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Friday, August 31, 2007 - ore 13:23
Corsismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ci tengo a comunicare al mondo intero che ho iniziato a fare un po’ di movimento per sfidare il grasso che mi ricopre. Voglio che tutti lo sappiano e siano orgogliosi della mia decisione e della mia convinzione, finalmente.
Devo però essere onesta, con me stessa e con gli altri: io non corro. Io pongo rimedio alla mia inattività, è diverso. Non si chiama
correre, correre è decisamente troppo. "Correre" è offensivo per chi corre davvero. Io
pongo rimedio alla mia inattività.
Fondamentalmente io pongo rimedio, credo di non aver fatto altro in tutta la mia vita.
Il mio è un camminare velocemente lungo i viali della villa fin quando la stanchezza non mi appanna completamente la vista. E poi non posso correre, le mie ginocchia e la mia coscienza non me lo permettono. Ma mi sto attivando per porre rimedio alla mia cellulite.
Il tempo è così suddiviso: cinque minuti di bicicletta per arrivare in villa Margherita, quaranta minuti a piedi con qualche corsetta e qualche salita, dieci minuti di esercizi, cinque minuti per tornare. Mi sembra una strategia ottimale. Devo solo eliminare i biscotti al cioccolato quando varco la soglia di casa e sono a posto. Potrei allungare i tempi strada facendo, ma devo valutare il reale impatto sulla mia cellulite e sulla mia psiche. Se funziona non mi vedrete mai più al computer. Passerò i minuti che non trascorro mangiando a correre in villa. Se non funziona (e con ciò intendo se i risultati non saranno visibili in alcune settimane) mollerò, perché la mia costanza ha bisogno di stimoli per essere costante.

Il posto è carino, anche se secondo me andrebbe valorizzato. Una volta organizzavano concerti e mercatini... poi chissà cos’è successo. È un’area molto tranquilla che ha portato un esordio addirittura sereno e pacifico.
Il primo giorno è stato un tripudio. Tossine evaporate e pelle lucida di sudore, circondata di verde e alberi lussureggianti. Sole, aria, luce. perfetto. Troppo bello per essere vero. E infatti...
Il giorno seguente già il boicottaggio. La villa, tutto sommato tranquilla dicevo, si trova però a ridosso di una delle strade più frequentate della provincia, che conduce dal centro di Treviso alla periferia nord (il rumore delle auto arriva fino al prato con i cespugli di rose), e quella mattina si erano pure messi a potare gli alberi. Proprio la mia seconda mattina, quella successiva all’esordio che tanto mi aveva esaltata. Due camion, un’automobile, un macchinario con gru estraibile, un trattore. Tutti intorno a me, allegramente, a potare alberi.
Non bastasse, il pomeriggio prima avevano anche tagliato l’erba. Quindi al rumore, alle foglie che volavano, ai moscerini sloggiati, alla polvere sollevata, si è aggiunto anche quel pungente odore di erba appena tagliata. L’erba fresca ha un profumo d’infanzia, di dolcezza, come un ricordo di tanti anni fa, in campagna dalla nonna. L’erba fresca appena tagliata ha un profumo piacevole. Invece no, quello non era odore di erba fresca appena tagliata: quello era odore di erba bagnata appena tagliata, di erba marcia appena tagliata, di foglie morte appena aspirate, di rami secchi spiaccicati a terra. Ed è tutto fuorché rilassante e pacifico.
Il terzo giorno ho dovuto quasi dimezzare la mia camminata per impegni con Maury. Il quarto giorno ho avuto difficoltà perché la notte prima non avevo dormito. Oggi era il quinto giorno.
Come sarà un prato dopo un temporale? Come sarà un giardino pubblico dopo una tempesta? Io lo so. Rami ovunque, foglie scivolose, erba bagnata, fango, terra, pozzanghere, umidità. Moscerini, lombrichi, lumache. Tronchi d’alberi appena tagliati con muschi e licheni, e qualche nuovo organismo unicellulare che banchettava. Cespugli morti, foglie morte, erba morta, alberi morti.
Natura morta. E io odio l’odore della natura morta, odio aver paura che piova, odio avere il terrore di scivolare, odio l’essermi salvata per un soffio da almeno quindici scivoloni che mi avrebbero provocato dolori lancinanti al mio neo (e spero presto ex) culone.
Il boicottaggio però non ci ha fermati (me e il mio amico immaginario), strano ma vero. Si riprova, lunedì si ricomincia, si riparte, costanti e tenaci nel tentare di dare una svolta al nostro grasso corporeo.
Che dopotutto in inverno ci fa così tanta compagnia e tiene caldo, e piangendo ci chiede perché, perché vogliamo eliminarlo per una semplice questione salutare, quando lui ci protegge dal vento e dalla neve… E si rattrista, perché dopotutto a Maury non dispiace, dice che sono morbida, le mie tette sono tornate a una terza abbondante, le scollature mi donano, e la cellulite va di moda, se la sono comprata apposta le veline, mica ce l’avevano prima…
Ma sono decisioni che vanno prese, anche se qualcuno dovrà soffrire. E di solito sono io.
PS - Altro che Central Park. Se non dimagrisco entro un mese, fottiti villa. Passo direttamente ai biscotti col cioccolato.
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