
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Wednesday, April 07, 2004 - ore 16:43
..se se.. proprio quotidiana xè..
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Stavo seduta all’irish ieri sera. Due giorni a Bologna mi ricaricano, solitamente. Ero in giro da un pezzo, avevo bevuto acqua tutto il pomeriggio e.. Mi scappava un sacco di pipì, mi serviva un locale col bagno. Ci fermiamo qui, fa Andrea, stai qua con la roba io vado a prendere le birre poi torno e vai in cesso. Fine, penso, il mio amico è fine. Chiama la Cris, io rispondo e facciamo due parole al telefono. Succede che sento un rumore sordo appena dietro di me. “Cris, qui è caduto qualcosa – dico – ma non capisco”. E infatti non avevo capito un cazzo come al solito. Un paio di secondi dopo, a quei tavolini che erano pieni di universitari fancazzisti come me, non c’era nessuno. Solo io. Gli altri erano scappati. C’era un marocchino dall’altra parte dei tavoli che tirava sassi sulla vetrata del locale. E io? Io li inebetita, bloccata, ferma con gli occhi sbarrati. Una pietra mi è passata davanti, meno di un metro dal naso. Ferma li, incrociando lo sguardo con quel ragazzino con il braccio in procinto di tirare, che prima di scagliare il sasso sulla vetrata mi guarda due secondi e grazie a dio non sbaglia mira, se sbagliava era brutta come cosa. Io li, sempre li, con il via vai di gente che urlava e il tipo che gli è corso dietro, e io ferma, con il telefono che parlava da solo. Sentivo Cristina che mi chiamava “Silvia, Silvietta che hai?” e io invece di mettere giù me ne stavo con questo telefono in mano, panico in volto, li da sola, tavoli vuoti, i buttafuori che correvano, il ragazzino che scappava e sbatteva sulle persone che passeggiavano. Mi alzo, la Cris ancora che parla al vento. Ti richiamo, balbetto. Chiudo. Un ragazzo mi si avvicina, mi mette una mano sulla spalla e dice “ tranquilla, erano solo sassi, non si è fatto male nessuno”. Meno male, dico. Al che se ne arriva Andrea trionfale, con una coca per lui e la mia birra in mano: “dai lo offro io questo giro, te l’ho presa grande così ti ubriaco. Ma cos’era quel casino prima? Ancora quel telefono in mano? Che hai? Oh stordita che cazzo hai?”.
Nulla gioia, tranquillo, mi lasci sola cinque minuti e un marocchino mi tira dei sassi da chili e grazie a dio non mi becca se no a questo punto mi portavi al Sant’Orsola. Nulla di personale, non che ce l’avesse con me, solo che non lo lasciavano spacciare davanti all’ingresso e questo si è vendicato a modo suo, niente di particolarmente traumatico, un paio di macigni che mi volano davanti alla faccia. Anzi, dove sei seduto tu ora, solo che eri a prendermi la birra. Se aspetti due minuti che svengo poi ti racconto i dettagli. Se sei bello ti tirano le pietre
Se sei brutto ti tirano le pietre
Se sei la Silvia ti tirano le pietre
LEGGI I COMMENTI (6)
PERMALINK