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Ally, 25 anni
spritzina di (Padova)
CHE FACCIO? ..andando alla ricerca di qualche cosa di migliore
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STO LEGGENDO

Alta finanza
(Ken Follett)

*°*°*°*°*

Seta
(Alessandro Baricco)

*°*°*°*°*

Voglio un mondo rosa shokking
(Rossella Canevari,
Virginia Fiume) bello..

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E’ una vita che ti aspetto
(Fabio Volo) ha ha..

*°*°*°*°*

Nocturne
(Ed McBain)

*°*°*°*°*

L’amore non fa per me
(Federica Bosco)

*°*°*°*°*

Sesso e Amore
(F. Alberoni)

*°*°*°*°*

THE CURE
-discografia e traduzioni-

*°*°*°*°*

Tre metri sopra il cielo
Ho voglia di te
(F. Moccia)

*°*°*°*°*

L’amico americano
(Patricia Highsmith)

*°*°*°*°*

Una fortuna pericolosa
(Ken Follet)

*°*°*°*°*

London
(E. Rutherfurd)

*°*°*°*°*

Il giovane Holden
(J. D. Salinger)

*°*°*°*°*

Classe Nimitz
(Patrick Robinson)


HO VISTO

The Guardian
7 1/2

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American Gangster
(molto bello, da vedere.. 8)

*°*°*°*°*

Caffeine
6 1/2

*°*°*°*°*

E alla fine arriva Polly
(dvd-xò da vedere che mi è piaciuto un sacco
)

*°*°*°*°*

Non è mai troppo tardi
(visto per caso, ma davv bello..)

*°*°*°*°*

Io sono leggenda
(bello, zombie alle anfetamine
)

*°*°*°*°*

Leoni per Agnelli
(strana tipologia di film ma nn è stato male..)

*°*°*°*°*

Il caso Thomas Crawford
(..anche un orologio rotto due volte al giorno segna l’ora giusta)

*°*°*°*°*

The Bourne
Ultimatum
Il ritorno dello sciacallo
(..per finire la serie, ci stava..)

*°*°*°*°*

Resident Evil
Extinction
(..il solito.. ma merita sempre, quantomeno per lei..splendida..)

*°*°*°*°*

The Simpson
MOVIE
(..a me è piaciuto un sacco!! Da vedere sicuramente in ogni caso..)

*°*°*°*°*

Smokin’ Aces
(thriller scanzonato, sopra le righe e zeppo di proiettili sparati..qualche troiaio..e stragi a iosa ----> romanticissimo cmq )

*°*°*°*°*

Pirati dei Caraibi
Ai confini del mondo
(bellizzimo Jack!!)


*°*°*°*°*

Grindhouse
A prova di morte
(Omaggio cinefilo ai B-movie anni ’70 in pieno stile Tarantino: provocatorio, colto e visivamente geniale)

*°*°*°*°*

The Good Shepherd
L’ombra del potere
("CIA, senza ’la’ davanti.. Perchè? Quando tu nomini Dio, ci metti ’il’ davanti?")

*°*°*°*°*

300
(fisicacci, battaglie spettacolari e bellissima colonna sonora
sì sì..)

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Ho voglia di te
( bei ricordi..)

*°*°*°*°*

Borat
(..senza parole.. )

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Una notte al museo
(divertentissimo..sì sì..)

*°*°*°*°*

Blood Diamond
(bel film, ben recitato,
e un bravo Di Caprio )

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Apocalypto
(bello, bellissimo....Mel sempre grande, cm in ’The Passion’.. good..)

*°*°*°*°*

Pirati dei Caraibi
La maledizione del forziere fantasma
(anke se ’visto’ è una parolona grossa.. Ad ogni modo Johnny è sempre 1grande.. mhmh!!)

*°*°*°*°*

The Prestige
(nn credo d’aver capito bene tutto.. necessito di 1dvd!!)

*°*°*°*°*

Casinò Royale
(bello sto James..mhmhmh..)

