
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Wednesday, August 22, 2007 - ore 14:17
Nuovismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
In attesa delle foto del compleanno della Dany (che mi devono essere per la maggior parte girate in quanto io ne ho fatte davvero poche), vi mostro il regalino che mi ha portato da Bruxelles: dei graziosissimi, coloratissimi, dolcissimi
orecchini a mela. Che ricordano tanto New York, e quindi si può dire che siano perfetti...

Hey... Ma... Cosa intravedo? Ma cosa sono quelli?

Hey! Ma sono gli occhiali nuovi della Silvia!!!!!
Sono gli occhiali color ghiaccio anche se non è vero che è color ghiaccio! E sono davvero bellissimi!!
Avevi ragione, Silvietta mia, quando dicevi che i tuoi occhiali nuovi erano bellissimi. Brava, ottimo acquisto.
Adesso però magari vedi di mettere via qualcosa per i tempi di magra, in cui i tuoi stipendi saranno ridotti a un decimo di quello che prendi in estate. Fa la brava, su.
Ah, e sempre per la serie volevo dire che ho scoperto che l’
ippodromo è un’ottima scuola di formazione di personalità. Non intendo me medesima. Ma chi sa, sa.
Riporto a tal proposito (non è vero, non è a proposito ma fa ridere) una recente conversazione con mio fratello minore, Giovanni, che di anni ne ha 16 e proprio per questo motivo è un personaggio molto scomodo. Io sono uno dei suoi esempi di adulto, e non riesco a sopportare il peso di questa responsabilità. Essere matura non è un’attività che comprendo ancora perfettamente, e lui è un adolescente con ormoni instabili e una gran voglia di ridere. Prende tutto alla lettera, e mi fa rimproverare pur involontariamente da mia madre. Tutto ciò è pericolosissimo per la mia vita casalinga.
Era poche settimane fa. In macchina, io e lui. Si chiacchiera del più e del meno.
G: ma a Maury piacciono i cavalli?
S: insomma…
G: e a te? Ti piacciono i cavalli?
S: no…
G: e allora perché lavori all’ippodromo?
S: beh, perché mi pagano…
G: ma se non ti piacciono i cavalli perché non vai da un’altra parte?
S: perché mi pagano, mi piace il mio lavoro.
G: se fai una cosa è perché ti piace.
S: mi piace il lavoro, non i cavalli…
G: ma è la stessa cosa…
S: no…
G: sì…
S: no, beh… vediamo, ti piace cagare?
G: si…
S: e ti piace la merda?Sì lo so, una sorella maggiore non dovrebbe nemmeno pensarle certe cose, e non dovrebbe usare frasi scurrili e parole sconvenienti. Ma mi sembrava un esempio moralmente corretto e altamente edificante. Volevo fargli capire che non tutte le azioni piacevoli sono associate ad oggetti piacevoli, volevo essere la sua insegnante di vita. E ho sbagliato tutto, perché lui, pur di non darmi ragione, mi ha detto:
G: certo che mi piace
S: ti piace la merda?
G: sì, certo.
S: vuoi dire che l’hai assaggiata e ti piace?
G: …
S: ok, allora ti faccio una torta di merda e te la mangi tutta.
Non l’avessi mai detto. La cosa mi è rapidamente sfuggita di mano. Credevo sarebbe durata i pochi minuti che avremmo passato in macchina insieme, dopo una simpatica mattina da amati fratelli. Io non me ne ricordavo neanche più quando, a ora di pranzo, Giovanni è esploso in una fragorosa risata ed ha avvisato mia madre, intenta a fare il caffè che:
G: la Silvia mi farà una torta di merda…Voi non potete immaginare gli occhi di mia madre. Una madre che affida un adolescente alla sorella 26enne, credendo di poter stare tranquilla per la sua incolumità fisica e mentale. E invece no.
Soprattutto perché la sorella, dopo la quindicesima ilare domanda del fratello:
G: mi fai la torta di merda? non trova parole migliori delle seguenti:
S: oggi no, forse riesco a farti al massimo un pasticcino.Ecco, quella l’ha sentita anche l’altro genitore. È calato il gelo. Da sorella maggiore mi sono trasformata in Satana. O chiamatemi Belzebù, non fa differenza.
Dopo quella volta che ho insegnato a Giovanni
Coca Cola Pepsi Cola Osso Duro Vaffanculo, ho perso mille punti. Ora sono sotto lo zero. Ho perso lo scettro di figlia modello.
La soddisfazione di una madre: una figlia che studia all’università e non trova un esempio migliore per spiegare al fratellino che non tutto nella vita è piacevole e che bisogna scendere a compromessi nel lavoro.
Meno male che hanno inventato le mamme apposta per rimediare.
=UPDATE=Forse avrei dovuto chiamare questo blog Bontonismi, e non l’altro. Va beh, ormai è fatta.
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