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Sunday, August 26, 2007 - ore 14:13
il pensiero di un AVVOCATO su Genoa-Milan
(categoria: " Sport ")
Oggi sono un po polemico e approfitto di un momento di pausa per dire la mia sul caso Genoa/Milan: una buffonata simile, purtroppo, è degna solo del nostro Paese ed è davvero incredibile che nessun giornale di regime o che si professa "libero e indipendente" abbia evidenziato quanto sia ridicola la decisione del Prefetto di Genova, che persino nel Burundi sarebbe stato preso per un orecchio e invitato alle dimissioni:
a) con il plauso degli imbecilli (e sotttolineo che tutto il Parlamento è stato concorde), è stata fatta una legge severissima che - si dice - ha risolto il problema della violenza negli stadi. O è vero, ed allora non ha senso il provvedimento del prefetto, o non è vero e allora non ha senso la legge, che dovrebbe essere abrogata;
b) con il plauso degli imbecilli, avevano detto che il biglietto nominativo avrebbe risolto il problema della violenza negli stadi. O è vero, ed allora non ha senso il provvedimento del prefetto, o non è vero e allora non ha senso la legge, che dovrebbe essere abrogata;
c) con il plauso degli imbecilli, avevano detto che il divieto di vendita dei biglietti il giorno stesso della partita avrebbe contribuito ad eliminare il problema della violenza negli stadi. O è vero, ed allora non ha senso il provvedimento del prefetto, o non è vero e allora non ha senso la legge, che dovrebbe essere abrogata;
d) lOsservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive - cui la legge del Ministro Amato e della briatorina Melandri ha dato immensi poteri - altro non è che un organismo fine a se stesso degno di uno Stato di Polizia totalitario che ha solo un modo per ritenere una partita più o meno a rischio: lesame del "muro" di Tifonet, il forum di "Vivere Ultras" (sui quali può scrivere chiunque) e lanalisi dei muri delle città (su cui, pure, può scrivere chiunque). Quando internet non esisteva e quando la violenza nel calcio era assai più diffusa rispetto ad oggi, tutte le partite venivano regolarmente disputate, i biglietti non erano nominativi e si potevano acquistare il giorno della partita.
Voglio essere spudoratamente malizioso, sicché lancio il pensiero che segue come pura provocazione, vista limmensa fiducia che il sottoscritto ha nelle vergini ed incorrotte Istituzioni: passando il principio che è passato a Genova, per un qualsiasi Prefetto, prima della prossima partita "a rischio", sarebbe ben facile "individuare" una scritta sul muro tipo quella "vavemo bruciati vivi" dedicata ai livornesi insieme con la borsa di Luis Vuitton che conteneva molotov fatte con bottiglie da un litro di acqua minerale (i reduci del 68 - dove qualche molotov è stata lanciata - credo siano morti dalle risate nel vederle), per poi vietare la partita a rischio e starsene la domenica a fumarsi una bella sigaretta al mare con la famiglia.
In ogni caso - è bene ripetersi - è singolare che, cessata lemergenza e varata la legge con consenso bipartisan - ancora si debbano chiudere stadi e vietare trasferte.
Sarebbe assai carino intraprendere unazione di disturbo sui muri suddetti e creare dal nulla partite a rischio;
e) secondo questo principio, qualunque tifoseria o prefetto può approfittare di scritte sui muri per evitare che i tifosi avversari possano incitare la propria squadra e creare così un ambiente che possa incoraggiare i propri giocatori, quando questo non avviene in nessun altro paese dEuropa, Inghilterra in primis. Non ci verrà mai assegnato alcun altro Europeo o Mondiale di calcio da qui al 3030 se si dà al mondo limpressione di un calcio sotto assedio, nonostante leggi di estremo rigore quali quelle varate; se tra una festa e laltra la briatorina riflettesse su questo e togliesse questi illimitati poteri allOsservatorio, forse piangerebbe meno alla prossima riunione della Fifa o dellUEFA;
f) molto facile gestire lordine pubblico chiudendo uno stadio, un settore dello stadio o vietando la vendita dei biglietti per il settore ospiti.
