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Saturday, August 25, 2007 - ore 12:49 the dead is on the table ![]() vivevamo in un’infermità imbarazzante in quei giorni, stavamo gremiti spingendoci con i gomiti. controllavo giornali zuccherini di meraviglie per il popolino italiano. un conato saliva impaziente per la gola secca mentre leggevo . andai di corsa nella stanza adiacente alla nostra dove dotti infermieri e gravidi avvocati misuravano il cranio al tempo e alle macerie dell’esistenza. restai muto di cera a guardare i loro orgasmi rossi e verdi alle pareti. fui affisso ad una croce uncinata recante il mio nome, la gente dell’est mi squadrava pallida e impaurita mentre adolfi nostrani mi sussurravano l’idea di nuovo mondo. staccai le mani indolenzite e scarnificate da quella giostra dell’amore e alzai i piedi al palo della cuccagna, un’invereconda somiglianza con tragedie reali e con allegrie fantasiose. i giudici in piedi sulla televisione esprimono la loro erudizione. ruttano vomito rosa, dolce sul mio appassire. figuro da due tre angoli la mia posizione critica, premio me stesso per ciò che mi date dal giornale di marina: i ragazzini correvano apostrofandosi sotto una pioggia scura; dai canali di scolo usciva un mutevole rigagnolo putrefatto dove le cimici deponavo le loro tane. camminava non occupandosi della pioggia ormai intensa in direzione del porto antico annusando gli odori salati e lievemente corrotti dal tempo. calpestava i ciottoli con mitezza e orgoglio, sospirando al passaggio dei mercantili sul mare nero. la fine nebbia di fondo restringeva il campo visivo sul suo volto; era li,lei,dolcememte fremente, in mano un pacchetto giallo con nastro adesivo, sotto un portico improvvisato, tutto era grigio. lui schizzò le proprie labbra di pioggia del cappuccio e incamminò il passo lestamente verso di lei. uno sfuggevole bacio, un chiaccherio lontano, lei gli diede il pacco per poi scomparire tra’l grigio che ormai ci sovrastava. dopo sette giorni di pausa mentale decise il gesto, si incamminò verso piazza del sordo con notevole lena, era li, rosso d’un’infantile eccitazione, aspettava imprecando tra se il suo ritardo, sotto un lampione col regalo sotto il giaccone scuro. chi stava aspettando stava tardando; lui guardò l’ora nervosamente pensando alla sua stupidità, era sempre così, sbagliava sempre persona,luogo,spazio,tempo,mondo.. dopo un mezzoretta ecco il suo sogno, gira l’angolo dolcemente,elegante e splendida, lui sorridendo si incammina con incredibile malnascosta allegria; li a tre metri, a due metri, poi da sotto la giacca la pistola che spunta. una goffa esplosione e poi solo coriandoli cerebrali. una storia sbagliata_anacronistiche imprecisioni a: anch’io se fatto di quezcoatl avrei reagito in quella maniera ridicola. b: si...ma lui è morto... a: era fatto di quezcoatl del cazzo... c: è morto si... a: sarei morto anch’io c: è una morte stupida morire di quezcoatl a: io conosco anche un’altro che è morto di quezcoatl b: chi è? f: di quezcoatl non si muore a: si che si muore cazzo. lui è morto f: stava poco bene da tempo. c: aveva il raffreddore a: e di raffreddore non si muore, di quezcoatl si f: anche di raffreddore si muore, quello ne è un esempio. b: non dite cazzate, di quezcoatl ci rimani sotto ma di raffreddore massimo massimo hai il naso che cola e: o al limite si muore d: certo che ha un espressione scema f: è il raffreddore a: è il quezcoatl c: quando siamo morti siamo tutti un po’ più scemi b: conosco gente che lo è più da viva f: chi? b: qualcuno ci sarà di sicuro... c: e insomma abbiamo un morto di quezcoatl sul divano a: che ridicolo morire di quezcoatl f: o di raffreddore.. c: chissenefrega..quello sul nostro divano è comunque morto d: gliel’avevo detto io.. f: che? d: di coprirsi... il raffreddore è tremendo.. oggi ci sei e domani... f: vedi? a: un cazzo! dai... un raffreddore... è quezcoatl... c: basta! quello è morto, e quello è il nostro divano s: vado a casa.. a,b,c,d,e,f,g: ciao s: ciao a: ok, che facciamo? f: chiamiamo l’ambulanza, qualcuno, e diciamo che abbiamo un caso di raffreddore mortale e: vengano a prenderselo c: era mio amico a: ma si è fatto di quezcoatl b: aveva 23 anni, non si può morire di quezcoatl a 23 anni f: di raffreddore si. a: vai via per piacere, mica aveva l’aids c: stasera sappiamo almeno cosa fare. a: tipo? c: coprirci bene e non farci di quezcoatl b: io mi fermo ad una birra stasera a: certo che poteva aspettare a morire... f: almeno un po’ .. f: prova a dargli un aspirina.. a: ehi ma.. è morto.. secco secco... freddo.. un gatto di marmo.. un gatto di marmo c: fatto di quezcoatl f: un gatto di marmo col raffreddore mai visto. e: perchè è di marmo. cosa c’era nel brodo? d: io stasera volevo prendere quezcoatl ma mica mi fido più f: se prendi sopra un’aspirina sei salvo.. d: mi crea l’acidità... a: cretini f: non ho mai visto uno fatto di quezcoatl che muore a: tu non hai mai visto uno fatto di quezcoatl b: quello sul divano... c: in bar vendono la cocaina b: lo so.. c: di cocaina mai morto nessuno... a: mio zio si f: si? a: si è gettato dal balcone. f: ah c: ma perchè si è buttato... non c’entra la cocaina a: era strafatto di cocaina... c: si.. ma non ci è morto direttamente f: di overdose c: ecco, di overdose, ci è morto perchè si è buttato a: si ma fatto sta che ci è morto b: impara a stare fermo. a: ?? b: io bevo un fernet prima del letto c: mai morto nessuno di fernet b: appunto.. a: checcazzo... f: secondo me il fernet fa schifo. a: anche il quezcoatl.. f: perchè? l’hai mai assunto? a: nooo, ma mi fa impressione il quezcoatl.. c: anche le patate viste da fuori son piene di bozzi e porcate, ma se le friggi sono strabuone. a: il quezcoatl non è una patata f: vero.. a: hai fatto un paragone scemo b: il fernet è buono. c: mai morto nessuno di fernet. a: di quezcoatl si. f: e anche di raffreddore muoio arso LEGGI I COMMENTI (22) PERMALINK |
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