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Tuesday, September 04, 2007 - ore 10:54


storie di calcio...mi sa che è un po lunga!
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Tanto per cominciare, buondì…
Come qualcuno saprà, questo è periodo di cambiamenti. Lo dicevo qualche giorno fa, inizia a fare freddo (iniziavo a sentirne la necessità), cambiano le temperature e le usanze, ma non solo…cioè, non è solo il clima a cambiare, c’è anche chi prova a sistemare quelle cose di se che non gli vanno più bene. E cerca di non sprecare più tempo ad organizzarsi il futuro, a pensare che domani potrebbe essere stanco se oggi non si da una regolata e riposa un po, a pensare che questa cosa piuttosto di quell’altra sarebbe meglio non farla, altrimenti poi? Basta, niente calcoli, intanto si fa e poi vedremo…insomma, se il sabato sera torno tardi (si, si, sto parlando di me, non è impersonale e generalizzato…) e, come al solito la domenica pomeriggio c’è la calda pizzeria che aspetta me, adesso vedo di evitare di passarmi tutta la domenica fino alle 16 a riposare in previsione delle 5 ore di lavoro che mi aspettano, faccio quello che mi va, e se poi sono stanco? Poi sono stanco, punto. Poi mi riposo. Ora metto la sveglia alle 7.30 per andare a correre, il motivo per cui lo faccio mi è del tutto sconosciuto, ma è bella la sensazione finchè si corre,e quando si finisce, il prima…beh, il prima non è così bello, non uscirei mai di casa! E insieme a queste piccole cose ce ne sono altre di altrettanto piccole, ma che mi danno soddisfazione, sono la manifestazione degli sforzi estivi per sistemare un po di cose…
Magari ci sarà qualcuno che si è avventurato a leggere (Daniele, o Nicola…forse Sara) e in questo momento si starà chiedendo:”ma vuole arrivare da qualche parte, o ci scassa i maroni e basta?”. In effetti qualcosa dei motivi per cui scrivo qui ci sono…quello fondamentale è la perdita…la perdita di una dimensione…senza colpe e senza drammi si è perso…con uno è da un po che faccio solo il coglione, ma è quello di cui ha, abbiamo bisogno, e va bene così, è quello che ci serve adesso, con l’altro ci sono troppi filtri in mezzo, non che sia meno naturale, anzi, è sconvolgente a volte come tutto rimanga primitivo e vero, è solamente meno diretto per la presenza di filtri che attutiscono un po…e viste le premesse ho deciso di scrivere qui, come se stessi parlando, con tutta la logorrea che mi viene, per sfidare la vostra tenacia!
E quello che in realtà volevo raccontare o dire sarà nelle righe seguenti:



come sapete io giocavo a calcio fino a non molto tempo fa [cazzo, è vero, parto sempre dalla preistoria per raccontare una cosa! E pensare che ho appena cancellato un bel discorsetto sul mio passato calcistico e l’eredità che mi ha lasciato…ma sono sempre stato così o è l’età che mi sta rincoglionendo come l’AMMMORE sta rincoglionendo Daniele? (“fa freddino, andiamo alla macchinina..” ma dime ti… ) mi sa che sono sempre stato così..], dicono che sia una scuola di vita, ma io non sono mai stato d’accordo, è solo una finzione…il rapporto con i compagni di squadra, con l’allenatore, sono brevi, e raramente si fa fatica a sopportare, non si impara niente perché si sopporta, raramente si affronta qualcosa da superare. Forse allora insegna a sopportare, ma davvero, non è così difficile, finchè si corre dietro al pallone non si è in relazione con nessuno…comunque sia, una cosa, una, ma davvero importante l’ho imparata nei tanti anni in cui ho giocato, e devo ringraziare Gianluca Vindigni, il mio allenatore di allora (6 o 7 anni fa…). Qualcuno l’ha goà ascoltata sta storiella, mi spiace, sono ripetitivo, con l’età si deve riempire un po il tempo, no?