In questo modo il Prefetto ammette di non saper gestire lordine pubblico per via di qualche scritta sui muri e per "segnali inquietanti" che non potrà mai rivelare perché - ci scommetto - sono frutto delle solite "fonti confidenziali" e del lavoro di "intelligence" che consiste semplicemente nello spiare i muri dei tifosi davanti a un bicchiere di cedrata Tassoni.
Il sottoscritto, invece, ritiene che poiché il compito del Prefetto è proprio quello di gestire lordine pubblico non impedendo lesercizio delle libertà fondamentali sancite dalla Costituzione, tra cui la libertà di circolazione (sennò sarei buono pure io a fare il prefetto: chiudo tutto!), lunica conseguenza logica che si può trarre è che il prefetto non è in grado di gestire lordine pubblico in armonia con la Costituzione, sicché dovrebbe immediatamente dimettersi.
Il tutto, naturalmente, nellattesa che vengano chiuse autostrade e strade di ogni città perché ci sono persone che guidano in modo imprudente provocando feriti e morti in misura assai superiore rispetto ad un qualsiasi fenomeno sportivo nonché che vengano chiuse discoteche e piani bar, in quanto il numero delle persone che ogni anno vengono accoltellate o perdono la vita davanti o nei pressi delle stesse è molto superiore rispetto al numero dei tifosi accoltellati o che persono la vita in uno stadio, nonostante anche la discoteca sia un luogo di divertimento;
g) non mi risulta che - nonostante le numerosissime scritte ostili che si leggono in tutta Roma - il derby Roma/Lazio sia mai stato disputato a porte chiuse o senza la presenza dei tifosi ospiti: il motivo è semplice e con questo vado a trarre la conclusione del discorso (che è sempre la stessa, da anni):
ciò che conta non è luniformità dei principi che dovrebbero governare lordine pubblico, ma i soldi di Sky (e quindi del potere politico/economico che siede in Parlamento).
Per un qualsiasi prefetto (in fondo, poveruomo, lo capisco: anche un avvocato vorrebbe che i processi si svolgessero senza P.M. e senza Giudice, così come ogni rigorista vorrebbe tirare un penalty senza portiere....) sarebbe il sogno della vita far disputare tutte le partite - anche quelle non a rischio - a porte chiuse. Far disputare poi un qualsiasi Roma/Lazio a porte chiuse sarebbe fantastico e da raccontare ai posteri.
Peraltro, se si seguissero i principi che hanno vietato ai milanisti Genoa/Milan - sarebbe anche assolutamente sacrosanto.
Sarebbe persino razionale.
Invece no. Il massimo che potrà fare il Prefetto sarà il far disputare il derby alle 15.00 o alle 18.00. Se proprio sui muri ci sono tante scritte, potrà persino decidere di farla disputare al Sabato, così da penalizzare chi lavora e fare qualche migliaio di spettatori in meno. Potrà dire di aver fatto spostare il derby e quindi sarà, almeno in parte, compiaciuto. Sky sarà comunque contenta, forse un po meno di un derby alle 20.30.
Un colpo al cerchio e uno alla botte.
La razionalità e i principi che da essa discendono sacrificati al denaro.
Che tristezza.
h) per finire, ma proprio per finire, sarebbe ora che in casi simili ci si organizzasse prendendo a priori biglietti di un altro settore (visto che non è affatto vietato), andando allo stadio in incognito e senza segni di riconoscimento, non al fine di creare incidenti - ovviamente - ma solo per esercitare il sacrosanto diritto di vedere la partita della propria squadra ovunque, prefetti o non prefetti, così come si è fatto dal 1898 fino allo scorso anno.
Alla prima scazzottata, il prefetto di turno viene mandato a dirigere il traffico a Macomer e tutto torna come prima.
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