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Thursday, August 16, 2007 - ore 12:11
The days of wine and roses
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Madre, toglimi questo peso dal petto, hai ago e filo da quella parte, ecco il cordone ombelicale.
Madre, riportami dentro di te e torna ventenne con meno problemi e tanti sogni da realizzare
Madre, sogna un’altra vita per me, sogna forte fino a farmi sentire quale dovrebbe essere il mio percorso una volta fuori di qui
Madre, ricordami ogni giorno che il sogno è irreale, che non si può cancellare ciò che non esiste, ma che ci si può ammalare di sogni
La pallina gira a vuoto,
il mio numero non c’è
tolgo la cravatta e nuoto
come tutti, come te
cerco un pulpito ogni giorno per dimenticare lei
ma tu almeno, tu che puoi, non dimenticarmi mai
Padre, torna a mangiare quel piatto di pasta il giorno delle nozze senza aver in mente me
Padre, lavora un po’ di più il giorno che mi concepirai, magari spostando le lancette saremmo più fortunati
Padre, perché quando esco da lavoro non sei ad attendermi come quando uscivo da scuola e mi tenevi la mano lungo la strada?
Padre, non è questo che sognavi per me, ma non ti ho sentito nelle notti delle tue preghiere, scusami
Io lo ricordo questo paese
ragazza bionda, ragazza bella
non ho più in mente le tue parole
ma quel tuo viso non si cancella
Avevi gli occhi rotondi e strani
bruciavi come la paglia al sole
strozzavo l’urlo di aver vent’anni
nell’antracite del tuo calore
Sorella, non son stato mai capace di darti un pezzo di me
Sorella, siamo così diversi ma tu sembri aver capito l’inutilità di questo incedere e hai scelto di passar palla
Sorella, con una lacrima in viso confessi di non poter esser zia del figlio che non voglio
Sorella, non mi hai capito, non mi hai capito mai
E’ vero Fulvio, dimmi che è vero
questa è la vita, guai ricordare
urlalo forte come la pioggia
che prendo in faccia per non morire
Nonni tutti, stiamo per salutarci, uno alla volta, giorno per giorno
Nonni tutti, vi ho tolto un orgoglio che avevate in petto
Nonni tutti, non ho creduto abbastanza nelle vostre vite
Nonni tutti, non ho mai imparato ad uccidere il maiale
Bello è che non sei mai preparato,
che tanto capita sempre agli altri,
vivere in fondo è così scontato
che non t’immagini mai che basti
e resta indietro sempre un discorso
e resta indietro sempre un rimorso...
Francesco, sei partito da Itaca con il nome di Ulisse e come lui ti sei messo a solcare i mari sfidando gli dei
Francesco, il mare non t’è mai piaciuto poi tanto e ora lui sta prendensosi la sua rivincita
Francesco, la tua nave è vuota, porti con te solo giare piene di ricordi che alla fine diventeranno stantii
Francesco, porgi i palmi delle mani e fatti incidere da questo stiletto un ponte sulla linea della tua vita
Signor giudice, noi siamo quel che siamo
ma l’ala di un gabbiano può far volar lontano.
Signor giudice, qui il tempo scorre piano
ma noi che l’adoriamo col tempo ci giochiamo.
L’ombra sul muro non è una ragazza
però ci fai l’amore per abitudine
lei certamente farà quello che è giusto
per noi che ci fidiamo e continuiamo
a vivere così così così.
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