*°*°*°*°*

Il diavolo veste Prada
e or ora (ri) visto

Kill Bill Vol.2


STO ASCOLTANDO

Negrita
In Ogni Atomo


Hai le carte e passi
giocati i tuoi assi

punta pure cio’ che hai
pensi troppo a cosa fai

perche’ a quelli come noi
serve spazio ed aria sai
troppo poco quel che c’e’
troppo poco anche per te


Sei uguale a me
altro che no
sei come me
in ogni atomo

Maledetti fragili
che si fanno scrupoli
che si sciupano da se

siamo vuoti a perdere
Ma stavolta e’ colpa tua
prendi al volo e metti via
che di donne come te
lascia stare non ce ne’e’


Sei uguale a me
altro che no
sei come me
in ogni atomo

Sei uguale a me
altro che no
sei come me
in ogni atomo

Hai le carte e passi
giocati i tuoi assi
in due il rischio e’ minimo
siamo in condominio

Che chi mangia polvere
lascia i denti mordere
perche’ quelli come noi
non li schiacceranno mai
e se ti abbandonerai

io ti curero’
Medicine come noi
non le inventeranno mai

siamo soci
I’ll give you all my love


Sei uguale a me
altro che no
sei come me
in ogni atomo


*°*°*°*°*




ABBIGLIAMENTO del GIORNO

ci sto pensando!!


ORA VORREI TANTO...

Vedere un film e mangiare schifezze, sweet sweet.... hiiii..

*°*°*°*°*°*


Serenità..per accettare le cose ke nn posso cambiare,
Coraggio..per cambiare quelle ke posso, e
Saggezza..per comprenderne la differenza..


STO STUDIANDO...

..bisogna fare anche quello..


OGGI IL MIO UMORE E'...

....


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) ma che senso ha tutto?
2) e se fuggissi via lontano?
3) Le incomprensioni sono così strane..
sarebbe meglio evitarle sempre..
per non rischiare di aver ragione,
xché la ragione non sempre serve...

4) SVEGLIARSI E NON RICORDARE PIU' NULLA DELLA SERA PRIMA E NON CAPIRE PERCHE' HAI DEI MESSAGGI POCO BELLI SUL CELL...
5) guidare e vedere che tutti ti fanno gli abbaglianti e scervellarti a capire cosa cazzo c'è che non va nella tua macchina...

MERAVIGLIE


1) Rimanere ancora sulla spiaggia a coccolarsi mentre il tramonto ci avvolge con i suoi colori ed il mare ci dondola con il rumore delle sue onde!
2) quando ridi,fai sesso e filosofeggi con la stessa persona..
3) Andare oltre le apparenze... incontrare i Suoi occhi... un bacio... il sorriso di un amica... respirare a pieni polmoni... riuscire a meravigliarsi per un fiore che sboccia...
4) Essere tra le braccia della persona che si ama...sentirsi protetti...sapendo che qualsiasi cosa capiti al mondo...niente potrebbe allontanarci...aver totale fiducia in quella persona...non aver paranoie sul fatto di essere traditi o meno...vivere alla giornata e sentirsi amati e apprezzati...
5) riuscire ad apprezzare la solitudine, conoscere se stessi e riuscire a descrivere in modo semplice ed elegante i miei pensieri
6) La notte! uno dei momenti dove ci si può allontare da questo mondo, che purtroppo, spesso sa giudicare e far soffrire! La notte è l'unico momento in cui si possono vivere cose che nella vita spesso non possiamo avere... i nostri sogni!
7) sapere che chi ami è felice..





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Thursday, August 23, 2007 - ore 00:42



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Per concludere un discorso iniziato davanti a due Americani..


