coetaneo, Enrique. Ma non aspettatevi un j’accuse nei confronti delle istituzioni religiose, e nemmeno in un film “a tema” sulla pedofilia. L’attenzione è tutta per i personaggi, deboli, cinici, perversi, lacerati nel cuore e nell’anima, ed adotta un meccanismo narrativo davvero sorprendente: l’incipit vede i protagonisti ormai cresciuti, con Enrique regista in crisi creativa che ritrova Ignazio, attore alla ricerca di un’occasione per sfondare, e l’incontro è proficuo per entrambi, infatti il regista si vede recapitare una storia che potrà tradurre in immagini a patto di assegnare una parte a colui grazie al quale scoprì la propria sessualità. In tal modo passato e presente si annodano in un continuum di andirivieni temporali, e la storia si dipana svelando allo spettatore lo “scandaloso” passato dei protagonisti. A differenza delle opere precedenti, in questo La mala educacion manca la passione rovente ed impossibile che costringe lo spettatore a condividere con i personaggi i più sottili movimenti del cuore, infatti lo scorrere dei minuti ci svelerà i reali moventi dell’agire dei protagonisti, non sottordinati alla passione bensì alla carriera. Non è rintracciabile alcuna condanna velata della pedofilia, Almodovar non ha il dente avvelenato nonostante la storia sia semi-autobiografica, bensì resta fedele al suo credo cinematografico, l’attenzione per le passioni, anche quelle più disturbanti e meno condivisibili. Padre Manolo è l’unico che agisce spinto solo dall’amore, scontandone l’amaro prezzo sino in fondo. Nella prima parte risultano entusiasmanti i duetti tra Ignazio en travesti ed il suo compagno, e la scena di sesso con Enrique addormentato è davvero esilarante, ma successivamente il regista rinuncia alla consueta irriverenza e la pellicola acquista le sembianze di un noir puro.
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