Riassumendo io ero un giocatore, ancora giovane e discretamente promettente, c’era stato chi mi aveva detto che se fossi nato cinquant’anni prima sarei potuto diventare u giocatore di serie A, perché cinquant’anni fa si giocava da fermi, e io sarei andato benissimo! Oh, non mi piaceva correre, che ci posso fare…comunque quell’anno lì avevo iniziato abbastanza male, nel più totale menefreghismo, andavo agli allenamenti ma facevo quel che volevo, mi divertivo per i fatti miei e basta…alla fine la domenica rimanevo seduto in panchina a guardare gli altri giocare. Lì per lì mi incazzavo perché ero convinti di essere migliore degli altri (ah, lo sport…), ma poi mi rendevo conto che effettivamente il buon Gianluca non avea torto a riservarmi ogni settimana il numero 14. comunque è andata avanti così fino a gennaio-febbraio, tutto i girone d’andata, e il mio rapporto con il mio allenatore e ra diventato speciale, eravamo due amici che si intendevano, si divertivano scherzavano giocavano e chiacchieravano di cose “serie”…parlavamo di libri, viaggi, università (la mia, lui era già avvocato), vita e case. Finchè un giorno con la naturalezza che lo contraddistingueva mi ha chiesto se sapevo perché con lui non giocavo e io da buon diplomatico gli ho detto che non mi impegnavo a sufficienza agli allenamenti e gli altri erano più preparati e più bravi di me, così lui mi ha chiesto “e lo sai perché non ti impegni” gli ho risposto di no, ma credevo fosse perché non mi andava e basta e a questo punto mi ha detto la cosa che mi ha sconvolto “hai paura di non essere bravo…è facile dire non gioco perché non mi impegno, è molto più difficile dire non gioco perché non sono bravo…non impegnandoti ti crei una scusa bella e buona!” beh, aveva ragione, facevo proprio così! E non solo nel calcio, un po dappertutto…nel disegno, all’università, con le persone, era un difetto congenito che applicavo ovunque. Da quel momento ho deciso di mettermi alla prova e capire in cosa sono capace…tanto per dare una conclusione alla storiella (non mi piacciono le storie senza finale! Lasciano troppe incertezze e bisogna lavorare con la fantasia, ma con la consapevolezza che le cose non saranno sicuramente andate così) a calcio ho iniziato a correre e da quel momento ho sempre giocato e ho concluso l’anno migliore della mia carriera calcistica e da Gianluca ho ricevuto i migliori complimenti della mia vita, ma non li scrivo, altrimenti mi sembra di essere un po troppo…e oltra a lui anche da altri rappresentanti della società e da qualche osservatore della rappresentativa Padova. Ho scoperto che a disegnare non sono bravo, manco di talento artistico, non sarò mai un chitarrista di un gruppo metal, le mie dita non riescono ad andare così veloci! E poi non c’ho i capelli non riesco ad ascoltare molta musica, mi devo fermare ad un certo punto altrimenti conosco solo i nomi dei gruppi e non i loro lavori, mi ci vuole tempo per capire cosa penso di un cd…e via così…comunque sia, ho notato che avevo ricominciato con le scuse, con le creazioni di alibi, tutto come prima. Fortunatamente me ne sono accorto in tempo. Adesso non ho più nascondigli…perché l’ho scritto? Per egocentrismo? No, non è da me…per riempire il tempo della mattinata? No, ho un sacco da fare…ho scritto perché mi sono accorto che c’è qualcuno che sta facendo il mio stesso errore, più di qualcuno, e non se ne accorge e corre dei rischi…
Detto ciò vi saluto con quella che è stata la mia canzoncina allegra dell’estate, il testo era perfetto, descriveva quello che provavo, in maniera precisa...e poi finalmente li ho visti dal vivo! magari sul tutubo trovo un video, vedem…
No niente, mi spiace, ma ne ho caricato uno, in realtà non è un video, è tutto nero, ma si sente la canzone…però, per chi volesse ce ne sono un sacco di live loro su tutubo! Daniele, vai a vedertene un paio, meritano…
À bientôt.



"Invisible"

Invisible
I wish i was invisible
And feign to be the wind
...and slam the doors
Whenever you stay home alone
And blow away
The farewell letters
Cause i can’t believe!
...i can’t believe!
But i’m triyng
Unremarkable
Just another roll of flaws
A birthday cake
Without candles
...but i’m the wind
That breaks off the cross
I’m the wind
And finally i scream!
I can’t believe! I can’t believe! I can’t believe!
I can’t believe! I can’t believe! I can’t believe!
I can’t believe! I can’t believe! I can’t believe!
I can’t believe! I can’t believe! I can’t believe!
...but i’m triyng
And i don’t mind where and why
...i’m triyng
And i don’t care what i’m praying
I’m a liar!
...but i’m invisible
Please! Please!
Let me believe this


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