Primo significato: i conoscenti. La maggior parte delle persone che consideriamo nostre amiche sono, in realtà, solo dei conoscenti. Persone, cioè, che non ci sono lontane come la totalità amorfa degli altri. Sappiamo che cosa pensano, che problemi hanno, li sentiamo affini, ci rivolgiamo a loro per aiuto e li aiutiamo volentieri. Abbiamo con loro buoni rapporti. Però non abbiamo una profonda confidenza, non raccontiamo loro le nostre ansie più segrete. Vedendoli non ci sentiamo felici, non ci viene spontaneo di sorridere. Se hanno successo, o ricevono un premio, o hanno un colpo di fortuna, non ci sentiamo felici come se fosse successo a noi. In molte amicizie di questo tipo c’è addirittura invidia, maldicenza, antagonismo. I rapporti ostentatamente cordiali, talvolta, coprono una realtà conflittuale, o una profonda ambivalenza. Certo, queste persone non ci sono estranee, ci sono anzi vicine. Ma perché dobbiamo chiamare amicizia relazioni affettive così diverse? Siamo di fronte ad un uso improprio del termine. Lo era nel passato e lo è oggi.

Secondo significato: solidarietà collettiva. Occorre inoltre distinguere, così come avevano già fatto gli antichi, l’amicizia dalla solidarietà (su questo argomento esiste una analisi molto bella compiuta da Luigi Lombardi Vallauri, Amicizia, carità, diritto, Giuffrè, Milano 1974, pag. 15 e segg.). In questo secondo senso, amici sono tutti coloro che stanno dalla nostra parte, per esempio in una guerra. Da un lato gli amici, dall’altro i nemici. Questo tipo di solidarietà non ha nulla di personale. Colui che porta la mia stessa divisa è amico; ma di lui non so nulla. A questa stessa categoria appartengono le forme di solidarietà che si costituiscono nelle sette, nei partiti e nelle chiese. I cristiani si chiamano fra loro fratelli o amici. I socialisti compagni, i fascisti camerati. Siamo sempre, però, in presenza di legami collettivi, non di rapporti rigorosamente personali.

Terzo significato: relazioni di ruolo. È la classe delle relazioni di tipo personale, ma basate sul ruolo sociale. Abbiamo qui l’amicizia secondo l’utile, sia quella dei soci in affari, sia quella dei politici. Questo tipo di legami ha ben poco di affettivo, e dura finché dura l’utile da salvaguardare. Vi troviamo, inoltre, molte relazioni professionali, fra colleghi di lavoro e fra vicini di casa.

Quarto significato: simpatia e amichevolezza. Arriviamo, infine, alla categoria costituita dalle persone con cui ci troviamo bene, che ci sono simpatiche, che ammiriamo. Anche in questo caso, però, occorre essere prudenti ad usare l’espressione amicizia. Spesso si tratta di stati emotivi labili, superficiali.

Cosa dobbiamo intendere, allora, per amicizia? Intuitivamente questa parola ci fa venir in mente un sentimento sereno, limpido, fatto di fiducia, di confidenza. Anche le ricerche empiriche mostrano che la stragrande maggioranza della gente la pensa press’a poco nello stesso modo (vedi P. Babin, Friendship, Herder e Herder, New York 1967; M. Brenton, Friendship, Stein and Day, New York 1974; G.A. Allan, A Sociology of Friendship and Kinship, George Allen e Unwin, London 1979.).

In un libro recente J.M. Reisman, dopo aver esaminato tutta l’immensa letteratura sull’argomento, ha dato la seguente definizione dell’amicizia: «Amico è colui a cui piace e che desidera fare del bene ad un altro e che ritiene che i suoi sentimenti siano ricambiati (John M. Reisman, Anatomy of Friendship, Irvington Publishers, New York 1979.). Con questa definizione Reisman colloca l’amicizia nel mondo dei sentimenti altruistici e sinceri. Non è possibile alcuna confusione con l’interesse, il calcolo ed il potere. Semmai il difetto della definizione di Reisman è di essere troppo generica. Anche una madre desidera fare del bene al suo bambino e ritiene che i suoi sentimenti siano ricambiati. Lo stesso avviene nel rapporto fra innamorati, fra coniugi che si amano, o fra fratelli, se i fratelli si vogliono bene. La definizione di Reisman riguarda, in generale, l’amore.

