Simone de Beauvoir, in
Memorie di una ragazza perbene, la prima parte della sua autobiografia (composta poi da
L’età forte,
La forza delle cose e
A conti fatti) ,che racconta della sua vita fino ai 21 anni, cioè fino all’incontro con il compagno Jean-Paul Sartre, parlando di se stessa, scrive: “
A me occorre una vita divorante. Ho bisogno di agire, di spendermi, di realizzare; mi occorre una meta da raggiungere, delle difficoltà da vincere, un’opera da compiere”.
Raffrontandosi poi con le sue coetanee si ritrova a fare questa considerazione: ”
Le altre si fermavano a mezza strada, nella fede come nello scetticismo, nei desideri come nei progetti: disprezzavo la loro tepidezza. Io andavo fino al fondo dei miei sentimenti, delle mie idee, delle mie imprese; non prendevo niente alla leggera; e come nella mia prima infanzia, volevo che tutto nella mia vita fosse giustificato da una sorta di necessità”.
.jpg)
...sono giorni ormai che
rimugino su queste parole, perché vorrei avere la sua
determinazione e la sua ferrea
volontà, vorrei poter dimostrare la stessa
consapevolezza di me, vorrei poter riuscire in quello a cui aspiro così come ha fatto lei... Concentrarsi ad un fine ed arrivare con decisione alla meta... Spero, avendo deciso di cambiare radicalmente alcuni aspetti della mia vita, di poter finalmente anch’io concludere quello che ho iniziato, perché anch’io sento la
necessità di un’opera da compiere...