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Friday, August 31, 2007 - ore 10:31
(categoria: " Vita Quotidiana ")
18 anni, avevo appena preso la patente e quellestate maledetta decidemmo di andare a Corfù.Eravamo 15 amici di cui 13 singles (uomini e donne) ed una coppia, molto romantica e dalla invidiabile seppur pedestre attività sessuale.
Padova - Brindisi e poi traghettone per la Grecia. 3 macchine stipate come quelle dei calabresi che partono da Torino per andare dalla mamma di lui al paesello che poi ci fa anche la nduja che poi la porto a casa e mi sembra di stare ancora a Roccella.
Ero cotto di Barbara; era stupenda: alta, occhi azzurri come il lago di garda quando non sono ancora arrivati i milanesi, capelli neri, culo rotondo e una dolcezza da panico.
Barbara ed io andavamo spesso in giro con la compagnia, ci tenevamo per mano e una volta abbiamo anche limonato durissimo ma era dopo una tromba poderosa e non so se lei lo considerasse valido. O meglio non lo sapevo allora, ma lo speravo tanto. in realtà la cumpa era composta da 13 amici ma serviva una macchina in più ed allora, stefano disse che invitava 2 suoi amici con cui giocava a calcio che erano troppo simpatici, uno addirittura lavorava già in autoscuola dal padre.
Partiamo una mattina di agosto e io feci carte false per averla in macchina con me ma mentre caricavo le valigie il nuovo arrivato con la Golf GT me la soffiò da sotto il naso con un blitz che stordirebbe un quarterback da nfl. Io avevo la panda 750 fire.
Arriviamo a Brindisi dopo millemila ore di guida, io ero stravolto e tesissimo perchè era la 3 volta in vita mia che prendevo lautostrada da guidatore, e le rassicurazioni che mi diede mio padre non servirono ad un cazzo. Arrivammo comunque e ci imbarcammo sul traghetto diretto a Corfù. Avrei voluto vedere Barbara e magari portarla sul ponte ed offrirle metà della bomba che avrei girato in onore della partenza ma lei era già con quellaltro, Riki, che rideva sguaiato come pochi e parlava del Padova Calcio. Vomitai per tutto il tragitto perchè cera mare ed io non sapevo di soffrire il mal del medesimo.
Arrivammo a destinazione, poi al residence. Lei dormiva con le ragazze in una stanza di fronte a quella dove dormivamo noi. La prima settimana passò quasi liscia, non successe nulla ne con me ma neanche con Riki, quel merda. In spiaggia mi diceva che con me era veramente a suo agio, sembrava di stare in una puntata di Dawson Creek perdio. Ma non mi perdevo danimo e una sera in un pianobar le cantai anche wish you where here, la sua canzone preferita.
Allinizio della seconda settimana: il dramma.
Tornavo dalla spiaggia, volevo fare la doccia e poi raggiungere gli altri per la cena, quando entrai in camera sentii come un grufolare sommesso, il suono del sesso. Cazzo vidi la maglietta di barbara poggiata sullo schienale della sedia a sdraio e capii.
Momenti di merda. Feci quanto di più teatrale potei. Presi la mia cassetta di Trilogy (Malmsteen) il walkman e me ne andai in piscina a soffrire aspettando che lei finisse per farle la più classica delle scene di gelosia; in piscina venni raggiunto dalla Cri a cui, si sussurrava, piacevo. Tantissimo. Mi conoslò e mi chiese se per quella sera mi andava di fare un giro in città per mangiare la mussaka.
Finimmo, dopo cena, in un pub pieno di inglesi ubriachi e per non essere da meno, ed anestetizzare la mazzata, mi presi una stinca micidiale. A fine serata conobbi una ragazza inglese che mi cacciò la lingua in gola, quasi per caso mentre ballavamo al ritmo degli Swing out Sisters. La Cri lo notò ed iniziò la miglior nottata della mia vita.
Ci venne vicino e, anche lei, mi cacciò la lingua in gola.
In un turbinio di lingue e mani uscimmo dal pub e, non saprei dire come, convincemmo linglesina a venire da noi. Ah! si le promettemmo un caffè con la moka, che non lhai mai bevuto, inglesina!
Dopo il caffè ci fu un momento di petting spintissimo e poi: il sogno. Sesso a tre.
Ricordo e non ricordo, sono passati quasi 10 anni. Lessenziale me lo ricordo insieme a certi particolari interessantissimi ma, purtroppo, non tutto. So solo che lho fatto e mi sono divertito un sacco.
La mattina dopo, mentre mi stavo lavando, sento entrare Riki e Barbara e, oh, parlava ancora del Padova.
Li guardai. Anzi la guardai. Non mi faceva più nessun effetto.
Lho incontrata un paio danni fa. Si sta per sposare con Riki. Quando le chiesi dove era lei mi guardò e mi disse: " E in trasferta, a vedere il Padova".
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