Amare, scriveva San Tommaso d’Aquino, è voler rendere felice l’altro.

Il percorso fatto è molto importante. Nel linguaggio corrente la parola amicizia ha numerosi significati. Sta ad indicare il socio, il conoscente, la persona simpatica, il vicino, il collega, tutti coloro che ci sono prossimi. C’è però oggi, come nel più remoto passato, un altro significato, quello di amico personale a cui vogliamo bene e che ci vuole bene. Quest’ultimo tipo di amicizia appartiene ad una classe più ristretta di relazioni interpersonali: le relazioni di amore. Quando pensiamo ai nostri amici più cari, alla vera amicizia, pensiamo ad una forma di amore fra persone. È facile distinguere l’amicizia dalle relazioni sociali più superficiali, dai rapporti utilitaristici o da quelli fondati su ruoli professionali.

Il vero problema, quello che, finora, non è stato ancora affrontato, è come distinguerla dalle altre forme di amore fra persone. Per esempio, in che cosa differisce l’amicizia dall’innamoramento? Ci sono numerosi autori che ritengono questa differenza minima, o poco rilevante. È più facile distinguere l’amicizia dall’amore materno, o da quello paterno, o dall’affetto tra fratelli. Anche in questo caso, però, vi sono dei caratteri in comune. Noi diciamo che quello è un nostro «amico fraterno». Talvolta nell’amicizia si esprime un atteggiamento paterno o filiale. Per esempio Friedrich Nietzsche cercava in Wagner una figura paterna. È amicizia questa? Oppure l’amicizia deve essere reciproca? Vi sono anche molti rapporti di amore ambivalenti, dove ciascuno cerca di dominare l’altro, di tenerlo legato a sé. La vita quotidiana è intrisa di questi sentimenti meschini. L’amore dell’amicizia è di questo genere? Possiamo cercare di manipolare il nostro amico? O, invece, l’amore dell’amicizia è di tipo particolare e deve essere limpido, sempre limpido perché, in caso contrario, l’amicizia, semplicemente, svanisce? Sono queste le domande a cui dobbiamo rispondere per identificare il tipo di amore specifico dell’amicizia.

È questo l’argomento della presente discussione. Ci aspetta, perciò, una analisi attenta ai particolari, per identificare quello che è esclusivo dell’amicizia, soltanto suo.

Mi sembra opportuno incominciare subito questa analisi, per entrare nel vivo del problema. E lo farei confrontando l’amicizia con una forma di amore con cui, spesso, viene confusa (per esempio il già citato J.M. Reisman e, ancor più gravemente, A. Douglas, Friends: a trae story of male love, Coward, McCann & Geoghegan, New York 1973. Lo stesso avviene nel caso del bel libro di Robert Brain, Friends and Lovers, Basic Brooks, New York 1976.): l’innamoramento. Sgombreremo il campo mostrando che sono due fenomeni diversissimi, addirittura opposti. L’innamoramento è un fatto, un accadimento, che ha un inizio definito. Alla sua origine c’è lo stato nascente (Francesco Alberoni, Innamoramento e amore, Garzanti, Milano 1979), una folgorazione, una rivelazione. L’amicizia, invece, non diventa se stessa con una rivelazione unica iniziale, ma con una serie di incontri e di approfondimenti successivi.

Un’altra differenza fra innamoramento e amicizia è che non esiste un innamoramento vero ed uno meno vero. Non ci sono gradi di innamoramento: moltissimo, molto, abbastanza, un poco. Se dico «sono innamorato», dico tutto. L’innamoramento segue la legge del tutto o del nulla. L’amicizia, invece, ha tante forme e tanti gradi. Va da un minimo verso un massimo di perfezione. L’amicizia può essere piccola, solo un moto dell’animo, oppure grande, grandissima. L’innamoramento è perfetto fin dall’inizio. L’amicizia, invece, muove verso il di più. Quando parliamo di amicizia abbiamo presente sempre anche un ideale, una utopia.

