1) Sicapunk con la maglietta di Neffa! 2) Sicapunk che ascolta i POOH
MERAVIGLIE
1) il gin lemon 2) atmosfera ovattata post-balla 3) poter stare in silenzio senza il bisogno di spiegarne il significato... 4) gli stranimali 5) la voce di eddie vedder ed i pearl jam 6) la mozzarella e i derivati del maiale (per gli amici pig) 7) "tears of the dragon" di bruce dickinson ascoltata di notte in cuffia al buio con la finestra appena aperta e una birretta in mano.. qualcuno ha da accendere? 8) lo stroh-rum di momo!!!!
(questo BLOG è stato visitato 173254 volte) ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, August 07, 2007 - ore 12:15
Che come allora sorridi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ognuno ha il suo modo di reagire. Parte tutto in modo anomalo, mentre mi stendo per addormentarmi c’è qualcuno che finisce a terra e si addormenta per sempre. Passano poche ore prima che lo venga a sapere, ancora intontito dal sonno e da un’incredulità. "Non è possibile" è quello che mi ripeto per ore. "Non è possibile" è quello che continuo a ripetermi ancora adesso.
La sensazione di sentirsi fuori luogo, prima di trovarsi con chi con lui viveva molto del suo tempo anche nell’ultimo periodo, con persone che non vedevi da un bel po’, seduto negli stessi posti dove una sera prima sorrideva. Parlare, lasciare che gli occhi diventino lucidi, stare zitti, imitarlo, ridere, brindare, supportati persino dai baristi, da un bicchiere che sa di tabacco, dai ricordi e dagli occhi che guardano il tavolo anziché le altre facce. La sensazione di sentirsi al posto giusto, in un momento pessimo. Gli abbracci e il non farcela più.
L’amaro in bocca. Per la propria coscienza, per il non aver vissuto per altri impegni, per fisiologico tedio, per "cambi di giri", per rubrica troppo vasta, per sovrapposizione di vite altri momenti spensierati, altri pachuca, altri maracaibo, altri divanetti del banale estivo, altri appartamenti di via verità, altre focacce, le tanto millantate orecchiette, altri blog di fake-sfottò, altre telefonate, altre incursioni commerciali, altra ammoniaca, altri parcheggi di locali, altri occhi che si incrociano, altri ti presento un’amica, altri narghilè, altri divani, altri media center andyhome. Altri tempi.
Il reflusso e la rabbia. Per il destino, per la maledetta sfortuna, per ipocriti imbarazzanti che salgono sul carro delle lacrime dopo avere buttato secchi di merda sul muro della sua vita, per i finti interessati, per i polemici verso chi è in buona Fede, per i nonsonostatoavvisato, per gli... andatevene a fanculo. Ho visto tante facce sincere che credo possano bastare, non ne ho viste almeno altrettante che so avranno comunque cura della sua anima. Perché di fronte all’inferno di questi giorni è chiaro, palese, necessario che debba esistere un Paradiso.
Ciao Andrea. Ogni volta che vedrò la barriera antirumore che hai sfasciato dietro casa mia due anni fa continuerò, forse, a ridere. Ma più che ridere di te, riderò di noi, per tutte le serate in cui tutti insieme eravamo un pericoloso branco di coglioni. Ma simpatici. E perdonami. Sono certo lo farai ridendo.