
blondy, 29 anni
spritzino di Barcelona solo andata
CHE FACCIO? mi perdo per Barcelona!
Sono middle
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un sacco di culture andare d’accordo e convivere tranquillamente tra di loro.
Una metropoli cosmopolita affascinantissima.
STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Mah, devo ancora capirlo...
ORA VORREI TANTO...

E l’ho ottenuto!!!!

STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
catalano.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
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MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
2) Ascolare la canzone preferita con il volume a ballettone e cantarla a squarciagola con un amica mentre si sta andando al mare x week end da paura!!
3) il sesso
4) sentirsi il suo profumo addosso...
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Monday, September 03, 2007 - ore 02:26
17/07/2007
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ed ecco, in perfetto ritardo come di mia consuetudine,
le foto bramate dalle piccole fans di Giorgino....
Dopo la bellezza di 1 mese e mezzo, cuccatevi queste fotine.
Forse da qui si capisce di più la distanza ravvicinata tra me e il mio futuro sposo.Gay. Gh.
Buona visione!
Here I am
Here I am
Waiting To Hold You
Sono le ultime parole di "Song to the Siren", la splendida canzone scritta da Tim Buckley nel 1970 e pubblicata per la prima volta nell’album "Starsailor". Un gioiello di pura poesia sonora, perfetto per aprire la prima delle tre date italiane del ’25 Live’ di George Michael: l’ex-WHAM! la interpreta meravigliosamente, mentre l’enorme schermo che dalla platea si alza verso il cielo si riempie di stelle luminose - sembrano anime pacificate che brillano di rilassante pacatezza - e rimanda il verso "eccomi, aspettando di cullarti" a caratteri cubitali.
Siamo allo Stadio del Plebiscito di Padova, anno di grazia 2007. E’ martedì 17 luglio. Problemi di natura tecnico-organizzativa hanno impedito che lo show seguisse il suo regolare svolgimento nel più capiente Stadio Euganeo, con tutte le conseguenze causate da uno spostamento dell’ultima ora: gente male informata che vaga frettolosamente da un posto all’altro della Città di Sant’Antonio, biglietti numerati per una piantina dei posti che inevitabilmente non rispetta il piano originario, parcheggi inesistenti e ingressi a imbuto costringono a lunghe code affrontate con pazienza nonostante la calura pressante fino a tarda notte e il tasso assai elevato di umidità.
Le lamentele sono però presto assorbite e per una volta il detto ’il gioco vale la candela’ calza davvero a pennello per un avvenimento del genere, che non capita proprio ogni giorno.
Dopo 15 anni di assenza dai palcoscenici, l’annuncio di abbandono dichiarato all’indomani della presentazione di "A Different Story" - un documentario tra vita privata e pubblica presentato al Festival del Cinema di Berlino nel 2005 - aveva fatto pensare al peggio. Per fortuna, la notizia shock è stata smentita dal ’25 Live’, tour celebrativo di una splendida carriera consumatosi nei palazzetti europei durante gli ultimi quattro mesi del 2006. Visti i sold-out raccolti ovunque e data l’enorme richiesta di biglietti rimasta inevasa, perché non riprendere il tutto per un giro estivo in spazi più capienti? Detto, fatto! Uno status di ’pop icon’ recuperato sul campo grazie all’incredibile affetto di vecchi fan e di nuove leve, impazzite di fronte alla potenza comunicativa di una musica senza barriere.
George Michael è riuscito a sintetizzare in un colpo solo il ’savoir faire popolare’ all’eleganza di un crooner contemporaneo. Se poi al tutto si aggiunge una voce straordinaria e una presenza scenica impareggiabile, il gioco è fatto. Non ci sono arresti per atti osceni né droghe che tengano: il potere immaginifico di Mr Michael trascende le considerazioni giudiziarie e le implicazioni conseguenti, tanto che ai suoi spettacoli si incrociano intere famiglie adoranti e orde di donne (a caso) elettrizzate che si spoglierebbero all’istante se solo lui volesse.
La realtà si fa sogno, quando il cantore è un artista di tale fattura. Così, le ballate si incastrano perfettamente agli anthem da discoteca: il rito del concerto non solo è rispettato in tutto il suo splendore, ci si trova di fronte a qualcosa che fa contemporaneamente bene al cuore e alle gambe, da pensare ("Father Figure") e forse anche da piangere (la dedica ad Anselmo su "Jesus To A Child" o la mitica ’nostalgia canaglia’ di "Careless Whisper"), per ballare senza pensieri ("Flawless" e "Faith") e per lasciarsi andare alla bellezza dell’indipendenza ("Freedom ’90").
’25 Live’ è costruito per essere condiviso in ogni momento con la folla, a scanso di separazioni che portano l’idolo lontano dal suo pubblico. La passerella tipica del teatro di rivista, con tanto di lampadine a segnare il passaggio della star, è lì apposta: George la cavalca costantemente, rivendica la sua essenza "senza rimpianti" (come dice introducendo "Outside") con una forza e con una proprietà istrionica che coinvolge ed emoziona. La fiumana di gente diventa l’altro spettacolo, perché la condivisione diventa ancora più commovente quando a gridare "libertà" ci sono 15.000 persone sorridenti che alzano le braccia all’unisono: avvolgono l’idolo, si toccano e per un momento raggiungere lo spicchio di luna che sovrasta lo stadio del rugby diventa incredibilmente facile...
Madò si muoveva talmente tanto (e muoveva tanto anche il suo culetto) che era impossibile fargli una foto decente!!!
Spero comunque di aver reso un po’ l’idea ecco..

Ogni volta che rivedo queste foto sento ancora l’emozione
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