Avete mai avuto il panico da pagina bianca? Io quasi mai… perché – normalmente – ho sempre avuto un sacco di cose da dire o eventualmente sapevo come girarla e raccontare un sacco di fregnacce.
Non c’avevo mai fatto caso, ma la vita è proprio come un enorme foglio bianco, dove noi scriviamo senza sapere quello che viene dopo, e dove possiamo correggere gli errori non prima di averli compiuti.
Se tu guardi questo foglio puoi solo immaginare quello che ci può stare dentro, ma finché non lo disegni resterà sempre è solo un’immagine della tua mente... e il più delle volte quello che poi rappresenti non corrisponde a quello che avevi in testa.
L’esistenza in fondo è un enorme foglio di carta. Finché non lo vivi resta sempre e solo una parola vuota, un desiderio irrealizzato, una promessa da mantenere. Puoi prendere e copiare di sana pianta un altro libro, un altro componimento, ma sai benissimo che quello non è più il tuo foglio... Puoi ispirarti alla vita degli altri pur riuscendo ad intravedere che quella non è la tua vita, almeno sino a quando - a forza di copiare - alla fine ti autoconvinci che veramente quella è la vita che t’appartiene.
Il fatto terribile è che quel foglio, in qualche maniera, deve essere compilato prima che una mano inesorabile (Dio, il fato, il destino, il caso, la condizione fisiologica), in un modo e in un tempo più o meno imprevisti, lo strappi dal grande album.
Oddio, il foglio può essere lasciato anche in bianco... è una scelta. Ma non certo di grande coraggio. Anzi, a dirla tutta, direi un atto di incoscienza. Sempre che la coscienza esista… e allora l’inedia resta semplicemente un caso di uso non redittizio tra le possibilità che vengono date (penso, ad esempio, al suicidio).
Su questo foglio si scrivono le pagine memorabili. E le immancabili figure di merda. Si segnano i giorni felici e quelli tristi. Si appuntano le cose che si vorrebbero fare e che puntualmente restano in un cassetto. Gli amori, gli amici, le figure dei posti fantastici che hai visto. Ci sono le cancellature (i nostri errori) che però nonostante tutti i tentativi di cancellature non solo restano ma spesso ricompaiono ad intervalli piuttosto regolari. Quel foglio bianco, insomma, è la tua vita.
E come nella mia esperienza scolastica ho scritto sempre tanto, così in questo foglio mi sto rendendo conto di aver scribacchiato un bel po’… Oddio mica sempre capitoli “storici” anzi, di qualche punto mi vergogno ancora come un verme e mi piacerebbe molto non averli mai portati alla luce.. ma tant’è sono lì e lì rimangono. Ma ci sono anche pagine memorabili e – credo – in futuro di poterne aggiungere altre. Per adesso mi rassereno osservando la pagina bianca che mi sta davanti, sapendo che dipende solo da me scrivere cose degne di essere ricordate.