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Friday, August 24, 2007 - ore 09:44 Vaticanesimo, la via la verita’ la vita PADOVA (23 agosto) - Ha un figlio di nove mesi e una fidanzata il parroco di Monterosso, paese del padovano di poco meno di 800 abitanti. Il prete si chiama don Sante Sguotti, 41 anni, e il vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, ne ha chiesto l’allontanamento. aspetta aspetta... ma e’ notizia sicura ? La vicenda va avanti da qualche tempo, ma la questione della famiglia, fidanzata e figliolo, è spuntata solo oggi quando è stata raccontata dal quotidiano «il Mattino» di Padova. Don Sante però vuole continuare a fare il prete e lasciare la tonaca non vuol saperne. E anche il paese lo difende. e io concordo col paese, cattolici bigotti medievali del cazzo La segnalazione al vescovo è arrivata da una fonte sicura, una religiosa alla quale il sacerdote di Monterosso ha raccontato tutto fidando nella sua amicizia e discrezione. brutta puttana di una serpe La suora però non ha resistito e ha raccontato tutto al vescovo. tipico esempio di correttezza cristiana brutta troia Mons. Mattiazzo ha parlato a quattrocchi con don Sante, che avrebbe negato tutto, ma il vescovo ha invitato il parroco prima a non celebrare più messa e poi a dimettersi e a lasciare la parrocchia. certo come no, si dimette su 4 dicerie, mentre i PRETI PEDOFILI LI SPOSTIAMO SEMPLICEMENTE DI PARROCCHIA... IPOCRTITI MALEDETTI Il prete invece continuato a celebrare la messa: venerdì scorso, poi sabato e alla fine domenica è arrivata la doccia fredda con l’emissario del vescovo che ha letto ai parrocchiani stupefatti una lettera nella quale si chiarisce che il prete non sarà più dietro all’altare. bravo Sante !! Il sacerdote rinvia ogni chiarimento a martedì, dopo la festa parrocchiale per San Bartolomeo. Anzi, dopo il titolo di oggi sul giornale, ha deciso di convocare una conferenza stampa, fissata per martedì alle 10. «Io mi sento tranquillo», ha affermato oggi don Sante, che però prima di martedì non vuole aggiungere altro. Neppure se sarà lui a celebrare la messa di domani sera: «Non è il caso - dice - di strumentalizzare una messa. Ci sono altri momenti per parlare». appunto, giornalisti del cazzo che strumentalizzerebbero pure la propria madre, e curia ottusa Anche la Curia tace: «Il vescovo attende di fare chiarimenti con gli opportuni mezzi», si limita a precisare. si e intanto gli chiedi le dimissioni, cogliopode Quasi tutti in paese comunque sono schierati con il parroco, il quale ha fama di prete "scomodo" che crede nella battaglia per il celibato dei sacerdoti. Anche chi conferma le voci sulla presunta relazione del prete con una giovane donna è infatti disposto a perdonargli quel legame da cui nove mesi fa sarebbe nato un bambino. Una vicenda imbarazzante, con tanto di firme raccolte in difesa del giovane e battagliero prete. go Sante go !! «Il trasferimento e la cessazione dall’incarico di un parroco non avvengono a motivo di firme a favore o contro ma per valutazione pastorale del vescovo - chiarisce il messaggio del vescovo -. Nel caso specifico era previsto per don Sante un normale avvicendamento, se egli stesso non avesse chiesto un incontro con il Vescovo, informandolo che rinunciava a celebrare in parrocchia perché si sentiva delegittimato da voci diffuse sul suo conto». seeeeeeeeee sembra vero, ma mi facci lo piacero.. Poi la precisazione finale. «Il vescovo ha rinnovato al parroco l’invito di dare le dimissioni entro il 18 agosto, con effetto dal 10 settembre. A questa richiesta non c’è stata risposta. Il vescovo chiede al Signore e invita la comunità a pregare affinché conceda di uscire presto da questa situazione di sofferenza». Vescovo sai dove ti mando ? .... IPOCRISIA DELLA CHIESA !!! SEMPRE LA SOLITA MERDA... CRIMEN SOLLICITATIONES !!! PROTEGGIAMO GLI ABUSI SUI BAMBINI PROTEGGIAMO I PEDOFILI EVVIA IL MEDIOEVO !! testamento di Tito Fabrizio De André Non avrai altro Dio, all’infuori di me, spesso mi ha fatto pensare: genti diverse, venute dall’est dicevan che in fondo era uguale. Credevano a un altro diverso da te, e non mi hanno fatto del male. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male. Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano. Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena e il suo nome: ma forse era stanco, forse troppo occupato e non ascoltò il mio dolore. Ma forse era stanco, forse troppo lontano davvero, lo nominai invano. Onora il padre. Onora la madre e onora anche il loro bastone, bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone: quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore. Quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore. Ricorda di santificare le feste. Facile per noi ladroni entrare nei templi che rigurgitan salmi di schiavi e dei loro padroni senza finire legati agli altari sgozzati come animali. Senza finire legati agli altari sgozzati come animali. Il quinto dice "non devi rubare" e forse io l’ho rispettato vuotando in silenzio, le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di Dio. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di Dio. Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l’ami, così sarai uomo di fede: poi la voglia svanisce ed il figlio rimane e tanti ne uccide la fame. Io, forse, ho confuso il piacere e l’amore, ma non ho creato dolore. Il settimo dice "non ammazzare" se del cielo vuoi essere degno. guardatela oggi, questa legge di Dio, tre volte inchiodata nel legno. guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno. Guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno. Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo. Lo sanno a memoria il diritto divino e scordano sempre il perdono. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore. Non desiderare la roba degli altri, non desiderarne la sposa. Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa: nei letti degli altri, già caldi d’amore non ho provato dolore. L’invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita. Ma adesso che viene la sera ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi e scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti: io nel vedere quest’uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l’amore. LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
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