Continuiamo la nostra analisi. L’innamoramento è una passione. In tedesco passione si dice Leidenschaft. Leiden è la sofferenza. Nella passione c’è, infatti, sempre anche un soffrire. L’innamoramento è estasi, ma anche tormento. L’amicizia, invece, ha orrore della sofferenza. Quando può la evita. Gli amici si cercano per stare bene insieme. Se non ci riescono, tendono a lasciarsi, a mettere un po’ di distanza fra di loro. Un’altra fondamentale differenza è che io posso innamorarmi di qualcuno e non essere corrisposto. Non per questo cesso di essere innamorato. L’innamoramento nasce senza reciprocità e ne va alla ricerca. L’amicizia, invece, richiede sempre, mi pare, una qualche reciprocità. Io non resto amico di uno che non è mio amico. Nell’innamoramento costa sempre una terribile fatica lasciare chi si ama. Per liberarmi di un innamoramento non corrisposto, io devo esercitare una violenza su me stesso, odiare l’altro. Ma l’odio per l’amato è, a sua volta, una sofferenza, la più atroce delle sofferenze. Nell’amicizia, invece, non c’è spazio per l’odio. Se io odio un mio amico non sono più suo amico, l’amicizia è finita. Nell’innamoramento la persona amata è trasfigurata. È ad un tempo lei stessa e più che lei stessa. L’amato è duplice: il concretissimo essere davanti a me e la divinità che incorpora in sé tutto il possibile del mondo, tutto ciò che io proietto in lui. L’amore è rivelazione di qualcosa che ci trascende. La preghiera verso l’amato è un grido di disperazione. L’amico, invece, non è trasfigurato.

Dall’amico mi aspetto che condivida l’immagine che ho di un me stesso o, perlomeno, che non se ne allontani troppo. Anche se la sua valutazione è positiva, non deve essere esagerata. Se è troppo favorevole mi dà l’impressione di adulazione. Se è troppo negativa, se si allontana troppo da ciò che io penso di me, allora non mi rende giustizia e, quindi, contraddice una esigenza base dell’amicizia. I due amici, cioè, devono avere delle immagini reciproche simili. Non identiche, naturalmente, perché allora non ci sarebbe nulla da scoprire, ma senza eccessive dissonanze. Da un amico, perciò, io mi aspetto che non mi fraintenda. Tutti mi possono fraintendere, ma non un amico. Se un amico mi fraintende, è finita

Si può dunque restare innamorati di una persona di cui non sappiamo se ci ha amato o ci ha ingannato, di cui non sappiamo se fosse buona o cattiva, se avesse un animo nobile o meschino. L’amore si manifesta proprio in questo domandarsi come era. Anche dopo innumerevoli anni, l’amore continua ad interrogarsi nello stesso modo, sfoglia la margherita. Dal primo istante in cui è apparso, si pone in continuazione una domanda a cui solo la presenza della persona amata che dice di sì, dà una risposta. Finita la presenza, cessa la risposta, e la domanda ritorna continua, ossessiva, angosciosa. Non puoi dire, come vorrebbe la ragione, «che t’importa?». Questa è l’opacità dell’amore che ama qualcosa che rimane sempre inafferrabile, perché il suo oggetto è un divenire insieme, un dover essere. Questa è la miseria dell’amore, che può solo chiedere e non può smettere di chiedere, anche quando l’altro è indifferente, od ostile. Questa è l’ingiustizia dell’amore che non conosce merito e demerito, e non premia i buoni e non punisce i malvagi. L’amore è sublime e miserabile, eroico e stupido, mai giusto. Il registro della giustizia non .è l’amore, è l’amicizia.


Estratto da "L’amicizia", F. Alberoni


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